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(it) Israele: ferito gravemente un anarchico, arrestato un altro

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Date Sun, 28 Dec 2003 11:33:33 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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Da: fat@inrete.it

Venerdì 26 dicembre un gruppo di israeliani, internazionali e palestinesi
del Campo contro il Muro di "Deir Balout" che da oltre una settimana sta
svolgendo iniziative contro il Muro dell’apartheid in costruzione nei
Territori occupati, ha effettuato un’azione diretta nei pressi del
villaggio di Mash’a. All’azione hanno preso parte i compagni di
"Anarchici contro il Muro". Uno di loro, Gil Naamaty del Kibbutz Nirim,
mentre era in corso l’abbattimento della recinzione è stato ferito in
modo grave dalle pallottole sparate ad altezza d’uomo dall’esercito
israeliano. Un altro anarchico, Jonathan, è stato arrestato ed è
trattenuto presso la stazione di polizia di Ariel. Abbiamo sentito per
telefono Liad, una compagna anarchica israeliana che ha partecipato
all’azione contro il Muro di ieri, che ci ha fatto un resoconto degli
avvenimenti. Ecco in sintesi quanto ci ha riferito (un resoconto più
dettagliato verrà stilato per il prossimo numero di Umanità Nova). -
All’azione contro il Muro svoltasi ieri nei pressi del villaggio di
Mash’a hanno preso parte un centinaio di persone tra israeliani e
internazionali. Vi erano anche diversi palestinesi ma stavano (come di
consueto in questi casi) a distanza di sicurezza dal tiro dei fucili
dell’esercito. - I compagni nelle prime file hanno iniziato a scuotere la
barriera e poi hanno iniziato a tagliarla. I militari israeliani hanno
cominciato a fare fuoco prima in aria e poi ad altezza d’uomo senza i
consueti lanci di gas o granate assordanti. Liad, che si trovava vicina a
Jill, il compagno ferito, riferisce che il suo ginocchio, preso di mira
da un cecchino armato di fucile di precisione, è letteralmente esploso.
Il compagno, centrato ad entrambe le gambe, è caduto ed ha perso i sensi.
Ricoverato all’ospedale è stato sottoposto a ripetute trasfusioni: la sue
condizioni sono gravi ma non versa in pericolo di vita. Un’americana del
gruppo degli internazionali è stata ferita lievemente da alcune schegge
ma, sebbene sotto schock per lo spavento, oggi sta bene. -
Successivamente il gruppo di protesta è ripiegato nel villaggio. I
militari hanno circondato il paese ed imposto il coprifuoco. Jonathan, un
compagno anarchico che aveva preso parte all’azione, è stato portato in
commissariato con il pretesto di un interrogatorio in qualità di
testimone. Ad oggi non è ancora stato rilasciato. Gli è stato chiesto di
firmare una dichiarazione con cui si impegnava a non entrare nei
Territori per 15 giorni ma lui ha rifiutato perché avrebbe di fatto
significato la rinunzia a continuare le iniziative del campo contro il
Muro di "Deir Balout", in cui l’azione di ieri si inseriva. L’avvocata di
Jonathan ritiene che rischi di essere accusato di aver organizzato la
protesta. - I media israeliani stanno dando un gran rilievo all’episodio,
sottolineando il ruolo degli anarchici, fatto mai verificatosi in
precedenza. Liad ritiene che possa esservi un tentativo di
criminalizzazione verso gli anarchici, cui non si sottrarrebbero alcune
organizzazioni di sinistra e pacifiste. Molto forte è stato l’impatto
sull’opinione pubblica della scelta di aprire deliberatamente il fuoco su
cittadini israeliani. Questa sera a Tel Aviv vi sarà una manifestazione
di protesta organizzata da un ampio arco di gruppi pacifisti, anarchici e
di sinistra radicale. Manifestazioni, presidi, volantinaggi, telefonate,
fax di solidarietà possono servire a fermare la spirale di violenza e
contribuire al rilascio del compagno arrestato. Diffondete le
informazioni. Per far sentire direttamente la protesta potete telefonare
alla stazione di polizia di Ariel dove è detenuto Jonathan: +972 39 065
444 / 06

Sul numero 40 del settimanale anarchico "Umanità Nova" è stata pubblicata
un’intervista a Jonathan e Liad, che trovate a quest’indirizzo:
http://www.ecn.org/uenne/archivio/archivio2003/un40/art3002.html

La Commissione di Relazioni Internazionali della FAI ha emesso un
comunicato di solidarietà che riportiamo di seguito:

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà militante ai compagni di
"Anarchici contro il muro" ed, in particolare, a Gil Naamaty ferito da
colpi di arma da fuoco durante l’aggressione militare subita mentre
cercavano di aprire i cancelli del muro dell’apartheid a Mas’ha.
Quest’aggressione smaschera anche il falso alibi con cui lo stato
israeliano ha provato a legittimare la costruzione del muro della
vergogna: la sicurezza degli israeliani. Per proteggere gli israeliani,
l’esercito di Israele gli spara contro? Le cause che rendono insicuri gli
israeliani come i palestinesi sono l’esistenza degli eserciti, degli
stati, dei fondamentalismi religiosi. L’iniziativa che i nostri compagni,
indipendentemente dalla nazionalità (israeliana, palestinese o di
qualsiasi altro paese del mondo), stanno portando avanti con il campeggio
di Deir Balut e con le azioni messe in atto in questi giorni è l’unica
possibilità per una vera pace nella regione. Tutti dobbiamo attivarci per
impedire la costruzione del muro, sia quello fatto di mattoni e cemento
in Israele, sia quello mentale costruito da chi vorrebbe dividere gli
sfruttati della terra in base alla nazionalità o religione. La
commissione di relazioni internazionali della Federazione Anarchica
Italiana internazfai@virgilio.it

International relations of the Italian Anarchist Federation

internazfai@virgilio.it




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