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(it) Piattaformismo senza illusioni: Irlanda (en)

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Date Wed, 30 Apr 2003 19:27:48 +0200 (CEST)


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Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

PIATTAFORMISMO SENZA ILLUSIONI: IRLANDA

intervista con il Workers Solidarity Movement
a cura di MaRK della Nefac di Boston

E' doveroso iniziare con il WSM la nostra serie di inteviste con
i gruppi influenzati dalla piattaforma. Per anni, e grazie alla
sua presenza organizzata e consistente in Irlanda, il WSM ha
decisamente contribuito alla rinascita dell'interesse verso il
piattaformismo tra gli anarchici anglofoni. Con questi compagni
la Nefac mantiene a livellio internazionale rapporti molto
stretti con forti influenze sullo sviluppo della stessa Nefac.
L'intervista è stata rivolta ad Alan MacSimoin, Deirdre Hogan,
Gregor Kerr, Andrew Flood e Conor McLoughlin della sezione di
Dublino del WSM.

Nefac: Qual è la storia del WSM? Quando siete nati ed in quali
circostanze? I fondatori del gruppo provengono da precedenti
esperienze attive in Irlanda di tipo anarchico, socialista o di
sinistra repubblicana?

WSM: Fino al 1970 non c'è stata storia anarchica in Irlanda. A
metà degli anni '70 nacquero dei piccoli gruppi a Belfast,
Dublino, Dundalk, Cork e Limerick. Si trattava in gran parte di
compagni rientrati dall'estero. I più, pur denominandosi
anarchici, non avevano alcuna idea reale di cosa significava
lavorare collettivamente come gruppo e dopo pochi mesi si
sciolsero. Tranne il gruppo di Belfast che tenne aperta per 12
anni la libreria politica Just Books.

Contemporaneamente il gruppo di Dublino si scioglieva perchè
privo di una reale coerenza di gruppo.

Negli anni successivi ci furono altri tentativi. Nel 1982
compagni di Dublino, Cork e Ballymena inziarono un dibattito per
definire cosa intendevano per anarchismo e come rapportarsi alla
"questione nazionale" ed ai sindacati.

Fu da questo dibattito che nacque il WSM, ed i suoi fondatori
non provenivano da alcuna precedente esperienza politica nè
dalla tradizione anarchica. Si trattava del primo tentativo
consapevole di costruire un'organizzazione anarchica in Irlanda
che avesse tesi condivise ed una prospettiva di lungo termine: a
cominciare furono in 5. Uno dei problemi iniziali stava nel
fatto che gran parte del dibattito avveniva più su questioni
tattiche che sugli obiettivi. Così nel 1987 la sezione di Cork
si era quadruplicata con l'ingresso di compagni privi di una
reale comprensione di cosa fosse l'anarchismo: la sezione di
Cork divenne un collettivo di attivisti senza forti convinzioni
anarchiche ed alla fine la maggior parte di loro uscì dal WSM e
qualcuno sterzò verso aree bolsceviche. Da questa esperienza il
WSM imparò che era necessaria una chiara politica di adesioni ed
una base di accordo politico prima di entrare
nell'organizzazione.

Nefac: Come fu che il WSM divenne piattaformista?

WSM: Dopo il '68-'69, soprattutto in Francia ed in Italia, si
era fatta molta analisi sulle cause del fallimento del movimento
anarchico e da lì traemmo le riflessioni fatte sulle agitazioni
politiche della fine degli anni '60. Molti anarchici iniziarono
a capire la necessità di un certo grado di organizzazione
politica. Queste riflessioni giunsero in Inghilterra, dove un
numero significativo di anarchici iniziò a muoversi verso una
politica di tipo piattaformista. Ma era tanta la disillusione
provata in brucianti esperienze precedenti, che molti cercarono
una via fuori dall'anarchismo, finendo nelle organizzazioni
leniniste. Ci risulta che questo non sia accaduto in altri
paesi. Il nostro interesse nel piattaformismo è iniziato girando
per il mondo. Molto si deve allo sviluppo di internet ed all'uso
che ne abbiamo fatto. E siccome il WSM esiste come realtà
anarchica da 17 anni, questo distrugge il mito che vuole il
piattaformismo porsi fuori dall'anarchismo o come veicolo verso
il leninismo.

Nefac: In che modo il piattaformismo informa la vostra attività
politica?

WSM: Ogni giorno il piattaformismo ci consente di sviluppare un
corpus di posizioni politiche coerenti e consistenti e ci
fornisce un legame tra il nostro coinvolgimento in particolari
campagne - contro la guerra, contro tasse inique sui servizi
pubblici, per il diritto all'aborto, contro la concertazione,
... - e la nostra politica anarchica. Per cui la nostra
opposizione alle tasse sui servizi si spiega con la nostra
opposizione all'ingiustizia sociale ed al nostro volere una
società migliore. Non nascondiamo mai la nostra politica
anarchica.

Questo significa che il nostro dibattito interno - sia teorico
che tattico - è continuo, poichè puntiamo all'unità teorica e
tattica. Per unità teorica intendiamo che i militanti
condividono uno stesso bagaglio di tesi fondamentali. Non
avrebbe senso un'organizzazione in cui metà dei militanti pensa
che le lotte sindacali siano importantissime e l'altra metà le
ritiene inutili. Certo, sarebbe un magnifico salotto per
dibattiti, ma un'organizzazione politica ne uscirebbe totalmente
paralizzata nella sua capacità di fare intervento politico
quotidiano nelle lotte operaie. E non avrebbe ugualmente
efficacia un'organizzazione in cui metà militanti pensa che le
lotte sindacali siano importanti, mentre l'altra metà non ha
nulla da obiettare ma neanche si cura di partecipare al
dibattito sulle questioni sindacali. Perciò la formazione
interna è parte integrante della nostra organizzazione -sia in
termini di unità teorica che in termini di intervento (vedi le
tattiche adeguate alle varie campagne).

Tutto ciò ha senso solo se porta ad un intervento politico.
Quando si attiva un dibattito e si dà priorità ad una questione
o ad un evento particolare (vedi la guerra), lo facciamo come
organizzazione e non come individui. Una volta data priorità ad
una questione, tutti i militanti sono coinvolti per tutta la
durata della campagna, ove possibile, per cui tattiche e
potenzialità sono regolarmente oggetto del dibattito delle
nostre riunioni.

E' questo che porta alla responsabilità collettiva, nel senso
che ogni militante sostiene le decisioni prese
dall'organizzazione. Senza questo tipo di impegno/accordo, le
decisioni sarebbero bellissime sulla carta ma prive di efficacia
nella pratica. Non avrebbe senso impegnarsi in lunghi dibattiti
su come intervenire nel movimento contro la guerra, se poi non
vi è un reale interesse individuale a fare del proprio meglio
per portare avanti le decisioni prese. Non si vuole con ciò
negare il diritto alle minoranze di esprimere il proprio punto
di vista, purchè lo facciano specificando che non parlano a nome
dell'organizzazione. Se vi è una minoranza nell'organizzazione,
essa ha il diritto di organizzarsi e diffondere le sue posizioni
all'interno dell'organizzazione stessa.

E' nostra convinzione anarchica che il dibattito ed il
disaccordo, la libertà e la trasparenza rafforzino sia
l'individuo che il gruppo. In questo ci distinguiamo nettamente
dal leninismo -che fa esattamente l'opposto scoraggiando il
dibattito interno poichè la "linea" è detenuta dal comitato
centrale.

La nostra forma politica di organizzazione non cerca di imporre
un monopolio sulla vita politica dei militanti, ma prevede che,
in quanto individui, i militanti possano essere coinvolti nelle
campagne in cui abbiano interesse (a meno che non si tratti di
qualcosa in conflitto con i principi di base dell'anarchismo).
E' chiaro che, trattandosi di un gruppo di
persone/organizzazione che condivide un certo numero di tesi,
questo aumenta molto la forza e l'efficacia dell'azione
politica. Ed ogni volta, va da sè che la lotta politica deve
essere vista alla luce della lotta di classe, per cui la nostra
lotta non è contro lo Stato in quanto astratta istituzione, ma
contro lo Stato come braccio esecutivo della classe dominante.

Nefac: Una delle questioni dibattute dal piataformismo verte sul
rapporto tra organizzazione anarchica e sindacati. Che rapporti
ha il WSM col movimento sindacale irlandese? Come rispondete
alle critiche che partono da anarchici rivoluzionari e da
marxisti radicali circa l'essenza non rivoluzionaria dei
sindacati?

WSM: Noi ovviamente siamo d'accordo che i sindacati siano
essenzialmente non rivoluzionari. Se dovessimo partecipare solo
a cose che fossero rivoluzionarie potremmo rapidamente
ritrovarci col non fare nulla. I sindacati in genere non sono
concepiti per essere rivoluzionari, e quelli anarco-sindacalisti
pongono ugualmente una montagna di difficoltà pratiche.

Certamente i sindacati irlandesi sono stati costruiti per avere
solo pane e burro; e per definirli "riformisti" bisognerebbe che
avessero uno scopo per cambiare la società, cosa che non hanno,
infatti sono semplicemente tradeunionisti e nulla più.
Funzionano come ufficio leva per il Partito Laburista, il quale,
nel nostro paese, può essere definito come un partito della
classe media, nel senso sociologico del termine.

Noi sosteniamo che i militanti si iscrivano e partecipino alla
vita dei sindacati. E non perchè essi siano organismi
rivoluzionari o possano un giorno diventarlo.

Aderire ad un sindacato implica fondamentalmente che i
lavoratori abbiano interessi diversi da quelli dei padroni. La
ragione per cui i sindacati sopravvivono sta nel fatto che i
lavoratori prendano giustamente coscienza del bisogno di unirsi
per difendere se stessi: certo, i sindacati sono organismi di
auto-difesa per i lavoratori sotto il dominio capitalista, ma si
tratta di un passo molto importante nel cogliere i basilari
interessi di classe.

Inoltre è naturale che i lavoratori maggiormente organizzati e
più attivi gravitino verso il sindacato, per cui come anarchici
su posizioni di classe dovremmo essere lì con loro.
L'appartenenza sindacale in Irlanda ha percentuali molto alte,
benchè si avverta una tendenza al calo piuttosto veloce.

Nel 1980 era del 61,9%, ma nel 1999 era del 44,5%. Le iscrizioni
sono ora in risalita, ma in misura inferiore al numero delle
persone che entrano nel mondo del lavoro; il settore privato
delle tecnologie è in gran parte non sindacalizzato. Come si è
detto, i sindacati irlandesi si limitano a difendere e
migliorare le condizioni dei lavoratori sotto il capitalismo, ma
persino questa funzione è stata limitata di recente dalla
concertazione e dalla mancanza di democrazia sindacale.

La concertazione (social partnership) è un sistema che
stabilisce i salari e le condizioni di lavoro insieme ad una
serie di vaghe aspirazioni concordati in un piano nazionale tra
sindacati, padroni, governo, agricoltori e "poverty industry"
(terzo settore,ndt). In pratica è stata paralizzata la
contrattazione aziendale ed è aumentato il potere dei burocrati
sindacali. I lavoratori trovano poco interessante partecipare
alle riunioni sindacali quando tutto è già stato deciso a
livello nazionale insieme ai padroni. E c'è di più: i capi
sindacali hanno dovuto ingoiare restrizioni draconiane al
diritto di sciopero e di fare picchettaggi volute dalle leggi
sulle relazioni industriali e sull'ordine pubblico. Sono stati
colpiti soprattutto gli scioperi ma vengono anche comminate
delle multe per aver fatto picchettaggi, come nel caso di 8
sindacalisti durante lo sciopero all'aereoporto di Dublino.

La mancanza di democrazia in alcuni dei grandi sindacati è
sconvolgente: ci sono conferenze generali biennali e la base è
molte miglia lontana dai ben pagati burocrati a tempo pieno. Il
WSM con altri lavoratori è probabilmente l'unica forza politica
che abbia cercato di sollevare la mancanza di democrazia negli
statuti e nelle strutture del sindacato, facendone una battaglia
specifica. Per i leninisti la cosa non ha una grande priorità.

In pratica noi incoraggiamo i militanti ad entrare nel sindacato
ove possibile. Abbiamo diversi militanti in settori privati non
sindacalizzati, dove la tattica migliore sembra essere quella di
mantenere un basso profilo, ma di organizzare collettivamente i
lavoratori anche per ottenere piccoli miglioramenti. In questi
settori le aziende operano sulla base di contratti individuali,
per cui superare questa condizione è già un primo passo. Per
puntare ad una sindacalizzazione occorrerebbe una vittoria
collettiva e reale ottenuta come non sindacalizzati.

Abbiamo attivisti nel sindacato scuola della SIPTU e nell'INTO
(scuola di base). I nostri militanti si sono distinti nelle
lotte al Trinity College per il diritto alla pensione ai
lavoratori part-time delle pulizie, lotta sostenuta dalla
maggior parte dei lavoratori compresi quelli non sindacalizzati.
Si può fare dell'attivismo di base ed essere incisivi anche con
un paio di militanti, ma questo dipende anche dalla bassa
tensione e dal battere la fiacca della sinistra.

Il nostro obiettivo di lungo termine è costituire gruppi di
attivisti (rank&file) trasversali ai sindacati, ai settori e
sugli uffici di collocamento del sindacato. Ma attualmente si
tratta di un obiettivo abbastanza lontano.

Nefac: Cosa ne pensate dell'anarco-sindacalismo? I sindacati
indipendenti anarco-rivoluzionari al di fuori delle esistenti
organizzazioni di massa sindacali possono essere una strategia
percorribile nella lotta di classe in Irlanda?

WSM: In termini generali riteniamo che la forma ideale per un
sindacato sia quella sindacalista. Se questa fosse la forma
adottata si avrebbero subito grandi miglioramenti nei sindacati
attuali. Noi non siamo un'organizzazione anarco-sindacalista e
non puntiamo a costruire sindacati anarco-sindacalisti per
scalzare il capitalismo.

Secondo noi il sindacalismo (storicamente parlando) ha fallito
nell'affrontare la questione del potere politico. Siamo convinti
che per fare una rivoluzione non sia sufficiente che i
lavoratori gestiscano le fabbriche e la terra. Essi devono
essere organizzati tra luoghi di lavoro e luoghi di comunità per
abbattere il potere dello stato e sostituirlo con quello dei
consigli operai. E' per questo che è necessaria
un'organizzazione comunista anarchica che si dedichi a questi
compiti. Fin dal primo giorno i lavoratori devono abolire tutte
le relazioni di potere.

Il sindacalismo non crea le organizzazioni rivoluzionarie
adeguate a questi compiti. Esso crea sindacati tradeunionisti.
Certamente meglio di altri sindacati, ma pur sempre sindacati.
Il sindacalismo organizza TUTTI i lavoratori al di là delle
appartenenze politiche; ma recentemente alcuni
anarco-sindacalisti hanno deciso di organizzare tutti i
lavoratori tranne quelli leninisti e trotzkisti, cosa che ci
sembra un'ottima ricetta disastrosa!

Può succedere che molti lavoratori entrino nei sindacati
rivoluzionari o anarco-sindacalisti a causa delle tattiche
estreme che a volte conseguono migliori risultati, ma non
perchè si sentano anarchici rivoluzionari o qualcosa di simile.
E' per questa ragione che il sindacalismo è stato imbrigliato
dalle correnti riformiste. La Spagna del 1937 fu il punto più
alto per l'organizzazione sindacalista. Ma la CNT non volle
affrontare la questione del potere politico mantenendo una
situazione di potere duale: i lavoratori controllavano le
fabbriche ed i campi ma il governo era altrove. Alla fine la
classe dominante riuscì a ricomporsi e ad usare lo stato per
abbattere il potere operaio. Alcuni esponenti della CNT
entrarono persino nel governo perchè - secondo l'ala radicale
anarchica FAI nella CNT - incaricati di mantenerlo politicamente
anarchico!

In pratica riconosciamo che le organizzazioni sindacaliste sono
ben diverse dalle altre e che gli iscritti ad un sindacato
anarco-sindacalista possano essere influenzati dalle idee
anarchiche. Vi entreremmo pure, ma manterremmo la nostra
organizzazione comunista anarchica distinta, così come facciamo
con gli altri sindacati.

Negli ultimi 2 anni in Irlanda c'è stato un tentativo di
scissione nell'ATGWU. Si tratta dell'IWU (Independent Workers
Union). Sebbene puntassero ad avere responsabili a tempo pieno
(o almeno un leader a tempo pieno) hanno raccolto alcune idee
sindacaliste e la cosa sta avendo uno sviluppo che lascia ben
sperare. Sembra si tratti di una battaglia interna alla ATGWU in
cui due dirigenti della sinistra vittima di espulsione stiano
usando la scissione come ostaggio. Appena la nuova dirigenza
della ATGWU si insiederà, sapremo probabilmente cosa accadrà. La
IWU ha un discreto numero di iscritti a Cork, ma molti hanno una
doppia tessera. L'IWU ha ottenuto il diritto alla contrattazione
precedentemente tenuto da un piccolo sindacato dei macellai.
Attendiamo gli sviluppi, considerato che il governo irlandese
vorrà difficilmente concedere il diritto alla contrattazione.

Vi è un'ulteriore difficoltà pratica nel cercare di costituire
un sindacato anarco-sindacalista in Irlanda. Mentre negli USA
ogni gruppo di lavoratori può -almeno in teoria- farsi il
proprio sindacato, da noi il processo costitutivo di un
sindacato è accidentato da un campo minato di leggi, compreso
l'ottenimento della licenza alla negoziazione da parte dello
Stato.

Ad ogni modo il WSM intrattiene e ricerca ottime relazioni e
concreta solidarietà con un gran numero di anarchici ed
organizzazioni anarco-sindacaliste in tutto il mondo. Non
partecipiamo alle numerose polemiche che sono emerse nell'AIT e
in altri gruppi in anni recenti.


Nefac: Oltre l'intervento sindacale, il WSM è attivo anche nelle
lotte nel territorio (tassa sull'acqua, sulla spazzatura...).
Qual è il vostro contributo a queste lotte? Quanto è stata
efficace la vostra capacità organizzativa in queste situazioni?

WSM: Due questioni prima. In Irlanda c'è un grande numero di
associazioni che agiscono sul territorio (community), della
chiesa, di donne, di volontariato. Per loro natura queste
associazioni tendono ad organizzarsi nel territorio (community)
di riferimento. Il che comporta che queste realtà non allargano
il loro raggio di azione o di attività politica. In genere
l'unico modo per essere veramente coinvolti in queste realtà è
dimostrarsi attivo in quel territorio! Può sembrare ovvio, ma si
tratta di una punto che spesso non viene preso in considerazione
dai gruppi leninisti o riformisti.

Inoltre, molte associazioni di territorio sono state cooptate
nella dinamica della concertazione. Una volta che un community
group inizia ad avere uno staff stipendiato e riceve fondi
governativi o della UE, perde lo status democratico e di base
iniziale. Molti cosiddetti community-groups fanno ora parte di
network ben retribuiti che possiamo definire "poverty industry".
Anche se alcuni di loro hanno buone intenzioni, non si tratta
più di realtà che rispondono alla gente del territorio in cui
sono nati. Solamente la lotta su obiettivi locali riesce a
unificare e rivitalizzare il rapporto tra abitanti e community
groups. Le lotte contro la tassa sull'acqua e sui rifiuti sono
riuscite in un certo qual modo ed in poche zone di Dublino a
creare questo rapporto.

La nostra esperienza all'interno della Dublin Federation per
eliminare la tassa sull'acqua si è rivelata positiva. Questa
federazione era composta, almeno in teoria, da rappresentanti
dei vari gruppi locali dei quartieri di Dublino. Ci sono state
grandi manifestazioni, vittorie legali, obiezione fiscale alla
tassa in tre grandi distretti che costituisconola più grande
area di Dublino. La tassa sull'acqua è poi stata abolita.
Abbiamo imparato che l'organizzazione locale, il coinvolgimento
ed il dare potere e la parola alla gente è la via da seguire.
Per i militanti lenin/riformisti del Socialist Party l'obiettivo
era far eleggere uno dei loro. Cosa che avvenne ma DOPO che la
tassa fu tolta, per cui l'elezione era strettamente legata alla
massicia mobilitazione che aveva sconfitto la tassa. La
vittoriosa lotta di base aveva battuto la gabella E costruito
una base elettorale. I Trotzkisti avevano messo il carro davanti
ai buoi e deciso che l'elezione di uno di loro al parlamento
fosse il fattore cruciale della lotta. Ora il Socialist Workers
Party si è unito al Socialist Party per rinforzare la macchina
elettorale. Ovviamente noi abbiamo contestato a lungo e
duramente il loro obiettivo durante la campagna ottenendo il
rispetto per le nostre idee da molta gente che considerava
l'anarchismo una filosofia da manicomio. Sfortunatamente la
strada elettorale appare più veloce e rapida, mentre la strada
per l'autogestione non è sempre facilmente percorribile.

La campagna contro la tassa sull'acqua venne condotta da una
federazione. Era molto imperfetta, dominata dal Socialist Party
e da molti gruppi locali che erano in realtà tigri di carta. Ma
vi erano anche moltissimi veri attivisti.

Finora le campagne contro la tassa sui rifiuti sono state quasi
completamente soffocate. Ad esempio, a Dun Laoghaire il
Socialist Party ed il Socialist Workers Party hanno
informalmente abbandonato la zona. Nessuno dei due ha interesse
a costruire gruppi locali, i volantini sono decisi a livello
centrale e poi dati alla gente per distribuirli. Nel centro di
Dublino, con la partecipazione del WSM, esistono un paio di
gruppi locali in cui abbiamo dei militanti che vi abitano, ma
anche qui la campagna in generale è un po' soffocata. Sembra che
in mancanza di una minaccia delle autorità cittadine,
organizzarsi diventi più complicato; come se non ci fosse una
ragione per coinvolgersi e la gente si aspetta che la campagna
funzioni come una sorta di assicurazione a cui pagare pochi euro
per il servizio che svolge.

Il vero problema a Dublino è la dominazione dei 2 gruppi
leninisti che cercano solo di fare iscritti e votanti. LA cosa è
preoccupante non solo perchè non è questo il modo per
coinvolgere o dare il potere a chicchessia, ma anche perchè ciò
significa una campagna affossata con nessuna attiva
partecipazione oltre i dirigenti trotzkisti. Se le autorità
cittadine passano all'offensiva, ne pagheremo il prezzo.

Nefac: Il WSM è stato molto attivo nella campagna per il diritto
all'aborto in Irlanda. Come avete coniugato questa lotta con il
tradizionale anarchismo classista?

WSM: A causa dei costi proibitivi per poter andare ad abortire
in Inghilterra, sono le donne della working class che sono le
maggiormente colpite dalla mancanza di accesso all'aborto in
Irlanda. E' su questa base che abbiamo sostenuto nella nostra
propaganda e nei comitati per l'aborto che il diritto all'aborto
in Irlanda è una questione di classe. All'interno dei comitati
abbiamo spinto per un attivismo di base con volantinaggi porta a
porta, in opposizione alle lobbies politiche e mediatiche.

Nefac: Sebbene il WSM sia stata la prima organizzazione
anarchica in Irlanda, si sono recentemente costituite la
Anarcho-Syndacalist Federation (ASF) e la Anarchist Federation
Ireland (AFI). Che rapporti avete con queste organizzazioni?

WSM: Come per i leninisti, noi non vediamo altri gruppi
anarchici come "rivali". Siamo decisi ad impegnarci perchè ci
siano buoni rapporti tra i gruppi anarchici in Irlanda,
nonostante le differenze politiche esistenti. In tempi recenti
abbiamo collaborato con successo sia coll'ASF che con l'AFI
-come pure con altri anarchici e libertari- nelle manifestazioni
contro il Trattato di Nizza. Stiamo anche cooperando per
sostenere l'azione diretta contro il coinvolgimento dell'Irlanda
nella guerra americana contro l'Iraq. Alcuni militanti dell'ASF
provengono da Organise! (gruppo di Belfast, ndt) con cui abbiamo
avuto rapporti per oltre 10 anni organizzando insieme tour di
conferenze, scuole estive, procurandoci reciprocamente relatori
per iniziative. Si era arrivati persino al punto di considerare
la possibilità di una unificazione. L'AFI è di formazione
recente. Le divergenze sul piano dell'intervento sindacale
aumentano giorno dopo giorno (l'AFI, terminale dell'AF inglese è
contraria al coinvolgimento degli anarchici nei sindacati
tradizionali,ndt). Ad ogni modo questo non ci ha impedito di
lavorare con l'AFI in altre campagne. Ma oltre queste due
organizzazioni, diamo molta importanza a promuovere e mantenere
buoni rapporti col più vasto movimento anarchico che include
individualità non federate. In particolare va menzionate il
"Grassroots Gatherings" (riunione di base, ndt) che si fa ogni 4
o 6 mesi in una città diversa. La scorsa estate ci sono stati 2
campi estivi anarchici che erano in realtà più riunioni sociali
che politiche. Da qui è partita la Anarchism List che ha
attualmente moderatori sia dell'AFI che del WSM.

Nefac: Che tipo di rapporti avete con altre organizzazioni
piattaformiste? Quali prospettive vedete per lo sviluppo del
piattaformismo all'interno del movimento anarchico
internazionale?

WSM: Va subito detto che essendo una piccola organizzazione, non
abbiamo le risorse per sostenere una organizzazione
internazionale ufficiale. E fingere una internazionale il cui
solo ruolo fosse quello di dare lustro a gruppi locali può fare
più danni che bene. Per cui le nostre relazioni formali sono
piuttosto deboli. Abbiamo scambi internazionali di stampa con
circa 35 organizzazioni. Ci hanno chiesto uno sforzo maggiore,
ma per ragioni economiche abbiamo ristretto gli scambi alle
organizzazioni piattaformiste o che ci interessano per
particolari eventi. Recentemente abbiamo aderito alla SIL
(http://www.ils-sil.org/), la quale è comunque un network che
intende facilitare la solidarietà tra differenti gruppi
libertari e non una internazionale con sezioni nazionali. A
livello informale abbiamo contatti con organizzazioni, fra cui
la Nefac, grazie ad internet, alla lingua comune ed ai viaggi di
singoli militanti. Finchè non avremo organizzazioni
piattaformiste con le risorse adeguate per finanziare
traduzioni, viaggi e conferenze internazionali, il nostro lavoro
internazionale dipende da questi contatti informali. Ad ogni
modo, in questa direzione si pone il nostro sforzo di
formalizzare una email list chiamata Anarchist Platform
(http://struggle.ws/wstrans/italy/platform.html) che intende
permettere a militanti delle diverse organizzazioni ed a quelli
senza di poter comunicarsi idee e notizie.

Workers Solidarity Movement
PO Box 1528, Dublin 8,
IRELAND
wsm_ireland@yahoo.com

http://www.struggle.ws/wsm.html

===============

L'intervista fa parte della serie "Platformism Without
Illusions" sul numero 6 (inverno/primavera 2003) del
"Northeastern Anarchist". Altre interviste della serie sono
stati fatti con gruppi dal Regno Unito, Francia, Italia
(Federazione dei Comunist Anarchici), Repubblica Ceca,
Sudafrica, Brasile e Cile.

The Northeastrn Anarchist è la rivista teorica in lingua inglese
della Northeastern Federation of Anarcho-Communists (NEFAC) che
tratta della lotta di classe, la teoria, storia, strategia e
analisi dell'anarchismo cercando di sviluppare la teoria e la
pratica dei comunisti anarchici.

PER AVERLO:

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Assegni intestati a "Northeastern Anarchist" vanno inviati a:

Northeastern Anarchist
PO Box 230685 Boston, MA 02123, USA

email: northeastern_anarchist@yahoo.com
http://www.nefac.net


[traduzione di d.romito]




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