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(it) Umanità Nova n.7: 15 febbraio 2003: manifestazioni nei 5 continenti

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Date Tue, 25 Feb 2003 11:51:25 +0100 (CET)


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Da "Umanità Nova" n. 7 del 23 febbraio 2003

Il mondo contro la guerra
15 febbraio 2003: manifestazioni nei 5 continenti

Sono state più di seicento le città dove, tra venerdì 14 e domenica 16
febbraio, si sono svolte iniziative contro la guerra e sono state più di
110 milioni le persone che vi hanno preso parte. Manifestazioni diverse,
come partecipazione e composizione, ma che hanno sicuramente inviato un
unico forte segnale ai signori della Terra.
Quello che segue è un primo tentativo, assolutamente parziale vista
l'ampiezza dell'avvenimento, di dare qualche notizia su quanto accaduto
con una attenzione prevalente a quelle che i media ufficiali hanno
ignorato.

Australia - Oceania

Nel continente nuovissimo le manifestazioni sono iniziate venerdì 14 e
sono terminate domenica 16. In decine di località ci sono state grandi
cortei, come a Sydney ed a Melbourne dove circa 200 mila le persone hanno
protestato contro la guerra e si è trattato della più grande
manifestazione vista dai tempi del Vietnam. Il corteo è stato preceduto,
nella mattinata, da una manifestazione organizzata dagli studenti medi. Ma
ci sono state anche piccole iniziative, come a Tauranga, dove i
manifestanti erano appena 10. A Bellingen hanno partecipato al meeting per
la pace 2500 dei 2600 abitanti.

Asia e Medio Oriente

In tutto il continente, dal Giappone all'India, è stato un brulicare di
cortei e sit-in, principalmente davanti ad Ambasciate e Consolati
statunitensi. Tra le più grandi, se si escludono quelle particolarmente
affollate svoltesi in Iraq, sicuramente quella di Giacarta, più di
centomila persone, quella di Damasco con 200 mila partecipanti e quella di
Manila con più di 10 mila presenze. Alla manifestazione di Manila, ha
preso parte, tra gli altri, un gruppo di anarchici e libertari della
"Anticapitalist Convergence", che da qualche anno unisce alcuni gruppi e
collettivi che si muovono principalmente su tematiche ambientaliste ed
animaliste.

Africa

Più modeste sia come numero che come partecipazione le manifestazioni in
Africa, dove la guerra è uno stato purtroppo endemico e dove quindi è più
difficile anche preoccuparsi di una guerra che scoppia da qualche altra
parte. Nonostante questo ci sono stati diversi cortei dall'Egitto al
SudAfrica.

Centro e Sud America

Numerose e partecipate anche le manifestazioni nel Cono Sud.
Dall'Argentina al Brasile che ha ospitato la manifestazione più grande a
San Paolo (30 mila persone): in quel corteo è sceso in piazza il "Blocco
libertario ed anticapitalista" al grido di "No alla Guerra, No al
Capitale. Né Bush, né Saddam, né Lula!" ed alcuni anarchici alla fine
della manifestazione hanno scalato ed "occupato" un noto monumento
cittadino. A Rio De Janeiro, dove è stato organizzato una sorta di
"Carnevale contro la guerra", un gruppo di anarchici ha bruciato una
bandiera a stelle e strisce ed una maschera di Saddam davanti al Consolato
Usa.
A Santiago del Cile i cortei sono stati quattro: uno indetto dal Social
Forum locale, uno dai giovani comunisti, uno da Attac e un altro dagli
anarchici.
Manifestazioni anche negli altri stati sudamericani, la più affollata a
Montevideo.

America del Nord

Innumerevoli le iniziative nel nuovo continente.

In Canada la manifestazione più grande si è svolta a Montreal ed ha visto
la partecipazione di più di 150 mila persone; altre grandi manifestazioni
a Toronto (80 mila), a Vancouver (30 mila) ed in decine di altre località
piccole e grandi in tutto il paese.
Negli Stati Uniti le manifestazioni si sono sviluppate durate un giorno
intero (a causa del fuso orario) ed hanno attraversato il paese da costa a
costa: da Los Angeles a Seattle, da Minneapolis a Philadelphia, decine di
migliaia di persone hanno manifestato contro la politica del loro governo.
A New York la manifestazione più significativa, anche perché vietata, è
stata un sit-in di mezzo milione di persone che hanno stazionato per ore
nel centro della città completamente circondate da transenne e poliziotti.
I pochi che hanno osato qualche iniziativa autonoma sono stati duramente
caricati e malmenati dalla polizia che ha effettuato più di trecento
arresti e ferito decine di manifestanti che hanno cercato di bloccare
alcune strade.
A Los Angeles un "Blocco Nero" che si era staccato dalla manifestazione
ufficiale è stato affrontato e caricato dalla polizia che ha operato
alcuni arresti. A San Francisco un "Blocco Nero", dopo la fine del corteo
ha proseguito la manifestazione per le strade del centro, segnando col suo
passaggio qualche vetrina ed un ufficio immigrazione.

Europa

In Europa è stata la Spagna, con le sue più di cinquanta manifestazioni, 1
milione di partecipanti a Madrid ed altrettanti a Barcellona, 250 mila a
Siviglia, il paese che più si è mobilitato contro la guerra.
A Madrid un gruppo di manifestanti ha tirato giù dalla facciata di un
palazzo un cartellone pubblicitario dell'esercito alto 6 piani tra gli
incoraggiamenti del corteo; lo spezzone della CNT era aperto da uno
striscione contro la guerra ed il capitalismo; il MacDonald di Antocha è
stato ridipinto a nuovo con scritte contro la guerra.
A Barcellona l'imponente corteo ha paralizzato per ore il Paseo de Gracia
e le strade vicine, durante la manifestazione è stato occupato un edificio
al fine di creare uno "Espacio Liberado contra la Guerra". Cariche invece
a Siviglia contro uno spezzone che dopo la fine del corteo si stava
dirigendo verso il Consolato Usa.
A Londra, la partecipazione alla manifestazione (1 milione e mezzo di
persone) è andata oltre le più rosee previsioni degli organizzatori ma,
alla fine dei comizi ufficiali in Hyde Park, sono stati numerosi gli
arresti di compagni che hanno organizzato sit-in non autorizzati in
numerose strade e piazze del centro cittadino compresa la centralissima
Piccadilly Circus, dove i manifestanti hanno resistito fino alle nove di
sera.
A Glasgow lo spezzone anarchico era aperto da una gigantesca (e
improbabile) colomba bianca con una a cerchiata disegnata sul petto.
Scontri a Salonicco tra gruppi di anarchici in coda al corteo e polizia
che li ha attaccati a freddo. Anche ad Atene, la polizia ha attaccato con
candelotti lacrimogeni lo spezzone anarchico dopo che era stata bruciata
una bandiera statunitense davanti all'Ambasciata. A Patros un folto
spezzone anarchico ha bersagliato con uova e iogurt il consolato Usa, il
tribunale ed altri edifici pubblici.
A Varsavia la manifestazione di circa 3 mila persone, ha visto la presenza
di circa 500 anarchici.
Spezzoni anarchici e bandiere rosso-nere e nere si sono visti un po'
dappertutto: da Dublino ad Istanbul, da Stoccolma a Lione, da Lisbona a
Mosca.
Pepsy

[Notizie ricavate da materiali pubblicati su Internet]


http://www.ecn.org/uenne/



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