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(it) Francia: Riflessioni sul FSL (fr,en)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Sun, 7 Dec 2003 16:37:07 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Questo testo vuole essere un contributo di libertari/e di Nantes al
bilancio del FSL. Se vengono puntualizzate alcune coses accadute al FSL o
nei dintorni, é una responsabilità nostra, di tutti e tutte noi, se le
FSL non ha risposto alle attese e se non abbiamo avuto abbastanza
ambizione. Ci sembra necessario riflettere collettivamente per non
ritornare alle querelles tra parrocchie che hanno paralizzato cosi spesso
il movimento libertario. Per l'ennesima volta, dopo l'esperienza della
CLAAAC, il cartello di organizzazioni mostra i suoi limiti.
L'iniziativa del FSL e de salone del libro anarchico era stata proposta
dalla FA nel mese di giugno e se da quel momento in poi l'insieme o quasi
delle organizzazioni e dei sindacati libertari, ad eccezione della
CNT-AIT, si sono unite a questa iniziativa, tuttavia la dinamica rimasta
alquanto limitata. Il lavoro organizzativo generale è stato svolto dai
gruppi della FA, No Pasaran per lo più si è occupato della mensa, del
concerto di sostegno e dei progetti di apertura di uno
squat.

Siamo coscienti che non si possa avere un funzionamento autogestionario
soddisfacente per un evento come il FSL, data la sua breve durata e le
sottigliezze del funzionamento. Mais dobbiamo sforzarci di essere i più
integrativi possibili, di fronte a delle persone che cercano di
impegnarsi (ridurre la distinzione tra organizzatori/trici e
participanti). Il cartello permette ai firmatari di apparire, di
lavarsi la coscienza ma questo, tuttavia, non sfocia per forza di cose in
dinamiche realmente collettive. A maggior ragione quando si svolge a
Parigi con tutto il centralismo che questo implica. D'altronde cio
esclude le persone che non sono aderenti di nessuna organizzazione. E'
bene perciò che la dinamica del VAAAG riposi sulla creazione di
collettivi locali d'individui, molti dei quali erano del resto membri di
organizzazioni libertarie.

Il consumo militante

I locali erano totalmente inadatti a quello che dovrebbe essere un forum
libertario. Degli strettissimi corridoi e delle porte che si richiudevano
alle 22h30, nessuno spazio conviviale dove le persone potessero
incontrarsi, avere scambi, discutere, bere e mangiare.... Dei locali
nuovi fiammanti con dei vigili per sorvegliarci in
permanenza. Perché avevano i cartellini del FSL ?!!

Tanta gente é passata al FSL, ci sono stati scambi e incontri si sono
avuti ed é bene. Ma bisogna proprio aspettare il FSE per fare questo
genere di iniziative? Bisogna farle allo steso tempo quando altre reti
portano avanti azioni militanti? E poi, in termini di rimessa in
discussione del capitalismo e della società di mercato, cerchiamo di
essere vigilanti affinché l'aspetto consumistico, compresi libri,
opuscoli... non prenda il sopravvento su altre attività.

Questo aspetto consumistico non è legato solamente alla questione
economica ma pure alla concezione stessa dell'impegno nelle attività
necessarie alla realizzazione di un'iniziativa come il FSL. Se si
considera la questione delle cucine, del bar, dello spazio bambini, della
gestione della sicurezza, ci si ritrova negli stessi difetti che noi
denunciamo, ossia la specializzazione e l'assenza di un'assunzione di
responsabilità collettiva e partecipativa senza parlare della
rotazione degli incarichi. Forse sarebbe occorso fare degli appelli alla
partecipazione più chiari ed accessibili, installare delle
bacheche nei vari siti per assegnare le varie mansioni da sbrigar?
Inoltre, ci pare che sarebbe stato interessante organizzare dei punti
funzionali (cosa che avrebbe potuto trovare lo spazio necessario
durante il meeting del venerdì sera per esempio). Comment concepire
l'autogestione senza rimettere in causa l'aspetto consumistico di
questo tipo di iniziativa?

Espressione politica

Sul piano dei dibattiti, le forme d'intervento riprendono a volte
un'organizzazione classica tra gli/le intervenenti ed i/le
auditori/auditrici, seppure sia la medesima che critichiamo
fortemente per quanto riguarda gli altermondialisti. E non dovremmo porci
la questione della finalità e degli obbiettivi di questi
dibattiti, per andare al di là delle constatazioni e definire assi
politici di rottura, senno effettivamente la rifondazione si farà
attorno a dei social forums.

Se la manifestazione nel suo primo percorso non era poi troppo male: come
una manifestazione anarchica del primo maggio..., il suo secondo percorso
quando ha raggiunto la manifestazione del FSE è stata
catastrofico. La manifestazione é un'espressione politica. E' una cassa
di risonanza delle rivendicazioni e dell proposte. In questo senso, il
FSL teneva ad affermare un certo numero di posizioni e non aveva per
nulla intenzione di " scontrarsi " con il Partito Socialista, come aveva
appunto riconfermato in un comunicato del venerdi 14 novembre. Durante la
riunione collettiva del FSL il venerdi sera, era stato
ribadita con forza questa posizione. Mentre i media (giornali e radio)
annunciavano incidenti, noi cosa non troviamo di meglio da fare?
Incollarci come pecore (certo rosse e nere) dietro al Partito
Socialista. Questo errore politico é la causa di tutte le disfunzioni ed
hanno dato purtroppo una triste rappresentazione dei libertari.

Globalmente parlando: poca originalità tanto nella forma che negli
slogans. Si sarebbe potuto dire un funerale all'inizio (ma vabbé,
finché c'é nero c'é speranza...). Ma é comunque meglio questo che una
marcia militare di fanfaroni. Un poco prima di Piazza della
''République'' una parte del Servizio d'Ordine della CNT ha preso
posizione alla testa del corteo piazzandosi di fronte ai loro colleghi
del PS. Per quale ragione? Poi ne è conseguito un faccia a faccia di due
ore. Perché siamo restati li? E chi ha preso la decisione?
Bisognava o inserirsi nella la manifestazione o fare una manifestazione
autonoma. Questa attesa di fronte ai malviventi del PS, con gli slogans
anti-PS che sgorgavano non poteva fare altro che accrescere la tensione
senza che ma stessa essa si sfogasse in una qualche pratica
intelligente. Al contrario abbiamo perso parecchia gente durante questo
lasso di tempo. Mentre numerose persone hanno suggerito in più
occasioni di continuare per la nostra strada, alcune organizzazioni del
FSL tramite i/le loro referenti si sono opposte. Perché trovavano più
assennato restare fissi là con una pressione sempre più forte
all'interno del corteo libertario tra le differenti correnti?

Il fatto che la CNT prenda la testa del corteo, con un impianto audio che
copriva abbondantemente quello del FSL e degli slogans che non
riflettevano la diversità dei firmatari del FSL ci pone degli
interrogativi: era una manifestazione della CNT? In ogni modo, questo è
stato cio' che hanno sentito molti di noi quel giorno là, eppure
eravamo venuti per una manifestazione unitaria. Quanto ai "no man's land"
tra il PS ed il corteo FSL una volta che ci siamo mossi, non era composto
solo da <<autonomi>> (" totos ") ma anche da giovanissimi/e che avevano,
a ragione, in odio il PS (e si " P come pourri S comme salaud "... [P
come marcio S come carogna)

Brevemente in termini di visibilità il risultato è scarso. Incastrati
all'estremità finale del corteo tra una zona di sassaiole e i pullmans
dei reparti celere al buio non è stato per niente divertente, il tutto
senza sapere cosa accadeva mentre c'erano spostamenti della folla in
seguito alle cariche e facendosi urlare degli ordini contraddittori alle
orecchie: meno veloci, più veloci, i camion davanti, i camion dietro. La
manifestazione non é dunque stata per niente un momento di espressione
politica rispetto al movimento altermondialista; abbiamo accontentato la
destra e la sinistra della sinistra. In effetti questa può rallegrarsi
degli incidenti accaduti? Coloro che nel FSE
desiderano che il partito socialista non trovi uno spazio più rilevante
sono contenti di vedere fare il lavoro sporco svolto da altri che non
siano loro stessi.

Servizio d'ordine

Una volta di più la giornata di sabato pone la questione del servizio
d'ordine. E' anche nelle nostre pratiche che mostreremo le nostre
differenze. Bisogna privilegiare l'intelligenza collettiva piuttosto che
la specializzazione dei ruoli e la divisione sessuale del lavoro! I
servizi d'ordine sono soprattutto uno spazio in cui i maschi possono
sfoggiare la loro virilità ed oltrepassare i mandati collettivi, ma
questo sarà per il bene e la sicurezza delle folle...

Noi rifiutiamo i diktats polizieschi o militari, non certo per
vederceli ricomparire nei nostri ambienti. Non si tratta di negare la
questione della violenza fisica; si tratta di gestirla diversamente con
altri metodi ed altri valori. Possiamo accettare di vedere dei
libertari picchiare a colpi di piccoli manganelli su quelle e quelli che
vengono designati sotto il vocabolo di " totos "? Gestire
collettivamente e potere controllare il nostro corteo necessita di una
coscienza collettiva; rifiutare questo è rimettere come si fa in questa
sociétà, la questione della sicurezza in mano a degli specialisti i
quali, sappiamo benissimo, acquisiscono via via una certa autonomia.

Sempre a proposito del confronto che c'è stato con il partito
socialista, si creava uno spazio politico perché si esprimesse
fortemente il rifiuto di quest'ultimo. Non sono dunque i "totos" ad
essere responsabili di ce quanto é successo ma siamo noi stessi.

Altre iniziative

Alla fine i libertari si sono poco impegnati/e altrove. Un salone ed una
manifestazione e poi se ne vanno. Eccetto che per dei tentativi di
apertura di squats. Quanti libertari hanno partecipato alle azioni contro
l'Europa fortezza, alla manifestazione LGTB o alla
manifestazione contro le prigioni e l'ordine "securitario" senza
contare le scarse reazioni di fronte ai 285 arresti? Se i libertari
participano da diversi anni ai contro-vertici ed hanno sviluppato
questi ultimi mesi una cooperazione politica e delle pratiche
alternative, durante questo FSL, non possiamo che rimpiangere questo
passo indietro. Facendo dei bilanci collettivi, questo sarà un elemento
positivo per continuare sulla strada di convergenza necessaria per pesare
nelle prossime lotte sociali.

Adeline (FA), Gérard, Gile, Guillaume (FA), Philippe (No Pasaran), Véro


traduzione di stecunga/fdca




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