A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 30 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Català_ Deutsch_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ All_other_languages _The.Supplement
{Info on A-Infos}

(it) Umanità Nova n.39 - Riforma Moratti: Una scuola di classe

From Worker <a-infos-it@ainfos.ca>
Date Mon, 25 Nov 2002 07:44:27 -0500 (EST)


 ________________________________________________
      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
            http://www.ainfos.ca/
        http://ainfos.ca/index24.html
 ________________________________________________

Da "Umanità Nova" n. 39 del 24 novembre 2002 

Riforma Moratti
Una scuola di classe 

Come è noto, il Ministro dell'Istruzione Università e Ricerca,
Letizia Arnaboldi Brichetto Moratti si è data, in continuità con
i suoi predecessori, l'obiettivo di fare approvare una legge per
la riforma della scuola tale da segnare una significativa
discontinuità rispetto al passato. La legge in questione ha
avuto un iter travagliato nell'ambito stesso del consiglio dei
ministri poiché tocca temi delicati ed interessi consolidati ma,
alla fine, un testo definitivo è stato approvato dal Senato il
13 novembre 2002. 

Rispetto alla riforma ipotizzata dal governo di centro sinistra
si tratta di un testo significativamente diverso anche se non
mancano elementi di continuità e si tratta, soprattutto, di una
riforma che introduce principi generali di impatto
notevolissimo.

Può, quindi, valere la pena di segnalare quali sono alcuni degli
aspetti più importanti della riforma che sta prendendo l'avvio.

È, intanto, bene ricordare che l'articolo 1 della legge recita:

"....il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel
rispetto delle competenze costituzionali delle regioni e di
comuni e province, in relazione alle competenze conferite ai
diversi soggetti istituzionali, e dell'autonomia delle
istituzioni scolastiche, uno o più decreti legislativi per la
definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli
essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di
istruzione e formazione professionale..."

Noi non siamo, ed è quasi inutile ripeterlo, dei cultori della
maestà del parlamento, è però un fatto che l'istituto della
legge delega sottrae il governo ad ogni, sia pur limitato
controllo ed ad ogni necessità di mediazione istituzionale
mentre sono pienamente operanti, come vedremo, le mediazioni con
i poteri forti nella società. Inoltre, e non è un cambiamento di
poco conto, si pone sullo stesso piano l'istruzione con la
formazione professionale con l'effetto di introdurre o, meglio,
di reintrodurre una scissione nel tradizionale modello unitario
della formazione intesa in senso lato.

L'articolo 2 della legge fa alcune affermazioni assai interessanti:

il comma 'b' ad esempio afferma "sono promossi il conseguimento
di una formazione spirituale e morale... lo sviluppo della
coscienza storica e di appartenenza alla comunità locale, alla
comunità nazionale ed alla civiltà europea"

Come vedremo, il riferimento alla formazione "spirituale" torna,
in maniera più hard, più avanti mentre è interessante rilevare
come siano soddisfatti, in un colpo solo, nazionalisti padani,
italiani ed europei.

Il comma 'd' recita "il sistema educativo di istruzione e di
formazione si articola nella scuola dell'infanzia, in un primo
ciclo che comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di
primo grado, e in un secondo ciclo che comprende il sistema dei
licei ed il sistema dell'istruzione e della formazione
professionale" introducendo nel sistema la scuola dell'infanzia
ed "elevando" al rango di liceo tutti gli ordini di scuola
tranne, guarda caso, la formazione professionale.

Vediamo, intanto, che cos'è la scuola dell'infanzia

"Comma 'e' la scuola dell'infanzia, di durata triennale,
concorre all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio,
cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei
bambini... nel rispetto della primaria responsabilità educativa
dei genitori, essa contribuisce alla formazione integrale delle
bambine e dei bambini... È assicurata la generalizzazione
dell'offerta formativa e la possibilità di frequenza della
scuola dell'infanzia; alla scuola dell'infanzia possono essere
iscritti... le bambine e i bambini che compiono i 3 anni di età
entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento....;"

Il riferimento allo sviluppo religioso delle bambine e dei
bambini è d'obbligo visto chi gestisce realmente questo tipo di
scuola mentre la "generalizzazione dell'offerta formativa"
verrà, ma questo va da sé, garantita mediante i finanziamenti
alle scuole private e clericali.

Nel comma 'f' , quello che riguarda la scuola elementare, si
prevede l'introduzione dell'informatica e di una seconda lingua
fra le materie. Insomma, delle tre I berlusconiane sono apparse
le prime due: informatica ed inglese. La terza è rimandata al
secondo ciclo.

Il comma 'g' afferma, fra l'altro, "dal compimento del
quindicesimo anno di età i diplomi e le qualifiche si possono
conseguire in alternanza scuola-lavoro o attraverso
l'apprendistato" ed ecco riapparire la divisione fra la scuola
vera e propria e l'avviamento lavoro.

Naturalmente, il governo è animato dalle migliori intenzioni
come dimostra quanto si afferma al comma 'i' "è assicurata e
assistita la possibilità di cambiare indirizzo all'interno del
sistema dei licei, nonché di passare dal sistema dei licei al
sistema dell'istruzione e della formazione professionale, e
viceversa, mediante apposite iniziative didattiche, finalizzate
all'acquisizione di una preparazione adeguata alla nuova
scelta". Possiamo immaginare come ragazzi che hanno scelto,
all'età di tredici anni, la formazione professionale e abbiano
magari, dopo i quindici, fatto periodi di apprendistato, possano
"tornare" in un istituto scolastico. Ma, si sa, il governo crede
ai miracoli. Più plausibile è, invece, il passaggio dai "licei"
alla formazione professionale per i ragazzi con serie
difficoltà. E di cosa si parli è reso ancora più chiaro
dall'affermazione "nel secondo ciclo, esercitazioni pratiche,
esperienze formative e stage realizzati in Italia o all'estero
anche con periodi di inserimento nelle realtà culturali,
sociali, produttive, professionali e dei servizi, sono
riconosciuti con specifiche certificazioni di competenza
rilasciate dalle istituzioni scolastiche e formative"

Il linguaggio, volutamente vago, nasconde male il fatto che si
considerano "esperienze formative" dei normali periodi di lavoro
sottopagato o gratuito. Per salvare la faccia, si prevede, è
vero che "i piani di studio personalizzati, nel rispetto
dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, contengono un
nucleo fondamentale, omogeneo su base nazionale, che rispecchia
la cultura, le tradizioni e l'identità nazionale, e prevedono
una quota, riservata alle regioni, relativa agli aspetti di
interesse specifico delle stesse, anche collegata con le realtà
locali" ma questo "nucleo fondamentale" si riduce a un minimo di
strumenti culturali generici e sembra essenzialmente un
inquadramento ideologico.

Vale la pena di tornare ancora sull'"Alternanza scuola lavoro"
della quale parla l'articolo 4 della legge che è definita come
una "modalità di realizzazione del percorso formativo
progettata, attuata e valutata dall'istituzione scolastica e
formativa in collaborazione con le imprese, con le rispettive
associazioni di rappresentanza e con le camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura, che assicuri ai giovani...
l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del
lavoro... sentite le associazioni maggiormente rappresentative
dei datori di lavoro... sulla base di convenzioni con imprese o
con le rispettive associazioni di rappresentanza o con le camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con enti
pubblici e privati ivi inclusi quelli del terzo settore,
disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di tirocinio
che non costituiscono rapporto individuale di lavoro" Sono
previsti "...corsi integrati che prevedano piani di studio
progettati d'intesa fra i due sistemi, coerenti con il corso di
studi e realizzati con il concorso degli operatori di ambedue i
sistemi..." e non si dimenticano "gli incentivi per le imprese,
la valorizzazione delle imprese come luogo formativo e
l'assistenza tutoriale".

Insomma, le imprese entrano direttamente nella definizione dei
programmi, nella valutazione, nell'addestramento, si scelgono il
personale da fare lavorare gratis e vengono, questo va da sé,
pagate per la loro disponibilità. Non ci si dimentica, per
essere giusti, del personale della scuola e si afferma che "I
compiti svolti dal docente incaricato dei rapporti con le
imprese e del monitoraggio degli allievi che si avvalgono
dell'alternanza scuola-lavoro sono riconosciuti nel quadro della
valorizzazione della professionalità del personale docente."

Vi sarebbe molto altro da dire, in particolare sulla riforma del
primo ciclo, le vecchie elementari. Ci basta, per ora, rilevare
che, in mancanza di un'opposizione forte e chiara, il passaggio
alla scuola azienda, preparato negli anni passati dalla
sinistra, sarà un fatto compiuto grazie ad una destra che sembra
decisa a rompere gli ultimi indugi.

Cosimo Scarinzi 



http://www.ecn.org/uenne/


*******
                  *******
     ****** A-Infos News Service *****
          Notizie su e per gli anarchici

 Per iscriversi        -> mandare un messaggio a LISTS@AINFOS.CA e
                          nel corpo del msg scrivere SUBSCRIBE A-INFOS-IT
 Per informazioni      -> http://www.ainfos.ca/it
 Per inoltrare altrove -> includere questa sezione
 Per rispondere a questo messaggio -> a-infos-d-it@ainfos.ca




A-Infos Information Center