A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 30 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Català_ Deutsch_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ All_other_languages _The.Supplement
{Info on A-Infos}

(it) Lotta di Classe n.71 : Azione diretta contro la guerra

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Tue, 25 Feb 2003 12:00:02 +0100 (CET)


 ________________________________________________
      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
            http://www.ainfos.ca/
        http://ainfos.ca/index24.html
 ________________________________________________

Lotta di Classe n.71 febbraio 2003
organo di stampa ufficale dell'Unione Sindacale Italiana sez. AIT

Azione diretta contro la guerra

SCIOPERI GENERALI ED AZIONE DIRETTA CONTRO LA GUERRA


NON BASTA RIFIUTARE QUESTA GUERRA
QUESTA GUERRA VA DISERTATA
QUESTA GUERRA VA BOICOTTATA
QUESTA GUERRA VA SABOTATA

Questa a cui stiamo assistendo non è solo una guerra, una delle tante che
da tempo devastano la nostra terra, ma è una grande guerra mondiale
scatenata dagli USA e dai suoi alleati per il dominio e il controllo del
mondo. Questo conflitto è paragonabile a quelli del 1914-1918 e del
1940-1945 per almeno tre elementi:
1) non due singoli paesi ma tutto il mondo è coinvolto nello scontro in
atto e l’intero pianeta fa parte dello scenario di guerra;
2) la potenzialità catastrofica e distruttiva può essere anche maggiore di
quella delle prime due guerre mondiali;
3) la fine della guerra (se mai ci sarà) non segnerà solo due nuovi
confini o qualche cambio di regime ma, come nel ’18 e nel ’45, ridisegnerà
il nuovo assetto del mondo in tutti i campi: militare, controllo delle
materie prime, economico, politico, sociale, tecnologico, ecc.
Per questo la risposta da dare oggi, da parte del Sindacalismo di Base
come di tutti gli uomini liberi della terra, deve essere diversa dal
passato, per questo questa guerra non va solo rifiutata ma va contrastata
e combattuta con tutte le nostre forze.
L’origine del contendere non è il terrorismo (dato che questo è, per la
maggior parte, creato e finanziato proprio da chi dice di combatterlo, USA
in testa) né sono i cosiddetti stati canaglia e i loro depositi di armi di
sterminio di massa. Tutti gli stati, in quanto apparati di potere delle
classi dominanti, sono stati canaglia. Tutti gli stati hanno armi di
sterminio di massa che usano abitualmente sia sul fronte interno
(repressione dell’opposizione) che su quello estero.L’appellativo di "canaglia" o di "democratico" (o di "società civile")
sono interscambiabili (a seconda di chi decide il loro uso) e identificano
la stessa precisa cosa.
Così l’Irak di Saddam che negli anni ottanta (coi soldi, le armi e
l’appoggio degli Stati Uniti) usava armi di distruzione di massa contro
iraniani e curdi non era uno stato canaglia ma era una delle poche
"democrazie" del medio oriente. Oggi che fa le stesse cose di ieri ma che
non rispetta le direttive economiche e militari degli USA l’Irak di Saddam
diventa il primo stato canaglia della terra. Che dire allora della Turchia
(alleata degli USA e quindi "democratica") che usa le stesse armi di
sterminio contro curdi ed oppositori, o Israele che non rispetta alcuna
delibera dell’ONU e continua ad occupare militarmente la Palestina e a
massacrarne gli abitanti. Per non parlare degli Stati Uniti, la vera
"madre di tutte le canaglie" che da sempre ha devastato il mondo per
imporre il suo dominio col terrorismo, i colpi di stato, la CIA, le
invasioni di liberi paesi, le guerre finanziate ed organizzate in ogni
angolo del pianeta.
E che dire di quella "grande canaglia" che si chiama stato italiano.
Ricordate gli aerei di D’Alema e dell’Ulivo che nel 1999, violando ogni
legge internazionale e costituzione interna, aggredirono e bombardarono un
altro paese (la Jugoslavia) massacrandone la popolazione? Ricordate gli
"eroici" soldati della Folgore in Somalia ripresi a torturare la
popolazione e a seviziare le donne?
Si vergognino i Ciampi di turno e i neopatriotti oggi di moda con i loro
tricolori grondanti di sangue e i loro inni nazionali guerrafondai e
impregnati della più ridicola retorica fascistoide.
Lo "stato canaglia italiano" si è poi distinto anche nella repressione del
fronte interno. Basta ricordare la mattanza di Genova del 2001 (seguita a
quella di Napoli) con la criminale aggressione da parte degli apparati
militari a una folla di 300.000 persone, con l’uccisione di Giuliani, le
violenze e le torture contro i manifestanti, l’operazione da SS compiuta
da oscuri "reparti speciali" alla Diaz e alle Pascoli, l’uso
indiscriminati di armi chimiche contro la folla (6200 lacrimogeni sparati
contro i dimostranti e caricati con la sostanza chimica chiamata con la
sigla "CS"), i cui effetti nocivi si stanno già evidenziando con gravi
danni nella salute di molti manifestanti.
Cosa fu Genova se non un ATTO DI GUERRA di uno "stato canaglia" contro una
parte del suo popolo?
Il conflitto attuale nasce quindi, in un periodo di grandi crisi
internazionale, esclusivamente dalla volontà degli USA di porre sotto il
suo controllo le principali materie prime (petrolio, percorso degli
oleodotti, ma anche acqua e tutto quello che domani servirà all’umanità
per continuare ad esistere), attuando sul mondo un duplice ferreo
controllo totale, economico e militare.
Gli altri stati alleati (questi si "canaglie"!) appoggiano e si accodano
alle criminali imprese USA per spartirsi anche loro una parte (più
piccola) della torta dei guadagni e i lauti profitti delle "ricostruzioni"
che seguono alle guerre.
Queste le cause e i motivi del conflitto attuale, della feroce "guerra
infinita" scatenata dagli USA contro tutto ciò che nel mondo non collima
coi loro interessi, i cui primi tasselli si cominciano solo ora a
delineare: guerra all’Afghanistan, controguerriglia dei marines nelle
Filippine, occupazione americana della zona delle sorgenti dei grandi
fiumi del sudamerica, attacco all’Irak.
Molte altre guerre sono già annunciate dagli USA come probabilmente
prossime: Iran, Siria, Sudan, Somalia, Corea del Nord (con elevatissimo
rischio di guerra nucleare) per arrivare domani a una rotta irreversibile
di scontro contro grandi potenze (già iniziato di fatti l’accerchiamento
alla Cina, e la divisione della stessa Europa dell’Euro gran concorrente
dell’impero del dollaro).
Una guerra infinita che viene accompagnata (negli USA come in Italia e in
Europa) da una repressione ugualmente infinita anche nel fronte interno
con lo scardinamento continuo degli spazi di libertà rimasti, la
militarizzazione del territorio e dell’intera società, il controllo e la
criminalizzazione del dissenso, l’introduzione di codici e regolamenti di
guerra (con la scusa del terrorismo), la diffusione della cultura della
morte e della guerra.
Un vasto movimento di contestazione alla guerra si sta sviluppando in
tutto il mondo (il più imponente dai tempi del Vietnam) e in questo grande
fronte occorrerà intervenire per concretizzare e radicalizzare lo scontro
in termini antimilitaristi e di classe, per riuscire ad oltrepassare la
fase di generico rifiuto del conflitto (scelta anche strumentale ed
equivoca per alcune componenti politiche e sindacali oggi scese in campo)
estendendolo, anche con forme proprie dell’azione diretta, verso un
rifiuto generalizzato della società capitalista, statale e militarista
(che genera le guerre) e cercando con le armi del boicottaggio, di
impedire ed ostacolare attivamente la guerra stessa.
Nell’auspicare comunque la creazione di un fronte il più ampio possibile
contro la guerra, denunciamo contemporaneamente la pericolosa operazione
trasformista di guerrafondai di ieri passati oggi nel campo di un
pacifismo di facciata con l’intento di controllare ed utilizzare il
movimento per i propri fini politici.
Per l’Italia ci riferiamo a tutto l’apparato del centrosinistra (dai DS
alle propagini uliviste dei verdi e dei comunisti italiani) che quattro
anni fa, avendo loro il potere, bombardavano Belgrado partecipando con
zelo all’orgia di sangue, morbosamente avvinghiati all’amministrazione USA
e alla CIA.
La gran parte di questi signori ha recentemente votato insieme ai fascisti
del Polo a favore dell’intervento USA in Afghanistan e per l’invio in
quelle terre degli alpini che agevoleranno così (prendendo il posto dei
marines) l’impiego di maggiori truppe USA nell’invasione dell’Irak.
In questa carrellata di infamità nostrane mettiamo al posto che merita il
signor Cofferati e la sua CGIL, anch’essa compromessa nel 1999
nell’impedire ogni mobilitazione pacifista dei lavoratori contro i
massacri di Clinton e D’Alema in Jugoslavia e attivamente complice delle
scelte guerrafondaie dell’allora governo di centrosinistra.
L’U.S.I.-A.I.T. si batte quindi, insieme al sindacalismo di base, per la
costruzione di scioperi contro la guerra (anche europei e mondiali) che
saldino l’azione antimilitarista agli interessi delle classi subalterne
colpite quotidianamente dagli effetti (economici, sociali e militari)
della guerra in atto.
E’ nostra intenzione allargare la lotta, dagli scioperi alle proteste (il
più diffuse e capillari possibili) alle mille forme di boicottamento
concreto della macchina bellica e delle sue ramificazioni nel territorio.
Pensiamo, come già denunciammo un anno fa, che stavolta in gioco ci sia la
stessa possibilità di poter vivere in questo mondo. Al contrario gli
scenari che si prospettano non lasciano dubbi sui compiti che ci
attendono. Da una possibile catastrofe nucleare o batteriologica alla
consapevolezza che alla fine della "guerra infinita" resterà un mondo (se
resterà!) completamente militarizzato e senza più libertà.
Per questo non basta oggi rifiutare questa guerra

QUESTA GUERRA VA DISERTATA
QUESTA GUERRA VA BOICOTTATA
QUESTA GUERRA VA SABOTATA

Careri Gianfranco
(Segretario Generale dell’USI-AIT)

http://www.lottadiclasse.it/



*******
                  *******
     ****** A-Infos News Service *****
          Notizie su e per gli anarchici

 Per iscriversi        -> mandare un messaggio a LISTS@AINFOS.CA e
                          nel corpo del msg scrivere SUBSCRIBE A-INFOS-IT
 Per informazioni      -> http://www.ainfos.ca/it
 Per inoltrare altrove -> includere questa sezione
 Per rispondere a questo messaggio -> a-infos-d-it@ainfos.ca



A-Infos Information Center