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(it) Umanità Nova n.32 - La disonestà del dossier Blair [MEDIA]

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Date Thu, 10 Oct 2002 07:06:16 -0400 (EDT)


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Da "Umanità Nova" n. 32 del 6 ottobre 2002 


La disonestà del dossier Blair
I crimini di guerra dell'ONU 


Robert Fisk, corrispondente dagli Stati Uniti per l'inglese "The
Independent", si è più volte attirato gli strali
dell'intellighezia di sinistra americana per essersi permesso di
criticare la politica statunitense in medio-oriente. Collabora
regolarmente alla rivista on-line Z-magazine, da cui abbiamo
tratto quest'articolo sul dossier sulle armi di Saddam
presentato da Tony Blair al parlamento inglese. Lo trovate
all'indirizzo: www.zmag.org


Il dossier di Tony Blair sull'Iraq è un documento scioccante.

Leggerlo può solamente portare un essere umano alla vergogna e
alla rabbia.

Le sue pagine sono una prova decisiva, se il contenuto è vero,
che in Iraq è stato commesso un gravissimo crimine contro
l'umanità. Perché, se i dettagli che dimostrano che Saddam è
riuscito a costruire armi per la distruzione di massa sono
corretti, - ed arriveremo ai "se", ai "ma", e ai "potrebbe
essere" più tardi - significa che la politica massiccia,
distruttiva e brutale delle sanzioni dell'ONU è completamente fallita. 

In altre parole, mezzo milione di bambini iracheni sono stati
uccisi, da noi, per nulla.

Torniamo indietro al 12 maggio 1996. Madeleine Albright, il
segretario di stato americano, ci dice che le sanzioni
impediranno a Saddam di ricostruire armi di distruzione di massa.

La Albrigh appare in un programma televisivo CBS, e
l'intervistatrice le chiede: "Abbiamo sentito che mezzo milione
di bambini sono morti: vuol dire che ne sono morti più che a
Hiroshima. Secondo lei ne valeva la pena?" 

La Albright replicò: "Penso che la scelta sia veramente dura. Ma
noi pensiamo che il prezzo sia stato necessario." Oggi noi
sappiamo - se il signor Blair ci sta dicendo la verità - che non
ne valeva la pena. Il prezzo è stato pagato in vite di centinaia
di migliaia di bambini, ma non valeva un centesimo. Il "dossier
Blair" ci dice che, nonostante le sanzioni, Saddam Hussein ha
potuto proseguire nella costruzione di armi per la distruzione di massa.

Tutte quelle sciocchezze sulla tecnologia utilizzabile anche per
fini militari, il divieto di esportare matite dei bambini perché
il piombo può avere un uso militare, il rifiuto di consentire
all'Iraq di importare i ricambi necessari per rimettere in
funzione gli impianti per la depurazione delle acque bombardati
dagli inglesi durante la guerra del Golfo, erano tutte una vergogna.

Questa conclusione terribile è l'unica morale che può essere
tratta dalle 16 pagine che descrivono gli orrori di tipo
chimico, nucleare e biologico che la bestia di Baghdad ha nei
magazzini pronte per noi.

È difficile, leggendo il rapporto completo, decidere quando
ridere e quando piangere.

Il grado di falsità e doppiezza di questo prodotto ci descrive
gli imbrogli del governo Blair.

Ci sono poche accuse che sembrano vere. Il nuovo impianto di
perclorato di ammonio costruito illegalmente da una compagnia
indiana che ha rotto quelle bellissime sanzioni ONU è un pauroso
piccolo dettaglio. Come lo è il nuovo test missilistico pronto
all'impianto di al Rafah.

Ma queste prove sono così annegate in imbrogli e disonestà che
queste inclusioni diventano senza valore. Vi diamo un esempio
della disonestà di questo dossier.

A pagina 45 ci dicono - in un lungo capitolo sulle violazioni
dei diritti umani da parte di Saddam Hussein - che "il 1 marzo
1991, durante la guerra del Golfo, ci fu una rivolta nella città
meridionale di Bassora, che si estese rapidamente alle altre
città a maggioranza sciita dell'Iraq meridionale. Il regime
rispose trucidando migliaia di abitanti." Quello che è
"sbagliato" in questa ricostruzione è l'uso della parola
"rivolta". Non era stata una "rivolta". Era un pezzo di una
ribellione di massa determinata dall'appello del padre
dell'attuale presidente Bush, attraverso le stazioni radio della
CIA in Arabia Saudita. I musulmani sciiti dell'Iraq aderirono
all'appello di Bush senior e furono abbandonati al loro destino
dagli americani e dagli inglesi che rinnegarono tutte le loro
promesse di aiuto ai ribelli. Non era importante che morissero
in migliaia allora. Ma questo il dossier Blair non ce lo dice. 

E chiunque legga le ambigue parole di dubbio che riempiono tutto
il testo del dossier, può solo avere una grande incertezza sulle
basi con cui Blair pretende che il mondo vada alla guerra.

Il programma di riarmo dell'Iraq "sta quasi certamente"
ricercando uranio arricchito. "Sembra" che l'Iraq stia tentando
di acquisire un impianto di produzione di magneti. Ci sono prove
che l'Iraq stia tentando di acquisire impianti per la produzione
dell'alluminio (utilizzabili per l'arricchimento dell'uranio) ma
"non ci sono notizie certe" che siano destinati al programma
nucleare. "Se" l'Iraq otterrà materiale fissile, l'Iraq potrà
produrre armi nucleari in uno o due anni. È "difficile da
giudicare" se e come i missili di Hussein potrebbero essere
utilizzabili.

Gli sforzi per ricostruire il programma missilistico iracheno
"probabilmente" cominciano nel 1995. E di dubbio in dubbio,
prosegue il dossier Blair.

Forse Saddam Hussein ha fatto ripartire il suo programma per la
costruzione di armi per la distruzione di massa. 

Lasciatecelo gridare 20 volte: Saddam è un tiranno, brutale e
malvagio. Ma sono "quasi certamente", "sembra", "probabile" e
"se" le parole necessarie per giustificare l'invio dei nostri
soldati nel deserto di Kut- al - Amara?

Ci sono molte preghiere per gli ispettori dell'ONU. E ci sono
molti imbrogli nel capitolo relativo. Il dottor Hans Blix, il
presidente esecutivo della commissione per l'ispezione dell'ONU,
ci dice che in assenza delle ispezioni (dopo il 1998), è
impossibile verificare il livello di disarmo dell'Iraq. Ma il 18
agosto 2002, lo stesso dottor Blix dice ad una agenzia di stampa
che non può dire con certezza se Baghdad possegga delle armi di
distruzione di massa.

Questo è il problema. Se quelle pagine di imbrogli sono basate
su "probabilmente " e "se", non ci sono giustificazioni per
andare in guerra. 

Se sono tutte vere, abbiamo ucciso mezzo milione di bambini
iracheni. E questo non è un crimine di guerra?

Robert Fisk 



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