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(it) cronache libertarie del social forum di porto alegre

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Tue, 11 Feb 2003 06:09:51 -0500 (EST)


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Da: "fdca" <fdca@fdca.it>

Cronaca del Social Forum di Porto Alegre


Il Forum di Porto Alegre e le nostre attività politiche in questa
settimana.

Porto Alegre si è riempito di militanti di diverse organizzazioni
sociali per una settimana. Militanti di ONG, di gruppi
studenteschi, di varie organizzazioni sociali, di partiti politici.
Si valutano a circa 100.000 le persone che hanno partecipato al
Forum. Un paio di riviste hanno riferito delle attività che si sono
realizzate, ma al di fuori delle programmazioni ufficiali si sono
realizzate altre serie di attività L’Accampamento della Gioventù ha
raccolto circa 30.000 persone. Un evento di massa senza dubbio. Una
diversità sociale e politica difficile da sintetizzare. Ma dobbiamo
rilevare – e questo è quello che più ci interessa – che non è stata
poca l’attività sociale che è circolata al di fuori della
programmmazione ufficiale con preoccupazioni e tematiche che  non
erano in sintonia con quella.
Militanti di differenti paesi e continenti sono venuti facendo di
questo evento una possibilità di incontrarsi e di scambiarsi
esperienze, sia nella cornice ufficiale sia in quella libera. Così
troviamo una certa quantità di militanti che hanno cercato di
relazionarsi fra loro senza aver partecipato a nessun momento
stabilito dalla cornice ufficiale. La nostra attività si è
organizzata al di fuori dell’ufficialità del Forum ed ha cercato il
rapporto con organizzazioni sociali e persone che mantengono una
fondamentale linea di indipendenza nei confronti delle manovre
spurie di quest’avvenimento. Già in altra occasione abbiamo
espresso la nostra opinione politica sull’essenza di questo Forum,
e qui ci interessa incentrare la nostra attenzione sull’attività
organizzata e gestita dalla FAG-FAU, da Lucha Libertaria e dal
Laboratorio de Estudios Libertarios (gruppi che lavorano sulle
stesse coordinate).

La marcia delle organizzazioni sociali.

I compagni libertari e simpatizzanti si sono concentrati a circa
quindici isolati dalla piazza di partenza. In questa piazza
aspettavano altri gruppi per marciare insieme. Si è formata una
formazione di compagni con bandiere e striscioni per la maggior
parte rossi e neri, di istituzioni sociali come Resistencia Popular.
Va notato che da organizzazioni diverse e di diversi paesi
si manifestava l’esigenza dell’indipendenza delle organizzazioni
sociali rispetto ai partiti ed allo stato. La colonna, che per
semplificare chiameremo rossonera, ha coperto uno spazio di un
centinaio di metri  ed è arrivata scandendo i suoi slogan alla
piazza di partenza e ad esse si è unita una buona quantità di
manifestanti. Lo slogan più gridato è stato: “Il popolo in strada
per costruire il potere popolare”.

Richiamavano l’attenzione un grande cartellone, tipo mural con vari
colori, del Movimento Indigeno Messicano “Ricardo Flores Magón”, e
la bandiera rossonera dell’anarcosindacalista spagnola CGT.
La FAG e la FAU non hanno esibito le loro bandiere o striscioni in
quanto organizzazioni politiche, ponendo l’accento sul fatto che in
questa colonna vi erano solo i simboli delle organizzazioni
sociali. Nella piazza luogo del concentramento si era formata una
moltitudine, e continuava ad arrivare gente. Ad un dato momento si
è sentito un forte rumore di razzi e petardi, era un gruppo di
Raccoglitori (di materiale da riciclaggio) che annunciava il suo
arrivo, ed ha preso subito contatto con il gruppo di Resistencia
Popular, formando una presenza con profilo proprio in una
manifestazione di massa che ha raccolto non meno di 100.000 persone.
Poco prima del punto di arrivo un settore della
manifestazione formato da organizzazioni sociali fra cui
Resistencia Popular, Raccoglitori e libertari di altri paesi, si è
posto su un fianco del percorso, formando dei circoli in cui vari
rappresentanti di organizzazioni popolari hanno preso la parola.

Un compagno di Pará (Brasile) si è riferito alla necessità
dell’organizzazione degli oppressi sotto la bandiera
dell’indipendenza di classe degli spazi sociali.

Un compagno dell’Uruguay ha parlato della resistenza
popolare e del lungo percorso storico di lotta dei popoli in difesa
dei diritti.

Una compagna del Comitato di Resistenza popolare di Viamao,
dopo i saluti ha parlato dell’esperienza sviluppatasi in questa
città a partire dalla quale si è giunti ad organizzarsi in un
comitato.

Tutti sono stati accolti e salutati dal grido “Viva quelli
che lottano”.

L’attività libertaria.

Si era reputato più conveniente strutturare la nostra
attività pubblica in modo diverso da quello dell’anno precedente.
Si è quindi optato per realizzare attività libertarie e dedicare
due giorni a quello che è stato denominato L’Incontro delle
Organizzazioni Sociali Indipendenti. Sono stati utilizzati per
questo diversi locali universitari. Cominciamo con le attività
libertarie.
Venerdì 25 si è svolto il primo atto. Un ampio locale con
gradoni, tipo teatro, è stato riempito nei gradoni, e vi erano
abbastanza persone sedute per terra. La compagna Candida della FAG
ha effettuato la presentazione. Ha poi parlato Juan C. Mechoso,
militante della FAU, sul tema centrale delle lotte popolari che si
svolgono in America Latina e sull’attualità del socialismo
libertario. Ha chiarito cosa significano, nell’attuale fase
specifica del capitalismo, il
colonial/imperialismo nordamericano e progetti come quello
dell’ALCA; perché siano di fondamentale importanza il rafforzamento
dei popoli e le organizzazioni sociali indipendenti dai partiti e
dallo stato per costruire un’alternativa reale di effettivo
miglioramento delle attuali condizioni sociali e per mettere in
movimento i processi di cambiamento di fondo che sono urgenti per i
popoli e da essi desiderati.
Ha concluso gli interventi Raúl Gatica (Messico), Militante
del Movimento “Ricardo Flores Magón”. Egli ha fatto una breve
sintesi storica sul carattere delle comunità indigene che fanno
parte di quel Movimento, sottolineando come l’indipendenza e
l’effettiva partecipazione interna di queste comunità sia un esempio
da seguire per ogni organizzazione che persegua l’obiettivo di
cambiamenti profondi.
Si è poi tenuto un dibattito aperto, durato due ore, in cui
vari partecipanti hanno esposto le loro esigenze e posto i loro
interrogativi. Sono state affrontate tematiche diverse: il potere,
la lotta armata, l’anarchismo organizzato, lo stato, i partiti
politici, la democrazia borghese, i lavori sociali immediati, i
progetti di corto e lungo respiro, le rivendicazioni indigene, il
Chiapas e lo zapatismo, etc.

Il secondo momento si è avuto lunedì 27, nello stesso luogo, che
era pieno come il venerdì precedente. Hanno preso la parola due
compagni brasiliani, Alexander “Gaucho” della FAG e Ricardo di
Lotta lIbertaria di San Paolo.

“Gaucho” ha fatto un’analisi dell’attuale situazione in
Brasile, specialmente relativa al versante politico dopo l’arrivo
di Lula, ponendo l’accento sulla necessità imperiosa, oggi più che
mai, di mantenere e rafforzare l’indipendenza dei movimenti
sociali. Ha poi messo in evidenza la crescita del movimento dei
Raccoglitori (di materiali da riciclare) in cui esiste una forte
militanza della FAG, ed ha sviluppato il tema dell’importanza di un
anarchismo organizzato, con piani concreti di lavoro da svolgerequotidianamente ed in relazione ai problemi del nostro tempo.

Ricardo, che ha chiuso i lavori, si è pure riferito alla
situazione economica e politica brasiliana, ed in particolare  alle
occupazioni di terreni edificabili, una delle quali, compiuta da
circa 3.700 famiglie a San Paolo, in cui operava una presenza di
Lotta Libertaria. Ha pure dato informazioni sui progressi del suo
collettivo circa la costruzione di un’organizzazione anarchica
specifica. Ha poi ripudiato le intenzioni belliciste dell’impero
nordamericano e quella relativa all’ALCA per decimare ancora di più
l’America Latina.

Si è quindi svolto un dibattito aperto, che per un’ora e
mezzo ha visto porre svariati temi dai partecipanti

Incontro delle Organizzazioni Sociali Indipendenti.

L’incontro si è svolto in un distinto locale universitario ed è
durato due giorni, con gruppi di lavoro e riunioni plenarie. Via
hanno partecipato militanti di: Bolivia, Brasile, Cile, Uruguay,
Argentina, Paraguay, Messico, Sud Africa, Svezia. Il ruolo delle
organizzazioni sociali e l’ALCA sono stati i temi principali. I
punti di vista dei militanti dei predetti paesi sono stati
convergenti nella messa a punto degli aspetti fondamentali in
gioco. L’accordo ha portato ad una dichiarazione congiunta che diamo
separatamente.
Marcia finale.

Nella Marcia contro l’ALCA del 28 alla componente libertaria
è stata quantitativamente pari a quella della Marcia del 23. Sono
stati scanditi slogan propri, e nonostante l’entità della
manifestazione la nostra presenza non è passata inosservata. Le
bandiere rossonere di Resistencia Popular e degli altri movimenti
sociali hanno conferito un profilo particolare ed hanno lanciato il
loro messaggio.


Juan Carlos Mechoso membro della FAU

http://www.fdca.it   - tradotto da PFZ




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