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(it) Lotta di Classe No.69 - Cronaca di uno sciopero generale ...

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Date Thu, 31 Oct 2002 04:35:32 -0500 (EST)


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Lotta di Classe No.69 - Nov. 2002 


CRONACA DI UNO SCIOPERO GENERALE CONTRO LA GUERRA E LA
CONCERTAZIONE, PER I DIRITTI SINDACALI E SOCIALI
 

Il 18 Ottobre per 24 ore, indetto da cinque Sindacati di Base
(Cub/RdB, Confederazione Cobas, USI-AIT, Sincobas e SlaiCobas)
l’Italia ha scioperato contro la guerra e la concertazione,
contro la politica del governo Berlusconi, contro le leggi
razziste e quelle sul precariato e le agenzie internali, per i
diritti sindacali e sociali.

Anche la CGIL ha indetto un suo sciopero per il 18 ma il
Sindacalismo di Base, rimarcando le differenze tra la sua
piattaforma di classe e le ambiguità delle posizioni
istituzionali e collaborazioniste della CGIL, ha dato
indicazione di effettuare manifestazioni regionali alternative e
separate da quelle della CGIL.

L’USI-AIT ha organizzato queste mobilitazioni insieme agli altri
Sindacati di Base dando poi vita come USI a propri spezzoni di
corteo che spesso hanno visto la partecipazione di una più vasta
area libertaria.

Questi che di seguito riportiamo sono i primi resoconti delle
mobilitazione dell’USI giunte in redazione.


MILANO 

A Milano si sono tenuti due cortei: il primo, organizzato da
CGIL, ha visto una presenza di 30/40.000 persone, al secondo,
organizzato dal sindacalismo di base, hanno invece partecipato
15.000 persone appartenenti all’USI, alla CUB, allo SLAI-COBAS,
al Sin-Cobas, alla Conf.Cobas, ai centri sociali e alla FAI.

Il corteo era aperto dagli operai dell’Alfa Romeo di Arese,
molte sono state le presenze di operai ed impiegati del settore
privato, ma più significativa è stata la partecipazione dei
lavoratori della scuola, della sanità e di tutto il pubblico
impiego.

Lo spezzone dell’USI si è presentato con tre striscioni, dietro
i quali sono sfilati oltre 500 lavoratori delle sezioni di
Milano dell’USI Sanità (Ospedale San Raffaele, Ospedale San
Paolo, Ospedale San Carlo) e dell’USI Postel (sezioni di
MI-Roserio e MI-Isola) ; oltre ai compagni dell’USI di Monza
(Ospedale San Gerardo ed enti locali), dell’USI Postel di
Brescia e dell’USI Scuola di Alessandria.

Le parole d’ordine più ricorrenti sono state quelle contro la
guerra, la finanziaria del governo Berlusconi, i tagli al
servizio sanitario pubblico e alla scuola, la legge Bossi-Fini e
per la difesa dei diritti sindacali e del lavoro.

Incoraggiante è stata poi la presenza dietro i nostri striscioni
di diversi lavoratori immigrati e di moltissimi giovani.

(USI Milano)


BERGAMO

In una stupenda giornata di sole ottobrina, il corteo a Bergamo
è risultato un successo.

Anche se è una provincia industrializzata che conta circa
800.000 abitanti, non è un fatto consueto assistere al dipanarsi
di ben tre cortei di lavoratori lungo le vie del capoluogo,
ognuno composto da tre-quattromila persone, che poi si sono
riunite nella centrale piazza V. Veneto.

Bello anche lo spezzone dei lavoratori dell’USI con le bandiere
del sindacato, che insieme ai compagni anarchici hanno raccolto
significative simpatie.

Distribuita pertanto una buona quantità di materiale
propagandistico, anche con un banchetto organizzato in piazza.

Nel corteo si sono ampiamente diffuse critiche alle politiche di
guerra ed economiche del capitale. Si è inoltre svolta anche
un’azione di giovani contro un MC Donald con una mega scritta
sulla sede stradale antistante l’entrata.

La Cgil si può ritenere soddisfatta, anche perché tra i molti
lavoratori ve ne erano anche di quelli con la tessera Cisl in
tasca. Al di là del comizio, piuttosto scontato per il poco di
quanto sentito, molto significativo ritengo invece l’ampio
spazio di discussioni e ragionamenti che si sono sviluppati tra
gruppetti di lavoratori in merito alla situazione di vita nei
luoghi di lavoro, al salario e le sue disparità, ai lavori
precari, all’economia e alla politica più in generale, sintomo
evidente di preoccupazioni non superficiali.

Dove porteranno tutte queste ansie e le miserevoli dichiarazioni
di Pezzotta, Angeletti e compagnia governativa nei telegiornali
della sera, volte a sminuire per via mediatica una così
imponente mobilitazione di lavoratori e studenti diffusa sul
territorio, lo vedremo penso molto presto. 

(Fabrizio)
 

EMILIA-ROMAGNA

lo sciopero del 18 ottobre ha visto complessivamente in tutta la
regione percentuali di adesione attorno all'80-90 per cento. I
cigiellisti hanno svolto cortei, peraltro molto folti, in tutti
i capoluoghi di provincia più Imola (a Bologna hanno dichiarato
80.000). I compagni delle sezioni USI-AIT di Reggio, Parma,
Correggio e Bologna si sono concentrati sul corteo regionale del
sindacalismo di base che ha visto sfilare per la vie di Bologna
circa 10.000 persone fra studenti, CuB, RdB, Cobas, USI-AIT, e
uno spezzone anarchico di circa 200 persone. Numerose le nostre
bandiere e gli slogan contro la guerra; sono state distribuite
2000 copie del volantone preparato dalla Commissione Esecutiva
dell’USI. 

(Federico) 

 

MARCHE

Buona riuscita della prima manifestazione unitaria del
Sindacalismo di Base nelle Marche. In occasione dello sciopero
generale del 18 Ottobre circa mille lavoratori hanno raccolto
l'appello dei Sindacati promotori della mobilitazione di piazza:
Cub/RdB, Confederazione Cobas, USI-AIT Unione Sindacale
Italiana, Sincobas.

A dire il vero nelle Marche si è raggiunto un buon livello
unitario visto che hanno aderito al corteo anche l' Unicobas
oltre che lo Snater-Telecom, il Salfa dei cantieri Navali, il
Salfi, l'Unione Inquiliani,l' ALI Senigallia e l'ALL Pesaro.

Tra le altre adesioni la FAI di Jesi, l'FdCA di Pesaro, il Lupo
d'Osimo e l'Officina Rebelde di Jesi.

Da registrare fino all'ultimo momento le "premure" della polizia
per impedire ogni contatto con la manifestazione della CGIL che
manifestava in una piazza del centro. Bloccato il corteo dei
Sindacati di Base fino quasi alle 11.00 quando, terminando il
comizio della CGIL, è potuto partire da Piazza Diaz e
raggiungere il centro.

Apriva la manifestazione uno striscione unitario del
Sindacalismo di Base: "no alla guerra, no alla concertazione.
Pace. diritti, salario" e un secondo striscione, sempre
unitario, seguiva evidenziando la solidarietà con i lavoratori
della FIAT.

La componente libertaria  e "rossonera" (tra i 150 e i 200
compagni) chiudeva il corteo unitario con un suo spezzone
preceduto dallo striscione, le bandiere e gli altoparlanti
dell'USI-AIT.

I compagni della FAI di Jesi hanno portato in piazza il grande
striscione che portarono a Genova due anni fà. Chiudeva lo
spezzone l'Unicobas con le sue bandiere.

Contestazioni al passaggio sotto la sede di Forza Italia e della
RAI. In Piazza del Papa si è infine formato al posto del vecchio
"comizio" un grande cerchio al centro del quale si sono
succeduti gli interventi di rappresentanti della RdB. della
Confederazione Cobas e dell'USI-AIT. Grande interesse ha
suscitato l'intervento di una compagna palestinese appena giunta
in Italia.

Da registrare infine la scelta un pò ambigua del movimento degli
studenti che (con giovani comunisti e disobbedienti) ha
preferito non partecipare alle manifestazioni dei lavoratori
(anche per non "scegliere" tra CGIL e Sindacalismo di Base)
formando un terzo corteo in periferia e attuando dei blocchi del
traffico. 

(USI Marche)
 

SAVONA

La sezione USI-AIT di Celle Ligure comunica che il 18 ottobre le
sezioni liguri hanno  partecipato allo sciopero generale in un
proprio spezzone USI nella manifestazione di Savona dove sono
scese in piazza circa 15.000 persone

(Alfonso)

 

FIRENZE

I compagni di Firenze comunicano che nel capoluogo toscano si
sono svolte due manifestazioni, una della CGIL e una del
Sindacalismo di Base. Quest’ultima ha raccolto circa 5.000
lavoratori.

Buono lo spezzone dell’USI con molte bandiere della nostra
Unione insieme alla componente anarchica. Vendute molte copie di
"Lotta di Classe".

I compagni di Carrara hanno invece manifestato a Massa. 

(Pino)

 

TRIESTE

Presidio a Piazza della Borsa. Da qui è poi partito, su un unico
percorso, il corteo del Sindacalismo di Base (300/350
lavoratori) e successivamente quello della CGIL.

L’USI-AIT, tra le promotrici dell’iniziativa, era presente con
le sue bandiere. Brevi interventi in Piazza Unità e quindi
ritorno in Piazza della Borsa per continuare il presidio.

(Robi)



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