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(it) Umanità Nova n.42: Napoli: tre giorni di convegno su Malatesta

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Date Wed, 31 Dec 2003 12:09:46 +0100 (CET)


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Verso l'anarchia oggi, domani, sempre

Il Palazzo dello Spagnuolo, nel cuore del popolare quartiere della
Sanità, spicca per l'eleganza del recente restauro. A chi vi giunge,
attraverso il brulicare delle bancarelle di via Vergini, appare come
luogo quieto ed ameno, atto a piacevoli conversazioni tra le alte volte
nobiliari delle sue stanze. Qui, per tre giorni, si è dipanato il
convegno dedicato ad Errico Malatesta a 150 anni dalla nascita. Sebbene
talora i rumori, gli odori e le suggestioni della strada facessero
irruzione nella sala dedicata ai dibattiti, l'atmosfera è stata quella
gradevole che caratterizza i conversari attuati senza direzione precisa
che scaturiscono dal semplice piacere che li genera e che rappresentano
per chi vi partecipa una ricchezza consistente - come scrivevano gli
organizzatori nel testo di presentazione - nell'"attivare una palestra
dialogica in cui sperimentare le attuali possibilità del pensiero
malatestiano".

L'incontro è altresì vissuto ben oltre le relazioni ed il dibattito,
peraltro stimolanti ed interessanti nonostante qualche imprevisto
cambiamento di programma. Intensi momenti spettacolari hanno
rappresentato uno dei motivi forti della tre giorni: ricordiamo, tra gli
altri, la coinvolgente perfomance di Anna Redi "A Errico", le
canzoni di Daniele Sepe, la tammorriata, i canti anarchici di Alessio
Lega, per concludere con la canzone anarchica giapponese con cui Misato
Toda ha terminato il proprio intervento.

Il convegno, che ha registrato una prevalente presenza di pubblico dalla
città partenopea, ha coinvolto nel corso dei tre giorni circa duecento
persone, di cui almeno una settantina erano sempre presenti in sala. È un
segnale inequivocabile dell'interesse per la vita ed il pensiero di
Errico Malatesta, l'anarchico italiano che più di ogni altro ha
contribuito ad innescare diversi percorsi intellettuali ma, soprattutto
ad ispirare le pratiche politiche e sociali che
caratterizzano ancor oggi l'anarchismo sociale ed organizzatore.

"L'attualità" di un anarchico si verifica negli stimoli che questo
propone alla nostra riflessione: questo è certamente vero anche per il
nostro Malatesta ma sarebbe altresì riduttivo restringere la sua
avventura umana ad un mero itinerario intellettuale, poiché quella
malatestiana è sempre stata "vita activa" costantemente caratterizzata
dalla tensione all'agire. La prassi rivoluzionaria è la palestra in cui
si forgiano le idee di Errico Malatesta, il cui costante richiamo alla
necessità della coerenza tra mezzi e fini si traduce in un continuo
sforzo di calare il metodo nella realtà.

Le diverse relazioni, pur nella grande varietà delle suggestioni e degli
angoli interpretativi, si sono tutte misurate con la concreta presenza di
un compagno che, sempre, si è confrontato con la vita
politica e sociale del suo tempo, finendo col rappresentare un punto di
riferimento importante per la componente maggioritaria del movimento
anarchico.
Sebbene la scienza dell'interpretazione sia, costitutivamente, il luogo
in cui l'interprete tende a tracciare più un autoritratto che un
ritratto, in numerose relazioni gli stimoli ad una riflessione sul
percorso malatestiano hanno saputo innescare un dibattito interessante e
foriero di sviluppi.

Più di un relatore ha messo in luce tanta parte dello sforzo compiuto dal
Nostro per fare dell'anarchismo un'utopia concreta e non un mero
orizzonte normativo.

D'altro canto la vitalità dell'approccio malatestiano la misuriamo
quotidianamente nella capacità di innervare con stimoli e suggestioni
l'agire concreto degli anarchici di oggi, che nel rifiuto di ogni
determinismo, nella consapevolezza del ruolo della volontà, nella
spinta etica a costruire una società libera per tutti e per ciascuno
sanno, come scrive Di Lembo nella sua relazione, che "l'anarchia non può
avvenire che a poco a poco, crescendo gradualmente d'intensità ed in
estensione. Non si tratta dunque di fare l'anarchia oggi o domani o tra
dieci secoli; ma di camminare verso l'anarchia oggi, domani,
sempre."

Sulla collina di fronte al golfo di Napoli, nell'aria frizzante di
dicembre, a degna conclusione dell'iniziativa partenopea si è svolta una
vivace festa con musica, cibo e vino.


Mort.



Da "Umanità Nova" n. 42 del 21 dicembre 2003
http://www.ecn.org/uenne/





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