A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 30 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Català_ Deutsch_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ All_other_languages _The.Supplement
{Info on A-Infos}

(it) Umanità Nova - Speciale: Il nostro forum è il mondo intero! (Pt.VIII)

From Worker <a-infos-it@ainfos.ca>
Date Fri, 29 Nov 2002 07:15:02 -0500 (EST)


 ________________________________________________
      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
            http://www.ainfos.ca/
        http://ainfos.ca/index24.html
 ________________________________________________

Il nostro forum è il mondo intero! (Pt.VIII)

Inserto del n. 37 del 10 novembre 2002 di Umanità Nova,
settimanale anarchico 

Il nostro forum è il mondo intero 

Un "altro mondo in costruzione" - lo slogan fortunato del
movimento antiglobalizzazione - è forse una iperbole, specie
perché le leve del potere di costruire (miseria, povertà, ordine
e disciplina) non sempre sono considerate nel giusto disprezzo e
lontananza, in quanto tra i soggetti che pretendono con
legittimità di costruire qualcos'altro, spesso troviamo anche
coloro che non intendono minimamente distruggere l'orribile che
già c'è, ma solo aggiustarlo in dosi accettabili, e di cui
magari sono anche tra i responsabili più o meno diretti.
Tuttavia, un Forum Sociale Mondiale forse deve scontare queste
ambiguità, poiché raduna un arco di posizioni ancora in
divenire, che si caratterizza per buone intenzioni e per buone
pratiche, anche se a livello progettuale la radicalità è minima.
Del resto, non diversamente doveva essere ai tempi della I
Internazionale, con tutto quello che poi ne seguì quanto a
divisioni laceranti, a divisioni ideologiche ma soprattutto
politiche e strategiche. Non a caso, questo genere di assise ha
fatto dire a qualcuno che siamo di fronte ad una Prima Planetaria. 

Certo, non è facile costruire radicalità sociale a livello
progettuale e empirico se non ci si confronta tutti insieme,
ossia le varie posizioni da quelle riformatrici a quelle più
sovversive, legate insieme dal filo rosso della concretezza
sperimentale e non della contrapposizione ideologica. Se non
altro perché metà della popolazione mondiale, che probabilmente
non si sente rappresentata da nessuno, nemmeno da Porto Alegre,
data la situazione ai limiti della sopravvivenza, non intende
perdere tempo e, non appena ne troverà le forze, si sforzerà di
cambiare strada al pianeta, sempre che i potenti della terra non
la sterminino prima.

L'evento Forum (mondiale, europeo, asiatico) mira in primo luogo
a darsi visibilità mediatica globale, come se questa sia la
scala di confronto-scontro con i padroni del pianeta. Ma cosa si
può costruire di alternativo utilizzando a piene mani quella
spettacolarità della società ormai innervata nella vita
quotidiana, e che questo genere di movimento tutto sommato
moderatamente riformatore intende usare a mo' di spallata,
regredendo rispetto alle analisi lucide e stringenti di Debord?
E quale spallata dare se il piano di azione del Forum e dei
tanti incontri "turistici" globali serve per rinvigorire
autoreferenzialmente i partecipanti, ma con scarso legame con la
pratica quotidiana di radicamento sociale che sola può attivare
pratiche di resistenza e di progettualità alternativa?

La costruzione di un altro mondo possibile va perseguita sopra
di ogni cosa giorno dopo giorno, creando forme di liberazione
dai gangli del dominio, praticando effetti di senza-potere che
erodano i poteri in corso: solo in tal senso la partecipazione
riesce ad essere incisiva strappando quote di libertà sempre più
numerose, non solo dal ricatto del mercato, ma anche e
soprattutto dalla presa di asservimento del controllo statuale,
che si articola anche attraverso gli enti locali, soggetti alla
disciplina istituzionale sebbene i margini di manovra sembrino
essere più larghi. Ma tali margini vanno sfondati in direzione
della riappropriazione di risorse materiali e immateriali, non
sempre nel senso della monetizzazione di ciò che è
qualitativamente altro dalla coppia diabolica stato-capitale,
ossia politica amministrativa e reddito socialmente conseguito.

In tale ottica, una progettualità anarchica e libertaria globale
va costruita non solo nelle sedi specifiche, ma quotidianamente
nei margini di manovra che si aprono nel movimento, non tanto
sul piano di posizionamento tattico e politico, quanto sul piano
di calibratura graduale dei contenuti propositivi dell'idea
anarchica di società che è plurale per definizione e che vede
compartecipi e protagonisti una immensa pluralità di individui,
di uomini e donne di ogni cultura con cui costruire
pazientemente insieme quel mondo nuovo che portiamo nei nostri
cuori, ognuno diverso dall'altro e per ciò stesso più ricco e
meno propenso a farsi ridurre ad un pensiero unico speculare a
quello del sapere-potere dominante.

Questa gradualità radicale dovrà allora misurarsi sul piano
sostanziale con le Tobin Tax, i bilanci partecipati, i municipi
autonomi, insomma con le varie forme di eterocomando riformista
e di autogoverno della vita quotidiana, in ambito politico di
base e in ambito di organizzazione dell'economia, e in tal senso
noi anarchici e libertari siamo chiamati ad una capacità di
immaginazione politica e sociale in sintonia con le istanze
libertarie già presenti nei forum e nel movimento, al di là
delle spettacolarità dei vertici e dei controvertici, perché
sarà nel respiro quotidiano che si tesserà il filo della
trasformazione globale della vita in cui è necessaria la
presenza di tutti coloro che, per adesso, in questa fase di
grandi ambiguità e confusione progettuale, si lasciano
richiamare dalle sirene già viste del riformismo neostatuale.

Ma questa è la battaglia politica ancora in corso e dagli esiti
non scontati, e non in un altrove improbabile, e non solo contro
i potenti del pianeta, ma anche accanto gli impotenti, che ne
sono la stragrande maggioranza e a cui occorre offrire un
orizzonte in cui l'alternativa non sia tra la morte sicura e
l'ingresso nelle élite egemoni, ma tra la barbarie dello
sterminio assicurato dalla morsa a tenaglia di stato militare e
capitale globale, da un lato, e la libertà eguale tra differenti
dall'altro, ossia un altro mondo senza stati né capitalismi: una
società autorganizzata in senso libertario, una anarchia plurale
e disseminata.

Salvo Vaccaro - Faiglobalaffairs



  
http://www.ecn.org/uenne/


*******
                  *******
     ****** A-Infos News Service *****
          Notizie su e per gli anarchici

 Per iscriversi        -> mandare un messaggio a LISTS@AINFOS.CA e
                          nel corpo del msg scrivere SUBSCRIBE A-INFOS-IT
 Per informazioni      -> http://www.ainfos.ca/it
 Per inoltrare altrove -> includere questa sezione
 Per rispondere a questo messaggio -> a-infos-d-it@ainfos.ca




A-Infos Information Center