A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
The last 100 posts, according
to language
Castellano_
Català_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
The.Supplement
{Info on A-Infos}
(it) Umanità Nova n.13: Riforma della legge 185 sul commercio di armi
From
worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date
Wed, 9 Apr 2003 13:42:40 +0200 (CEST)
________________________________________________
A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
________________________________________________
Da "Umanità Nova" n. 13 del 6 aprile 2003
Giocattoli senza frontiere
Riforma della legge 185 sul commercio di armi
Mentre infuria la guerra di Bush junior e il governo italiano
ipocritamente continua a sostenere che non siamo in guerra,
mentre i parà americani partono dalle nostre basi per il nord
dell'Iraq, l'ineffabile parlamento a maggioranza berlusconiana,
ha approvato il 27 marzo un disegno di legge di riforma del
mercato delle armi. Naturalmente da domani per i mercanti di
morte sarà più facile lavorare.
Ricordiamo che l'attuale legge sul commercio delle armi è la n.
185 del 1990 ed è una delle più restrittive al mondo: prevede
minuziosi controlli e forti limitazioni a questo particolare
settore commerciale, dove l'Italia ha sempre eccelso,
soprattutto nel campo delle armi leggere e delle mine antiuomo,
cioè delle armi a più buon mercato e in realtà vere "armi di
distruzione di massa" (secondo fonti ONU ogni anno le armi
"leggere" fanno 150.000 morti, soprattutto tra civili; secondo
Amnesty International, l'Italia è il terzo esportatore mondiale
con un giro di affari di più di 300 milioni di dollari all'anno).
Dietro questa "riforma" della legislazione nazionale sui
mercanti di morte spunta un accordo stipulato a Farnborough il
27 luglio 2000 tra Italia, Francia, Germania, Inghilterra,
Svezia relativo alle "misure per facilitare la ristrutturazione
e le attività dell'industria europea per la difesa". Il disegno
di legge appena approvato dal Senato (n.1547; torna alla Camera
per mancanza di copertura finanziaria, ma è certa l'approvazione
definitiva) autorizza la ratifica di tale accordo, ha come primo
firmatario Cesare Previti (Forza Italia) ed è stato sottoscritto
anche da Marco Minniti (DS), che da sottosegretario alla difesa
del governo Dalema aveva firmato l'accordo di Farnborough che
definì come "straordinario passo in avanti", esprimendo
"apprezzamento per gli alti contenuti del disegno di legge".
Destra e sinistra con l'elmetto a braccetto.
Fino ad oggi, era vietata l'esportazione armi "verso i paesi i
cui governi sono responsabili di accertate violazioni delle
convenzioni internazionali in materia di diritti dell'uomo"
(art. 1, c. 6, lett. d); da domani sarà vietato vendere a "Paesi
i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle
convenzioni internazionali in materia di diritti umani,
accertate dai competenti organi delle Nazioni Unite, dell'UE o
del Consiglio d'Europa".
È evidente la differenza: le violazioni devono essere "gravi" e
quindi viene introdotta una valutazione delle violazioni dei
diritti dell'uomo che come tutte le valutazioni è opinabile; in
più, l'accertamento deve essere "ufficiale" e spetterebbe solo a
Onu e Ue, cioè a organi "politici" che valuteranno a seconda
delle maggioranze di turno o che magari non riusciranno proprio
a deliberare alcunché (vedasi le spaccature sulla vicenda Iraq
all'interno dei paesi membri dell'Onu e della Ue).
Altra novità di rilievo è la "licenza globale di progetto",
introdotta dall'art. 7 del disegno di legge approvato, che
aggiunge un comma all'art. 13 della l. 185/90. Molti sistemi
d'arma sono realizzati oggi attraverso accordi tra più paesi;
anche all'interno della Ue la nostra normativa era la più
restrittiva (non parliamo della Nato); con la "licenza globale
di progetto", gli standard di controllo per l'azienda italiana
che opera con altri paesi Nato o Ue sono abbassati a quelli dei
paesi partner con cui l'azienda italiana sarà socia nella
progettazione e realizzazione di nuove armi. E il gioco è fatto:
non ci possono essere limiti ai mercanti di morte.
Simone Bisacca
http://www.ecn.org/uenne/
*******
*******
****** A-Infos News Service *****
Notizie su e per gli anarchici
Per iscriversi -> mandare un messaggio a LISTS@AINFOS.CA e
nel corpo del msg scrivere SUBSCRIBE A-INFOS-IT
Per informazioni -> http://www.ainfos.ca/it
Per inoltrare altrove -> includere questa sezione
Per rispondere a questo messaggio -> a-infos-d-it@ainfos.ca
A-Infos Information Center