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(it) INVITO ALLA LOTTA DALL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

From USI AIT Lazio <usiaitl@tin.it>
Date Mon, 23 Sep 2002 05:41:53 -0400 (EDT)


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U.S.I.  AIT- Unione Sindacale Italiana
Confederazione di sindacati autogestiti e di federazioni intercategoriali
Via Iside 12, 00184 Roma - Tel. 06/70451981, Fax 06/77201444
Coordinamento romano Aziende Holding Campidoglio - Roma Work Forum
Tel/fax 06/7234430 t. Cell. 349/7404826

CONTRO LA PRECARIET└ E LE ESTERNALIZZAZIONI
 PER IL DIRITTO AL LAVORO, AL REDDITO, AI SERVIZI:
  18 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE e GENERALIZZATO (Telegr. 85/TD)

La nostra storia politico sindacale Ŕ iniziata 90 anni fa...l'Unione Sindacale
Italiana ha visto il suo inizio con le Camere del Lavoro Rivoluzionarie,
con le lotte degli edili, dei metallurgici, dei cavatori di marmo, dei braccianti
agricoli, dei mille lavori operai stagionali e saltuari dei primi del secolo
scorso.

L'attuale gruppo militante rappresenta la quinta generazione di lavoratrici
e di lavoratori che ha ripreso il percorso del sindacalismo rivoluzionario,
autogestito e internazionalista.

Molto Ŕ cambiato ma non l'antico spirito di un sindacato fatto da lavoratori
e gestito da loro stessi, ancora oggi "l'emancipazione dei lavoratori sarÓ
opera dei lavoratori stessi...o non sarÓ".

Premesso questo, le nostre esperienze concrete e spesso vincenti quando
si tratta di precariato e privatizzazioni, non solo nelle grandi cittÓ come
Roma o Milano, ma anche  con un sostegno concreto e coerente in alcune grandi
vertenze nazionali (quella del  Coordinamento Nazionale LSU/LPU, dei precari
degli Enti Locali nel settore scolastico ed educativo...) che hanno coinvolto
decine di migliaia di persone e le tante storie individuali e collettive
che ci stanno dentro, ci permettono oggi di fare alcune valutazioni complessive,
per non ripetere gli stessi errori e per continuare la lunga e permanente
lotta contro uno "degli spettri che si aggirano per il mondo: il precariato
generalizzato".

Abbiamo imparato sulla nostra pelle che la precarizzazione del lavoro,
di chi si sente oggi "garantito" Ŕ sempre pi¨ legata al processo di 
esternalizzazione
e privatizzazione di servizi pubblici essenziali, di dismissioni di settori
e rami di azienda, di processi di trasferimento di impianti e forza lavoro
da una parte all'altra del pianeta, senza alcun rispetto di genere (anzi
con una discriminazione sempre pi¨ accentuata) e tanto meno dell'ecosistema.
Quando si parla di "precarietÓ" e si vuole intervenire davvero, Ŕ necessario
capire che i precari non sono solo CO.CO.CO., gli interinali, le mille forme
del lavoro non garantito, non si tratta di un?eccezione, Ŕ la costante che
spezza ogni rigiditÓ contrattuale e salariale, scompone e frammenta le classi
subalterne e lega la produzione  e i servizi connessi, ad una continua ricerca
del profitto che mette a rischio anche coloro che hanno un posto di lavoro.
Questo ragionamento non Ŕ un ricordo del passato!

Proprio in questo periodo, le nostre strutture nei luoghi di lavoro e le
forme di coordinamento che con molta fatica abbiamo messo in piedi, 
superando
con decisione gli ostacoli padronali e i particolarismi settoriali e locali,
stanno conducendo 12 vertenze cittadine a Roma, tra Comune di  Roma, 
aziende partecipate e collegate (FARMACAP, ZETEMA, Roma Multiservizi, 
AMA...), cooperative
e societÓ private del settore socio sanitario assistenziale, altre a Milano
(Imprese di pulizie, anche per la regolarizzazione dei tanti immigrati utilizzati
negli appalti, settore delle telecomunicazioni, dei servizi, della sanitÓ
privata al  San Raffaele...), altre ancora nel Nord Est. Le ultime solo
in ordine di tempo, la schifosa operazione della giunta Veltroni di 
esternalizzazione
del trasporto scolastico agli studenti delle scuole dell'obbligo e l'affidamento
del servizio alla Roma Multiservizi, che peggiora le condizioni di lavoro
di circa 400 lavoratrici (ma la questione sta assumendo sviluppi non prevedibili,
visto che si sta mettendo in piedi un coordinamento cittadino che ha i nostri
sindacati USI come punto stabile di riferimento...) e la questione dei lavoratori
e dei precari alla Farmacap (Azienda Speciale comunale farmasociosanitaria),
impiegati nel settore sociale tra psicologi, assistenti sociali, educatori
e operatori, anche a qualifica operaia, legati alla futura gestione dei
servizi e agli affidamenti che il Comune intende dare alla propria azienda
con servizi alla cittadinanza nel settore sociale.       

Due poi le vicende nazionali che ci stanno impegnando, quella del personale
ATA (non docente) della scuola statale (ex Enti Locali) la difficile vicenda
del lavoro "atipico/anomalo", che vede la figura dei CO.CO.CO. al centro
dell'attenzione anche legislativa, con la finalitÓ di eliminare i principi
dello Statuto dei Lavoratori che resiste dal 1970 con lo "statuto dei lavori",
quelli flessibili, precari, sottopagati, con scarse garanzie di tutela delle
condizioni di sicurezza. Con telegr. E.P.I. n░ 85/TD, L'USI chiama allo
SCIOPERO!  

Si tratta di una vera e propria "guerra di classe", che produce tra gli
operai in produzione e tra i "precari", una serie impressionante di morti
e di infortuni sul lavoro (nel 2002 1300 morti e 1.100.000 infortuni)

Per fortuna, abbiamo messo in piedi una serie di strutture tecniche di
supporto alle nostre lotte e di sostegno a coloro che vogliano intraprenderle
(avvocati, consulenti, tecnici del CAF o di patronato) e siamo ormai in
grado di gestire corsi di formazione di base sui diritti sindacali, sulle
leggi sul lavoro, di lettura di una busta paga. La strada dell'autorganizzazione
e dell'autogestione Ŕ lunga, ma il millennio Ŕ appena iniziato...



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