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(it) Umanità Nova n.30 - Migranti: Paradossi della sanatoria

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Date Sat, 28 Sep 2002 08:43:57 -0400 (EDT)


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Da "Umanità Nova" n. 30 del 22 settembre 2002 



Migranti
Paradossi della sanatoria 


Il Decreto legge n. 195 del 9.9.02 (G.U. n. 211 del 9.9.02)
sulla regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari irregolari
completa il quadro normativo della legislazione sugli stranieri
così ridisegnato dalla c.d. legge Bossi-Fini (L. 189/02). L'art.
33 di questa legge prevede la sanatoria per le c.d. colf e
badanti. Una sanatoria dalle maglie strette è prevista dal D.L.
qui in commento, frutto del difficile equilibrio tra l'anima
centrista e quella leghista della maggioranza.

La dichiarazione di emersione è presentabile entro un mese
dall'entrata in vigore del D.L. dai datori di lavoro che negli
ultimi tre mesi abbiano impiegato un lavoratore straniero
irregolare. La dichiarazione porterà alla stipula del contratto
di soggiorno per lavoro subordinato (art. 5bis T.U.
Immigrazione, introdotto dalla L. 189/02), alle condizioni già
previste: il datore di lavoro deve garantire la presenza di un
alloggio per lo straniero, nonché garantire che coprirà le spese
per il suo rientro in patria. Ma il datore di lavoro si deve
impegnare ad assumere a tempo indeterminato o con contratto a
termine di almeno un anno lo straniero irregolare che già lavora
alle sue dipendenze e versare un contributo forfettario di 700
euro. Tra le cause di esclusione da questa sanatoria, l'essere
stato già espulso per ingresso irregolare.

Si vede bene che per mettere i bastoni tra le ruote agli
stranieri, si ribalta la filosofia della flessibilità del
rapporto di lavoro tanto cara a questo governo. Infatti, come si
fa a pretendere l'assunzione a tempo indeterminato o per almeno
un anno per gli stranieri, quando si sfornano testi come il c.d.
libro bianco sul lavoro? Paradossalmente, il lavoratore
straniero dovrebbe godere così di maggior stabilità nel rapporto
di lavoro di un italiano. Ma, naturalmente, quale imprenditore
vorrà effettivamente assumere a tempo indeterminato uno
straniero? Le contorsioni cui questa maggioranza costringe le
norme giuridiche è spia delle sue posizioni razziste, violente e
ipocrite.

Una curiosità (si fa per dire). L'art. 2, c.7, del D.L. 195/02
prevede che "All'atto della consegna della carta d'identità
elettronica, di cui all'articolo 36 del decreto legislativo 28
dicembre 2000, n. 443, i cittadini italiani sono sottoposti a
rilievi dattiloscopici, ai sensi dell'articolo 5, commi 2-bis e
4-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e
successive modificazioni". Le famose impronte digitali per
tutti, anche per gli italiani, tanto volute dall'Ulivo per
"essere tutti uguali e non discriminare gli stranieri" (sic)
vengono previste normativamente da un decreto legge per far
emergere il lavoro nero degli extracomunitari; come a dire:
"tutti un po' più precari e tutti un po' più controllati".

Simone Bisacca 



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