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(it) Umanitą Nova n.35 - Oltre lo sciopero: dopo il 18 ottobre

From Worker <a-infos-it@ainfos.ca>
Date Tue, 29 Oct 2002 05:11:35 -0500 (EST)


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Da "Umanitą Nova" n. 35 del 27 ottobre 2002


Oltre lo sciopero
Dopo il 18 ottobre


La riuscita e la portata dello sciopero del 18 ottobre
testimoniano la vivacitą del conflitto sociale in Italia. Non
solo per l'ottima riuscita delle manifestazioni autorganizzate
del sindacalismo di base ma anche per la radicalitą espressa
nelle manifestazioni della CGIL.

Non ci facciamo particolari illusioni circa la "svolta" della
burocrazia confederale. I segnali politici di Epifani sono
inequivocabilmente tesi al recupero di un ruolo concertativo e
di recupero di quell'unitą sindacale a cui la CGIL viene
chiamata con insistenza dall'Ulivo.

Ma le piazze della CGIL, al di lą delle ambiguitą dei dirigenti,
hanno espresso determinazione e volontą di lotta. Dei milioni di
lavoratori in sciopero una parte consistente ha manifestato
sotto le bandiere del sindacalismo di base su una piattaforma di
sciopero che riprendeva. nelle sue linee generali. i contenuti
del manifesto che, come lavoratrici e lavoratori anarchici,
avevamo diffuso nelle settimane precedenti.

Come movimento specifico eravamo presenti e visibili in tutte le
manifestazioni del sindacalismo di base e la diffusione del
manifesto e del volantone hanno incontrato un'ampia simpatia ed
una forte condivisione. Si é ribadito, nei fatti, come a fianco
dell'autorganizzazione sociale ci fosse l'anarchismo militante
mentre Rifondazione Comunista e i social forum abbiano
privilegiato la sponda politica delle manifestazioni pagando,
comunque, un prezzo rilevante in quanto molte compagne e
compagni che fanno riferimento a queste componenti, hanno
disertato gli ordini di scuderia per essere lą dove il conflitto
si esprimeva con maggiore chiarezza e determinazione.

Si tratta ora di dare forza e metodo al movimento di lotta. Sarą
inevitabile il rientro della CGIL nell'ovile dello stato accanto
a CISL e UIL. Il sindacalismo di base e l'autorganizzazione
sociale possono essere il polo di attrazione dei milioni di
lavoratori che sono scesi in piazza il 18 ottobre. Possono
esserlo se saremo capaci di dare valore alla pluralitą delle
esperienze e delle esigenze, ripristinando la metodologia
libertaria che é stata propria del movimento operaio prima della
sua completa statalizzazione. Pratiche e progettualitą
autogestionarie sono ormai elementi diffusi nella societą ed in
maniera rilevante nelle componenti pił giovani del proletariato
militante. Contenuti indipendenti e conflittuali si vanno
affermando anche al di lą del proletariato militante. Le
condizioni di vita dei lavoratori, dei disoccupati, dei precari,
degli immigrati portano il movimento nella direzione di assumere
piattaforme di lotta e obiettivi sempre pił radicali,
incompatibili con gli steccati che il riformismo vuole porre
alla lotta di classe.

Come avevamo previsto gią da un anno a questa parte, il
conflitto sociale si va estendendo e radicalizzando. Sta a noi
renderlo ancora pił irrecuperabile dando il nostro contributo
progettuale, metodologico, organizzativo all'affermarsi
dell'autonomia proletaria.

Oltre lo sciopero generale per il salario e libertą sociali, per
il prossimo sciopero generale contro la guerra, la diffusione
delle lotte (dal particolare al generale) é mezzo e fine della
lotta contro il dominio globale e locale contro le
multinazionali ed i "padroncini", diviene il motore della
trasformazione.

La saldatura fra la vertenzialitą sindacale ed i movimenti di
contestazione globale non puņ essere un passaggio ideologico ma
si afferma nelle lotte quotidiane per contrastare l'arroganza
padronale e governativa, per affermare la libertą e la giustizia
sociale, per contrastare il razzismo e l'autoritarismo che sono
interpretati, ancora una volta, dallo stato, dalla chiesa e
dall'infame borghesia.


La Questione Sociale, commissione della Federazione Anarchica 




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