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(it) no alla precarieta'

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Thu, 7 Aug 2003 11:24:54 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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Da: "Unione Sindacale Italiana" <info@usiait.it>

USI AIT - UNIONE SINDACALE ITALIANA - fedele ai principi dell'A.I.T.
Confederazione di sindacati nazionali autogestiti e di federazioni
territoriali intercategoriali
Sede Nazionale: Via Iside 12, 00184 Roma Tel. 06/70451981, Fax
06/77201444

CONTRO LA PRECARIETA' E LE ESTERNALIZZAZIONI, PER IL DIRITTO AL LAVORO,
AL REDDITO, AI SERVIZI CONTINUA LA LOTTA. - RAFFORZA L'AUTORGANIZZAZIONE

costruisci strutture di base autogestite suoi luoghi di lavoro e nel
territorioe federati all'USI AIT.

La nostra storia politico sindacale è iniziata 90 anni fa ... l'Unione
Sindacale Italiana ha visto il suo inizio con le Camere del Lavoro
Rivoluzionarie, con le lotte degli edili, dei metallurgici, dei cavatori
di marmo, dei braccianti agricoli, dei mille lavori operai stagionali e
saltuari dei primi del secolo scorso. L'attuale gruppo militante
rappresenta la quinta generazione di lavoratrici e di lavoratori che ha
ripreso il percorso del sindacalismo rivoluzionario, autogestito e
internazionalista. Molto è cambiato, da allora, ma non l'antico spirito
di un sindacato fatto da lavoratori e gestito da loro stessi, per il
quale ancora oggi:
" l'emancipazione dei lavoratori sarà opera
dei lavoratori stessi... o non sarà ".

Premesso questo, le nostre esperienze concrete e spesso vincenti quando
si tratta di precariato e privatizzazioni, non solo nelle grandi città
come Roma o Milano, ma anche con un sostegno concreto e coerente in
alcune grandi vertenze nazionali (quali quella del Coordinamento
Nazionale LSU/LPU, dei precari degli Enti Locali nel settore scolastico ed
educativo...) che hanno coinvolto decine di migliaia di persone e le
tante storie individuali e collettive che ci stanno dentro, ci permettono
oggi di fare alcune valutazioni complessive, per non fare errori e per
continuare la lunga e permanente lotta contro uno degli spettri che si
aggirano per il mondo: il precariato generalizzato.

Abbiamo imparato sulla nostra pelle che la precarizzazione del lavoro, di
chi si sente oggi "garantito" è sempre più legata al processo di
esternalizzazione e privatizzazione di servizi pubblici essenziali, di
dismissioni di settori e rami di azienda, di processi di trasferimento di
impianti e forza lavoro da una parte all'altra del pianeta, senza alcun
rispetto di genere (anzi con una discriminazione sempre più accentuata) e
tanto meno dell'ecosistema.

Quando si parla di "precarietà" e si vuole intervenire davvero, è
necessario capire che i precari non sono solo i CO.CO.CO., ormai
trasformati dalle nuove leggi sul lavoro del Governo Berlusconi (per i
quali abbiamo vinto, proprio in questi giorni, una battaglia a Roma nel
settore dei Centri di Orientamento al Lavoro, anche riuscendo a
internalizzare il servizio), gli interinali, le mille forme del lavoro
non garantito, non si tratta di un'eccezione, è la costante che spezza
ogni rigidità contrattuale e salariale, scompone e frammenta le classi
subalterne e lega la produzione e i servizi connessi, ad una continua
ricerca del profitto che mette a rischio anche coloro che hanno un posto
di lavoro. Questo ragionamento non è un ricordo del passato ma purtroppo
una realtà da combattere!

Proprio in questo periodo, le nostre strutture nei luoghi di lavoro e le
forme di coordinamento che con molta fatica abbiamo messo in piedi,
superando con decisione gli ostacoli padronali e i particolarismi
settoriali e locali, stanno conducendo varie vertenze cittadine a Roma,
tra Comune di Roma, aziende partecipate e collegate (FARMACAP, ZETEMA,
Roma Multiservizi, AMA...), cooperative e società private del settore
socio sanitario. Proprio in questo periodo a partire dalla situazione
Romana (la più radicata anche come numero di iscritti) sono aperte una
quindicina di vertenze; a Milano c'è una battaglia per il cambio di
appalto nelle imprese di pulizia della metropolitana e nella sanità
privata al S. Raffaele (dove da poco ci siamo costituiti tra i lavoratori
delle pulizie), ad Udine le mobilitazioni investono molti lavoratori
precari o al nero ed a Gorizia si sta costruendo una struttura al Comune,
a Frosinone c'è una vertenza aperta dalle lavoratrici degli asili nido, a
Reggio Calabria per gli ATA.

Nel caso romano lo scontro è sicuramente più forte, perchè investe anche
le responsabilità politiche di un Comune sempre meno rosso (se non che
"rosso di vergogna" per la mancata difesa di lavoratori e lavoratrici),
dove sono continuamente peggiorate o rimesse in discussione le
condizioni lavorative ed i diritti, anche sindacali, dei suoi dipendenti
e di quelli delle imprese e cooperative che hanno appalti o commesse o
delle aziende partecipate (circa 60.000 lavoratori).

In questo caso le vertenze, oltre che essere sindacali, sono sempre più
politiche, sempre più legate alle scelte o ai rischi di privatizzazione
od esternalizzazione di servizi pubblici (vedi quanto potrà succedere
negli asili nido, dove sempre più spesso si parla di affidamento alle
cooperative!) e dove l'USI si trova spesso da sola a contrastare le
logiche padronali e/o comunali.

Tra queste vertenze ricordiamo quelle dell'AMA (dove non sono rispettati
gli accordi per il passaggio a tempo pieno di un centinaio di
lavoratori),quella della FARMACAP (dove il nostro sindacato ha dovuto
aprire anche una vertenza legale contro l'interruzione delle trattative
ed il mancato rispetto degli impegni presi), quella della ZETEMA (dove su
spinta della CGIL si cerca di impedire la presenza della nostra
rappresentanza territoriale), quella delle precarie degli asili nido
comunali (contro le assurde proposte della CISL, che tra l'altro ha
chiesto l'esclusione delle nostre RSU dal tavolo delle trattative) . MA
LA NOSTRA LOTTA CONTINUA, con forza, nonostante tutti i tentativi dei
padroni pubblici e privati e di vari sindacalisti "venduti", che
preferirebbero non averci tra i piedi!

Nel complesso delle questioni da noi affrontate si tratta di una vera e
propria "guerra di classe"; una guerra anche questa reale che produce tra
gli operai in produzione e tra i "precari", una serie impressionante di
morti e di infortuni sul lavoro (nel 2002 1300 morti e 1.100.000
infortuni) e che cerca di delegittimare ogni possibilità di
autorganizzazione da parte dei lavoratori e delle lavoratrici, per
poter con l'avallo dei sindacati confederali (degli autonomi non ne
parliamo!) imporre il peggioramento delle condizioni di vita e di
lavoro.

Un processo che, però, non passerà se saremo capaci di dare risposte
collettive ed unitarie!

Per fortuna, oltre che una forte capacità di mobilitazione e di
opposizione,abbiamo messo in piedi una serie di strutture tecniche di
supporto alle nostre lotte e di sostegno a coloro che vogliano
intraprenderle (avvocati, consulenti, tecnici del CAF o di patronato) e
stiamo preparando per settembre un secondo corso di formazione di base
sui diritti sindacali, sulle leggi sul lavoro, di lettura di una busta
paga. La strada dell'autorganizzazione e dell'autogestione è lunga, ma il
millennio è appena iniziato... Tra l'altro varie sono le iniziative già
messe in cantiere per settembre: dal Convegno sul precariato assieme ad
Acrobax presso l'ex Cinodromo di Viale Marconi a Roma (18-21 settembre,
la domenica alle ore 11,30 convegno organizzato dall'USI dal titolo:
TEMPI DI VITA, TEMPI DI LAVORO, PRECARIETA' ) al Convegno "dal Nido
all'Ateneo" (26 e 27 settembre, orientativamente presso la TERZA
UNIVERSITA') per le quali vi attendiamo. Così come ci sembra giusto
informare i lavoratori e le lavoratrici che nella prima settimana di
Ottobre ci sarà un Convegno Europeo del Sindacalismo alternativo e di
base a Barcellona, che dovrebbe servire a costruire una rete europea
alternativa e a proporre iniziative comuni di lotta..

L'USI sta portando avanti la costruzione dal basso di Camere del Lavoro
sociali (a partire dal Laboratorio sociale occupato del Quarticciolo) che
dovranno diventare un punto di riferimento per il precariato, per i
disoccupati, per i lavoratori al nero o delle piccole aziende che non
possono costruire strutture sindacali, un punto di riferimento che
rivendichi anche l'impegno sociale della nostra Confederazione e le sue
tante battaglie contro la globalizzazione e per la costruzione di un
altro futuro, che sia finalmente liberato da questo sistema di
sfruttamento e di dominio.

L'USI rinnova la propria disponibilità a sostenere coordinamenti o
comitati di lavoratori e lavoratrici su tutto il territorio nazionale per
promuovere lo sviluppo dell'autorganizzazione sindacale e sociale e per
coprirli nelle iniziative suoi luoghi di lavoro; per questo invita
tutti/e a costruire strutture di base autogestite sui posti di lavoro e
nel territorio e a federarle all'USI AIT.




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