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(it) Resoconto conferenza-dibattito internazionale FdCA/AL

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Date Mon, 21 Apr 2003 15:53:41 +0200 (CEST)


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Da: FdCA <fdca@fdca.it>

Resoconto conferenza-dibattito internazionale FdCA - AL (Nizza
12.04.03) con A.Lodovisi e H.Puzenat.

Erano presenti una ventina di persone, 25 compresi gli
organizzatori ed i relatori, una platea proveniente per un terzo
dall'Italia.

Secondo le valutazioni di HervÚ, che faccio mie, sarebbe stato
un successo pieno raggiungere i trenta, ma nel complesso Ú un
risultato soddisfacente considerato che a volte capita persino a
Marsiglia di ritrovarsi in pochi e che i nizzardi stessi
sostengono che sia stato un buon afflusso per Nizza.

La convergenza dell'iniziativa con la giornata di
Indymedia-Nizza Ú un dato politico importante, anche al di lÓ
del vantaggio organizzativo, per una realtÓ locale che non
conosce la presenza di nessun gruppo o organizzazione anarchica,
nÚ una presenza sindacale nei movimenti sociali, men che meno di
un sindacalismo conflittuale.

Una buona parte di pubblico era composta da giovani e componenti
del collettivo indy-nice che non Ú un collettivo politico, ma
che ha una pratica orizzontale e libertaria che permette un
azione autonoma degli individui e dei movimenti sociali rispetto
all'egemonia della sinistra istituzionale e partitica locale.

C'era anche qualche volto sconosciuto che ha acquistato
materiali dal banchetto di AL e per quanto riguarda il pubblico
"straniero" c'Ú da segnalare l'interesse dimostrato dal
collettivo di Ventimiglia, che ha assistito e partecipato al
dibattito.

L'introduzione ha posto sul tappeto le motivazioni della
conferenza su guerre ed economia e l'urgenza per il movimento
antiglobalizzazione di comprendere e mettere in evidenza le
relazioni tra militarismo, capitalismo e nazionalismo, i falsi
pacifismi "ufficiali" e le posizioni protezioniste e scioviniste
delle classi dominanti come articolazioni conflittuali di un
capitale totale in crisi di sovrapproduzione e pronto alla
distruzione di massa in nome del profitto.

Le relazioni, complementari tra di loro, sono state ascoltate
con grande interesse da tutti, quella di Achille Lodovisi in
particolare nonostante la complicazione della traduzione
simultanea ed infatti ne Ú scaturito un dibattito di discreto
livello qualitativo che ha toccato sia i termini militari,
politici ed economici della guerra interna ed esterna, che
alcuni suoi aspetti ideologici. Il suo carattere di proiezione
"asimmetrica" e di "lunga durata" nel quadro della depressione
economica internazionale Ŕ stato solidamente argomentato e la
questione, sempre sollevata da Achille, sulle risposte che il
movimento anarchico dovrÓ obbligatoriamente cercare di dare
all'insicurezza sociale ed alla domanda di + stato, per evitare
una deriva statal-populista di destra o fascistoide, Ú stata
oggetto di un confronto aperto con plurimi interventi.

Tra questi, HervÚ e Fabrizio nel rimarcare il nodo del fronte
interno della guerra del capitale contro il Lavoro, hanno
sostenuto all'unisono la centralitÓ dell'azione sindacale da
parte degli anarchici e la necessitÓ di elaborare piattaforme di
rottura, capaci di incontrare questa richiesta di garanzie
sociali proveniente dal basso per aggregare le forze utili ad
strategia rivoluzionaria e anarchica, mentre un altro compagno
di Nizza esprimeva pi¨ perplessitÓ a riguardo e criticava l'uso
improprio del termine neoliberista cogliendovi, direi, un altro
punto debole del movimento e intravedendovi le mire politiche di
controllo e regolazione della globalizzazione da parte di una
sinistra che mantiene nel suo dna le origini hegeliane della
stessa concezione dello stato dell'estrema destra e del
nazional-socialismo.

Se Achille ha descritto il capitolo del controllo e dello
sfruttamento "risorse energetiche" (acqua, gas, ecc) in quello
che Ú stato definito il "Grande Medio Oriente", circoscrivendo
il peso del solo "oro nero", HervÚ ha affrontato l'analisi
specifica della crisi petrolifera e dei suoi risvolti ecologici,
fornendo dati e previsioni.

L'intervento di Roberto di Ventimiglia ha sottolineato l'aumento
delle aggressioni fasciste contro il movimento come elemento del
fronte interno della guerra ed ha allargato il quadro globale al
continente Sud-Americano nel quale si disputa un'altra partita
dello stesso gioco per il dominio del mondo.

FdCA - Alpi Marittime

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