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(it) DISERTIAMO LA GUERRA - NO ALL'ATTACO ALL'IRAQ

From "Lino Roveredo" <alterlinus@libero.it>
Date Sat, 5 Oct 2002 07:48:40 -0400 (EDT)


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DISERTIAMO LA GUERRA - NO ALL'ATTACO ALL'IRAQ                

Ogni volta che uno stato, o un'alleanza di stati, indicano un
NEMICO da attaccare state pur certi che la "propaganda della
guerra" farà di tutto per non lasciare spazio alla ragione ed al
dissenso. Fioccano parole come difesa, giustizia, pericolo,
patria, prevenzione e così via a fomentare odio e consenso, a
preparare nuovi ed inutili massacri.

Sono anni che la NATO, capitanata dagli USA e con un alternato
assenso/dissenso dell'ONU (che dimostra ogni volta di più
l¹insignificanza sulle decisioni internazionali) organizza ed
esegue guerre in tutto il globo, prima chiamandole "missioni
umanitarie" ed ora, dopo l'attacco alle Torri Gemelle,
chiamandole "giustizia infinita".

Il solo risultato sotto il profilo umanitario è l'incremento
dell'ingiustiza, migliaia di civili uccisi, interi paesi
distrutti, privati di strutture fondamentali come scuole,
ospedali, reti viarie e industrie. Questo è sotto gli occhi di
tutti. All¹indomani dell¹attacco in Kosovo, in Afghanistan,
degli interventi in Somalia o nell'ex-Jugoslavia non solo non è
arrivata la pace, non solo permangono i soprusi, non solo si è
sostituita ad una dittaura un¹altra forma di stato solo più
ossequioso nei confronti degli "invasori", ma si sono lasciati
sui paesi martoriati i segni indelebili di tonnellate di uranio
impoverito, di mine antiuomo, di ordigni inesplosi e dilanianti
che produrranno altre migliaia di morti negli anni a venire. E
ancora. La guerra entra a far parte della quotidianità delle
persone, scava nelle relazioni, svilisce dignità e capacità
degli individui, li relega a inevitabili "danni collaterali",
sostituisce ogni ragione di convivenza con il terrore e la
violenza, lasciando per generazioni effetti disastrosi nella
società.

Vogliono attaccare l¹Iraq.

Bush, Blair e il buffone di corte Berlusconi, stanno tentando
nel modo più indicibile di giustificare questo nuovo massacro
che non colpirà il sistema di potere ma solo la popolazione che
patisce già da 11 anni un embargo disumano che ha provocato la
morte di oltre 600.000 bambini. Sostengono che bisogna
"prevenire" un Saddam Hussen che accettando gli ispettori delle
Nazioni Unite risulta essere "in ogni modo" un pericolo
mondiale, mentre Ariel Sharon, che rifiuta categoricamente la
supervisione ONU su l¹operato del suo esercito in Palestina,
sarebbe un pacifico e legittimo alleato.

Com'è possibile?

Semplicemente perché con quest'ennesimo attacco terroristico si
vuole imporre il controllo definitivo sul secondo maggior
produttore di petrolio mondiale, così come in Afghanistan
serviva trovare uno sbocco, senza passare né per la Russia né
per l'Iran, alle immense riserve di petrolio del Caucaso.

Non cè nessuna guerra al terrorismo, nessuna istanza umanitaria.
Se così fosse perché decidere di attaccare in Serbia con la
scusa dei 400.000 profughi quando in Colombia gli stessi erano
ben oltre il milione? Perché decidere d¹intervenire in Irak
quando in Turchia la pulizia etnica nei confronti dei Kurdi è
sistematica e totale?

Com'è possibile che tutti i "terribili" nemici di oggi (vedi M.
Noriega, Bin Laden, Saddam Hussen) siano stati stimati e fidati
alleati politici ed economici di ieri?

Vogliono bombardare e massacrare civili inermi e vogliono farlo
NEL TUO NOME.

Tu puoi mobilitarti contro questa guerra, perché non esistono
guerre giuste o più giuste, perché QUESTA GUERRA E' INGIUSTA
PERCHE' E' UNA GUERRA! Puoi mobilitarti assieme ai tanti che lo
faranno, nella scuola, nel lavoro, nella società. Vogliono
convincerti che è necessario e intanto sottraggono milioni di
Euro alla scuola e alla sanità pubblica per finanziare
l'esercito e la difesa, tolgono dal salario dei lavoratori e
delle lavoratrici per finanziare una guerra contro una
popolazione sul lastrico economico e sociale.

No alla guerra permanente come mezzo per imporre un nuovo
"ordine mondiale"

No alla guerra come pretesto per colpire i diritti sociali e le
libertà individuali

No al massacro in Palestina, Sì alla pace in Palestina e in Israele

No alla guerra non dichiarata ai/lle migranti, agli esclusi e ai diversi

DOBBIAMO ESSERE SABBIA E NON OLIO NEL MOTORE DEL MILITARISMO




circolo libertario E. ZAPATA e collettivo studentesco LIBERITUTTI


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