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(it) FALivornese sulle assemblee studentesche
From
worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date
Thu, 11 Dec 2003 09:48:23 +0100 (CET)
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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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Da: "tiziano antonelli" <t.antonelli -A- tin.it>
dopo le assemblee dei lavoratori, il ministero dell'istruzione attacca le
assemblee degli studenti
APRILE 2003 una comunicazione dell’Ufficio legale del MIUR in risposta
alla richiesta di chiarimenti del Dirigente scolastico di una scuola
siciliana fornisce un parere secondo il quale i giorni utilizzati per le
assemblee di istituto non sono validi ai fini del calcolo dei 200 giorni
minimi necessari perché l’anno scolastico sia valido. Pertanto le
giornate di assemblea vanno recuperate
Il parere non è mai stato trasformato ne’ in decreto ne’ in circolare
eppure è stato divulgato e preso per oro colato da molti capi di Istituto
italiani per comprimere il diritto di assemblea degli studenti
NOVEMBRE 2003 una nota ministeriale fa marcia indietro e chiarisce:
abbiamo sbagliato! Le assemblee studentesche , per le particolari
finalità formative bla..bla.., sono da considerare momenti didattici,
pertanto sono validi ai fini del conteggio dei 200 giorni. Bene.
Però- continua la nota- se di giornate pienamente valide si tratta è
richiesto l’accertamento delle presenze per studenti e insegnanti.
Quindi un diritto viene trasformato in un diritto-dovere; spesso la
partecipazione alle assemblee è limitata, ma il problema riguarda
comunque i titolari del diritto, cioè gli studenti e basta. Non si può
certo modificare la modalità di esercizio di un diritto conquistato negli
anni e acquisito nella legislazione scolastica con una semplice nota.
E’ inaccettabile inoltre l’ipocrisia con cui tutta la faccenda viene
gestita.
Sembrerebbe infatti che il Ministero smaniasse dalla voglia di accrescere
la partecipazione studentesca, sia pure forzata, alla assemblee. Perché
mai? Perché si fa intervenire la polizia quando ci sono le occupazioni o
le autogestioni, temendo le degenerazioni di momenti assembleari di
aggregazione e di discussione e poi si vogliono costringere gli studenti
ad essere presenti alle assemblee mensili?
Semplice: le assemblee con tutti presenti sono ingestibili nelle scuole
superiori, la cui popolazione studentesca supera spesso il migliaio di
unità. Mancano gli spazi, la normativa sulla sicurezza crea problemi. E
allora, come si fa, se le disposizioni recenti dicono “o tutti o
nessuno?” Nessuno, è evidente.
E’ questo ciò a cui mira l’accattivante nota del Ministero, la volontà
spasmodica di rafforzare la partecipazione alle assemblee etc.: rendere
impossibili e impraticabili le assemblee generali.
L’alternativa a cui mirano ministero e dirigenti scolastici è quella
della delega: procedere per assemblee di classe o parziali, e affidare ai
rappresentanti degli studenti il raccordo interclasse con compiti di
sintesi e di organizzazione di eventuali mobilitazioni, rompendo la
partecipazione diretta e la possibilità di coordinamento dal basso.
I dirigenti scolastici, anche per questo motivo, sollecitano in ogni
istituto la formazione di comitati studenteschi, composti dai
rappresentanti di classe, allo scopo di attribuire ad essi ogni potere,
svuotando il potere dell’assemblea.
L’assemblea generale e i collettivi di base sono gli strumenti che gli
studenti hanno a disposizione per combattere la riforma Moratti e la
politica scolastica. Per questo vanno difesi e va impedito ogni tentativo
di sostituire il meccanismo della delega alla partecipazione diretta. Le
scuole devono garantire l’esercizio del diritto di assemblea, per tutti,
senza limitazioni; gli spazi devono essere trovati e messi a
disposizione.
commissione di corrispondenza
della federazione anarchica livornese
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