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(it) Libertaria n°4 2002

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Date Sun, 2 Feb 2003 07:26:28 -0500 (EST)


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Libertaria n°4 è ancora in libreria

il sommario :


lavori in corso
"Per un pugno di pozzi"

Non è solo per il petrolio che il presidente americano si
prepara a una nuova guerra. Dopo quella inariditasi sulle
montagne dell'Afghanistan. E nessuno è tanto allocco da pensare
che l'Iraq di Saddam Hussein sia pronto a massacrare
l'Occidente. No, questo conflitto serve a una strategia di
immagine: è un messaggio chiaro. George Bush si incorona
"imperatore del mondo libero". Ma per fortuna tanti sudditi
alzano la testa. E si apre una nuova stagione. Difficile. Ma da
giocare fino in fondo

dietro i fatti - 1
"Chi sono i veri terroristi ?" di Noam Chomsky

Il noto linguista e polemista politico americano pone un
interrogativo: come mai ha provocato tanta indignata sorpresa
l'ignobile esultanza di Osama bin Laden per gli attentati
dell'11 settembre? Perché non distinguiamo il "loro" terrorismo,
che è male, dal "nostro", che è nobile. Questo è il principio
che guida l'azione in tutta la storia. Se ci atteniamo alle
definizioni ufficiali, è sbagliato sostenere che il terrorismo
sia l'arma dei deboli. Come quasi tutte le armi, è brandita con
effetti molto più devastanti dai forti. Ma in questo caso non è
più terrorismo: è "antiterrorismo", "attività bellica a bassa
intensità", "autodifesa" e, se porta buoni risultati, è
un'attività "razionale", "pragmatica". Si deve quindi chiarire
meglio la definizione di "terrorismo": il termine vale solo per
il terrorismo contro di "noi", e non per quello che "noi"
attuiamo contro gli "altri". Partendo da queste constatazioni
Noam Chomsky mette in rilievo anni e anni di terrorismo. Quello
di stato e quello non statuale. Tra i libri di Chomsky
pubblicati in italiano ricordiamo: Lo sterminio infinito (2002),
Alla corte di re Artù (2002), La quinta libertà (2002),
Illusioni necessarie (1998)

dietro i fatti - 2
"Fuga dalla politica" di Philippe Godard

Da oltre dieci anni viviamo in una situazione di transizione
post guerra fredda. Una fase in cui vige una parola d'ordine
invadente: abbandonare il politico. Ironia della sorte, proprio
nel momento in cui se ne avrebbe piu' bisogno. Il politico,
ormai sinonimo di corruzione e di menzogna, sarebbe una tara di
cui disfarsi. In realta', la corruzione e la menzogna non hanno
invaso il politico, si sono sostituite ad esso, come il potere
delle circostanze o dei mercati finanziari si e' a sua volta
sostituito al misero potere organizzato da elezioni definite
democratiche. Il dibattito e' spoliticizzato. Il politico resta
nascosto, lontano, dietro tutta la baraonda mediatica, dietro la
dittatuta dei mercati finanziari, dietro le "circostanze"
mondiali, dietro la "spoliticizzazione" del mondo. Questo e' il
messaggio lanciato da Philippe Godard, direttore della collana
Junior Histoire delle edizioni Autrement di Parigi, autore di La
vie des enfants travailleurs pendant la révolution industrielle
(2001) e Contre le travail des enfants (2001). Quest'ultimo
libro e' di prossima pubblicazione per i tipi di Elèuthera:
Ladri d'infanzia. Contro il lavoro minorile

dietro i fatti - 3
"Argentina: la forza della voce femminile" di Christian Ferrer

È questo l'aspetto più innovativo che sta emergendo nella crisi
di quel paese sudamericano. Dove la politica è stata sempre una
faccenda maschile. Così le donne, mantenendosi in una zona al
limite del sociale e del politico, trovavano un pubblico sempre
più attento. Nella "società invisibile" formata da gruppi
eterogenei manifestanti nelle marce contro l'impunità, organismi
in difesa dei diritti umani, gruppi di mutuo soccorso, di
assistenza psicologica, gruppi di studio, laboratori d'ogni
tipo, centri di baratto di beni. Queste donne parlano in modo
assai diverso dalle loro controparti maschili, perché il loro
linguaggio non è né pomposo, né burocratico e trasmette una
sorta di franchezza. Molto apprezzata. Questo è uno degli
elementi su cui si sofferma l'analisi di Christian Ferrer,
sociologo, docente nella facoltà di scienze sociali
dell'università di Buenos Aires, redattore delle riviste El Ojo
Mocho e Artefacto e autore tra l'altro di El Lenguaje
Libertario. Antologìa del Pensamiento Anarquista Contemporàneo
(2000) e di Mal de Ojo. Ensayo sobre la violencia técnica (2000)

osservatorio media
"Lo strano caso del dottor Crespi e di mister Hdc" di Editor

Controlla un piccolo impero che va dalle ricerche di mercato e
d'opinione alla pubblicità, dalle pubbliche relazioni alle
affissioni, dalla produzione cinematografica e di spot ai call
center, dalle rassegne stampa alle vendite sul web. E fornirà in
esclusiva per cinque anni gli exit pool alla Rai. Mentre da
tempo si occupa delle inchieste demoscopiche per il
padre-padrone della Casa delle Libertà. Sono i molti volti della
Holding della comunicazione (Hdc) che scandiscono la scalata di
Luigi Crespi nel mondo dei mass media. In gioventù militante
extraparlamentare, passato poi al Pci, quindi al Psi di Bettino
Craxi. E infine con Silvio Berlusconi. Un caso esemplare di
strategia per arrivare a "gestire" l'opinione pubblica. Però non
un "grande fratello", piuttosto un supporter del "dispotismo
democratico"

piano sequenza - 1
Addio "mostro"

di Luciano Lanza

Mentre si avvicina il processo di appello per la strage di
Piazza Fontana, è morto Pietro Valpreda. L'involontario
protagonista di quell'episodio che ha cambiato il corso della
storia italiana. E la destra cerca con ogni mezzo di ribaltare
la prima sentenza che ha consegnato a tre neonazisti la
responsabilità di quell'attentato. Mentre i mandanti rimangono
sempre fuori dalle aule giudiziarie. Ma la loro responsabilità è
chiara. Per la storia. Ma è sufficiente ?

piano sequenza - 2
"Modello Z cioè sorvegliato speciale"  di Vito Altobello

Questa era la qualifica di Pietro Valpreda. Fin dal settembre
1969. La polizia, sotto l'attenta regia dell'ufficio affari
riservati, aveva confezionato per il "ballerino anarchico"
l'abito del colpevole. Da utilizzare nel caso fosse successo
qualcosa di importante. Come infatti è avvenuto dopo pochi mesi
il 12 dicembre. Ecco cosa c'è nelle carte dei "tutori
dell'ordine"

conversazioni
"Avremo un futuro se sarà primitivo"

Intervista a John Zerzan di Carlo Ghirardato

Il grande pubblico lo ha conosciuto dopo gli scontri di Genova
nel luglio 2001. Le azioni dei Black bloc hanno, infatti,
richiamato l'attenzione dei media su John Zerzan, individuato
come il guru delle tute nere. Un'operazione tipicamente
giornalistica. Ma in un certo senso il "futuro primitivo"
sostenuto da Zerzan sembra esercitare una forte presa su alcuni
gruppi soprattutto dell'Oregon, lo stato americano dove risiede
Zerzan, e su altri gruppi dell'Europa settentrionale. Ecco cosa
ha detto Zerzan a Libertaria


laboratorio
"Economia: una proposta libertaria" di Norman Baillargeon

Da circa un decennio è in corso un ampio dibattito sulle tesi
per un'economia partecipativa proposte da Michael Albert e Robin
Hahnel, due esponenti del movimento libertario statunitense. Qui
Norman Baillargeon ne sintetizza gli enunciati e le critiche
avanzate. Albert e Hahnel, rifacendosi al pensiero tradizionale
dell'anarchismo (in particolare di Piotr Kropotkin e Michail
Bakunin) propongono in forma moderna un'autogestione fondata
sulla solidarietà e l'eguaglianza. Il tutto in un ambito
delineato da una pianificazione realizzata in base a decisioni
decentrate espresse da consigli di produttori e consumatori. Una
tesi sicuramente da discutere e che dovrebbe aprire un confronto
sulle pagine di Libertaria. Baillargeon è docente di filosofia
dell'educazione all'università del Quebec di Montréal. Tra i
suoi libri più recenti: L'ordre moins le pouvoir. Histoire et
actualité de l'anarchisme (2000), Les Chiens ont soif. Critiques
et propositions libertaires (2001), La lueur d'une bougie.
Citoyenneté et pensée critique (2001)

osservatorio sindacati

"Cgil all riscossa" di Cosimo Scarinzi

La principale confederazione sindacale guidata fino a poco tempo
fa da Sergio Cofferati sembra conoscere una nuova primavera. Di
lotta. Di dura opposizione al governo di centrodestra e alla
Confindustria. E l'organizzazione, dopo anni di letargo, è
capace di mobilitare centinaia di migliaia di lavoratori e
pensionati. Di tenere la piazza. Un revival. E in questa nuova
situazione quale spazio hanno ancora i sindacati alternativi e
di base? Ecco la disincantata analisi di Cosimo Scarinzi.
Anarchico dal Sessantotto, Scarinzi insegna filosofia in un
liceo torinese, milita nella Fai (Federazione Anarchica
Italiana) e, dal punto di vista sindacale, nella Cub, collabora
a Collegamenti/Wobbly, Umanità Nova, Sindacalismo di base, A
rivista anarchica

rifrazioni

"Avanza un nuovo lavoratore. Atipico" di Laura Iotti

La rigidità del lavoro impedisce di trasformare la crescita
economica in maggior occupazione. Quindi in maggior sviluppo e
benessere. Anche in questo periodo critico. È quanto continua a
ripetere il governo di centrodestra. E, con toni meno enfatici,
ma sostanzialmente analoghi, lo diceva anche quello di
centrosinistra. Eppure il livello di flessibilità è già
altissimo. A sostenerlo non sono "sindacalisti arrabbiati", ma
ricercatori di altri paesi che indicano, da oltre dieci anni, il
mercato del lavoro italiano addirittura come modello
"anticipatorio e meritevole di studio"

rifrazioni

"Park School: democrazia diretta per i più piccoli" di Francesco
Codello

Nella regione inglese del Devon c'è una scuola per bambini dai
tre agli undici anni. Qui ognuno trova lo spazio e il tempo per
soddisfare i propri bisogni sociali, emotivi, cognitivi, fisici
e creativi. Realizzando così la propria specificità. Ognuno è
incoraggiato a divenire responsabile del proprio comportamento e
a riflettere sulle possibili conseguenze di ogni suo
atteggiamento. Una comunità scolastica all'insegna
dell'autonomia e della libertà. La descrive per Libertaria
Francesco Codello, studioso di problemi dell'educazione

pietra filosofale

"Elogio dell'imperfezione" di Pietro M. Toesca


Belli questi fiori finti, sembrano veri. Belli questi fiori
veri, sembrano finti. L'imperfetto è un tempo verbale.

"Uno dei principi che regolano il lavoro dell'amministrazione è
che non si deve mai contemplare la possibilità di uno sbaglio.
Questo principio è giustificato dalla perfetta organizzazione
dell'insieme ed è necessario per ottenere la massima rapidità
nel disbrigo delle pratiche",

Franz Kafka, Il Castello

"Lei non è del castello, lei non è del paese, lei non è nulla",

Franz Kafka, Il Castello

"Il discorso scientifico, come la corrida dei tori e il balletto
classico, ha le sue regole che devono essere rispettate",

John Kenneth Galbraith, La società opulenta

Nell'attuale società sempre più standardizzata, omogeneizzata,
bisogna riscoprire ed esaltare una perfezione non determinata
dalla levigatezza della ragione ma dall'attività permanente di
tutte le componenti costitutive dell'uomo. In che modo? Nella
forma artigianale del lavoro che ha la caratteristica di
conoscibilità/inconoscibilità del rapporto soggetto/oggetto.
Ogni opera artigianalmente prodotta conserva, manifesta,
realizza l'individualità del soggetto che la produce. Per questo
essa fa parte di un procedimento da cui può scaturire un'opera
assolutamente unica, cioè un'opera d'arte. Nell'attività
artigianale la progettazione pratica è ideazione, cioè
invenzione che si confronta con la richiesta dei bisogni o dei
desideri di uso. Mentre le macchine tendono a un automatismo non
solo nella costruzione di oggetti, ma anche di se stesse.
L'ideale perseguito da questa logica è l'avvento di un mondo
oggettivo perfettamente autonomo, funzionante definitivamente,
senza più bisogno di iniziativa singolare, attraverso un
percorso di pura deduzione, appunto, meccanica. Questo è
l'accorato appello di Pietro M. Toesca, filosofo e autore tra
l'altro di Il falso scopo. Fenomenologia della fine del mondo
(2002), Teoria del potere diffuso (1998), Manuale per fondare
una città (1994)

senza confini

"Riflessioni intempestive su un futuro incerto" di Freddy Gomez

Gli anarchici possiedono, in modo molto diverso dai marxisti, un
senso particolare della storia che si sforzano di forgiare. Ne
deriva una certa propensione al pessimismo.

Louis Mercier Vega, La pratica dell'utopia

La rivista di Lione Irl (informations et reflexions libertaires)
aveva sospeso le sue pubblicazioni nel 1990. Era stata creata
nel 1973 e aveva contribuito alla diffusione delle idee
libertarie e alla riflessione critica. Ma la rivista non
esauriva l'attività dei redattori: questi sono stati impegnati
anche nella gestione di una libreria e hanno organizzato diversi
convegni e incontri internazionali. Adesso, a oltre dieci anni
dalla scomparsa, Irl si presenta con un numero speciale dedicato
all'anarchismo attuale. Che cos'è, quali prospettive ha, come si
esprime la sua quotidianità… Libertaria traduce il testo di
Freddy Gomez, un anarchico di origini spagnole che ha vissuto il
"mitico Sessantotto parigino", oggi responsabile della rivista
francese A contretemps

lanterna magica

libraria 1

"Durruti in cucina" di Lorenzo Pezzica

Tre libri sulla Spagna rivoluzionaria del 1936. Uno con le
ricette di quell'epoca così carica di speranze, La cuoca di
Buenaventura Durruti. Ma anche con i ricordi di una giovane
impegnata nella guerra contro il franchismo. Un altro, Negras
Tormentas, con le immagini di Alfonso Font, grande disegnatore e
affabulatore. Il terzo, infine, indaga sulla misteriosa morte
del leader anarchico Buenaventura Durruti. Tre libri che offrono
un'immagine inedita della lotta per la libertà. Capaci di
appassionare. Divertendo

lanterna magica

libraria 2

"Voci di compagni, schede di questura" di Lorenzo Pezzica

È il titolo del primo quaderno pubblicato dal Centro Studi
Libertari di Milano. Raccoglie gli interventi di due seminari
tenuti l'anno scorso sulle fonti orali e i documenti conservati
negli archivi dello stato e delle questure. Uno strumento utile
per orientarsi nella ricostruzione della storia del movimento
anarchico

lanterna magica

luoghi e non luoghi

"Post-futuro? No ritorno all'ordine" di Franco Buncuga

L'ottava Biennale di architettura a Venezia si differenzia
nettamente dalle precedenti edizioni. Con il titolo, Next, la
mostra internazionale vuole prefigurare il futuro
dell'architettura mondiale e riproporre una visione più concreta
della disciplina. Dopo tanti furori ideologici si dovrebbe
assistere al trionfo della professionalità. Ma anche
quest'ultima non è forse un'ideologia?


LIBERTARIA - rivista trimestrale
libertaria@libertaria.it
http://www.libertaria.it/




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