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(it) [alt.media] No Global, tre scarcerazioni, Caruso resta in cella
From
"Meletta" <meletta@aconet.it>
Date
Sat, 23 Nov 2002 10:33:29 -0500 (EST)
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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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da www.ilnuovo.it
No Global, tre scarcerazioni, Caruso resta in cella
Il Gip di Cosenza ha disposto la scarcerazione di tre delle persone arrestate una
settimana fa nell'ambito dell'inchiesta sui No global. Casarini: "Liberate tutti subito".
di Linda Marzocchini
NO GLOBAL: PRESIDI CONTRO GLI ARRESTI E DI SOLIDARIETA' CON GLI
OPERAI FIAT
COSENZA -"Non sussistono più esigenze di cautela nei confronti di Claudio
Dionesalvi e Gianfranco Tallarico, alla stregua delle dichiarazioni da loro rese in
sede di interrogatorio. Entrambi gli indagati con molta serenità hanno fornito
elementi a loro discolpa che dovranno certo essere verificati, ma soprattutto,
hanno esplicitamente e con decisione e chiarezza, elaborando un percorso
personale, ripudiato definitivamente il metodo della violenza nella lotta politica e
di non volere più delegare a gruppi la rappresentanza delle proprie idee". Su
questi presupposti il giudice per indagini preliminari Nadia Plastina ha scarcerato
due dei venti No Global arrestati una settimana fa in diverse città italiane.
"L'abiura della violenza rappresenta - secondo il gip - il presupposto del venir
meno della pericolosità sociale di chi se ne è reso autore: Claudio Dionesalvi e
Gianfranco Tallarico non possono essere considerati più socialmente pericolosi
e vanno rimessi in libertà".
Ovviamente soddisfatti gli avvocati difensori Giuseppe Mazzotta e Antonio
Sorrentino, anche se perplessi soprattutto perché le affermazioni del magistrato
non corrisponderebbero alla realtà di come si sono svolti gli interrogatori di pochi
giorni fa. "Entrambi i destinatari del provvedimento di scarcerazione hanno
affermato la loro natura pacifica - racconta l'avvocato Antonio Sorrentino -
dimostrata anche dalla rispettive professioni, Dionesalvi è insegnante di scuola
media, mentre Tallarico si occupa del recupero di handicappati". Quanto
all'accusa di associazione sovversiva "entrambi hanno risposto di non essere a
conoscenza di alcun gruppo che risponda a tale descrizione".
"Si tratta di un'ordinanza difficile da leggere - afferma l'avvocato Giuseppe
Mazzotta, difensore di Claudio Dionesalvi e Michele Santagata, il primo
scarcerato, il secondo ancora detenuto a Viterbo - in quanto non è facile capire
perché abbiano liberato questi ragazzi, dal momento che non c'è niente di nuovo,
non sono emersi elementi che giustifichino ciò che è successo". Secondo
Mazzotta "l'unica discriminante può essere individuata tra chi ha deciso di
rispondere all'interrogatorio e chi no, elemento che non può avere valenza
giuridica ma esclusivamente politica e che presenta comunque delle eccezioni,
dato che Santagata è ancora in cella, pur avendo risposto alle domande del
magistrato". Anche se nel caso di quest'ultimo risulterebbe come aggravante,
segnalata nella stessa ordinanza notificata oggi da Nadia Plastina, "una
precedente condanna per rapina e detenzione illegale di armi". Mazzotta ricorda
"anche chi ha deciso di rispondere alle domande dei magistrati, come i miei
assistiti, ha confermato la propria appartenenza al movimento e la volontà di
partecipare all'impegno di un'associazione politica pacifista che contesta l'attuale
ordinamento economico".
"Esterrefatto" si dice il difensore di Francesco Caruso, Carmine Malinconico, che
pur non avendo ancora letto l'intera ordinanza ha avuto comunque delle
anticipazioni:
"Tutto ciò è stupefacente, è l'ennesima dimostrazione che siamo di fronte a
un'inchiesta politica e non giudiziaria e che si stanno calpestando i diritti politici;
Caruso non ha risposto al magistrato durante il primo interrogatorio perché non
aveva avuto il tempo di prendere visione di tutti gli atti di sua competenza, ma di
certo Caruso non abiurerà perché non ha niente da abiurare".
In realtà l'ordinanza trasmessa oggi, pur non comportando novità per il leader
campano della Rete meridionale del Sud ribelle, fa comunque ampio riferimento
alle sue azioni. Molte pagine sono dedicate alla ricostruzione di presunti indizi e
prove a suo carico tra cui "un documento datato 29.10.02 nel quale Caruso (che
già dichiarava che avrebbe violato la zona rossa, perché questo era l'obbiettivo
della Rete - in occasione dei vertici istituzionali di Napoli e Genova, ndr - così
come devastare la città per rendere ingestibile il vertice ed esporre all'accusa di
incapacità le istituzioni italiane nel momento di confronto con la comunità
internazionale) esalta l'esperienza di Seattle come esempio di capacità di rivolta;
ritiene vitale per il movimento schiudere le porte a possibili scenari dirompenti di
sovversione sociale piuttosto che appassire; definisce la mobilitazione del 17
marzo 2001 a Napoli (proprio il giorno delle violenze di piazza) come salto di
qualità e punto di non ritorno; parla di Genova come dimostrazione della capacità
di relazionalità tra le reti locali e le reti globali".
"Caruso - scrive ancora il gip Nadia Plastina - coniuga disobbedienza,
antagonismo e sovversione sociale e preconizza azioni di guerriglia comunicativa
nel salernitano e l'occupazione delle agenzie interinali in tutte le cinque province; il
suo timore è che i moderati della sinistra si impadroniscano, incanalandola e
fagocitandola, di questa ondata di partecipazione sociale diffusa. Ma non ignora
il valore del danaro e conclude "vogliamo i soldi", frase tutt'altro che innocente se
pronunciata da chi ha subito una condanna per rapina". Questi in sostanza gli
indizi che inducono il gip a confermare la detenzione di Francesco Caruso nel
supercarcere di Viterbo. Restano nelle celle di Trani e Latina anche Michele
Santagata, Francesco Cirillo, Giuseppe Fonzino, Pierpaolo Solito, Salvatore
Stasi e Lidia Azzarita (compagna di Cirillo).
Quanto a Vittoria Oliva, destinataria del provvedimento di revoca degli arresti
domiciliari, la decisione è stata presa per le precarie condizioni di salute così
come per tutti gli altri destinatari del provvedimento che li trasferisce dal carcere a
un domicilio. Di Giancarlo Mattia, già era stata diramata la notizia che fosse
cardiopatico, e infatti sconterà l'arresto presso il convento dei cappuccini di
Catanzaro. Per Paolo Antonio Rollo è stata accertata la necessità di assistere la
figlia malata, mentre per Anna Curcio si fa riferimento a non meglio precisati
problemi di salute. L'unico a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari per
motivi diversi è Antonio Campennì per il quale il gip sostiene: "Il parere favorevole
all'attenuazione del regime restrittivo espresso dal p.m. è da ricondursi alle
dichiarazioni rese dal soggetto in sede di interrogatorio, che costituiscono in
qualche modo una presa di distanza dalla Rete". Per tutti comunque una
situazione già verificabile al momento dell'arresto.
Concordi le reazioni degli appartenenti alla Rete No Global nell'interpretare la
disparità di trattamento come "un tentativo di spaccare il movimento". Ad
affermarlo sono Pietro Rinaldi, portavoce dei Disobbedienti di Napoli, e don
Vitaliano delle Sala, il quale aggiunge: "Si tratta dell'ennesima provocazione, alla
quale reagiremo come abbiamo sempre fatto, andando avanti con le nostre
proteste". Sulla stessa linea anche Andrea De Bonis, portavoce dei Disobbedienti
di Cosenza, che legge le scarcerazioni e gli arresti domiciliari come "una
dimostrazione del fatto che l'inchiesta presenti dei lati oscuri con il teorema dei
Ros avallato dalla Procura". Per Giovanni Russo Spena, deputato di
Rifondazione comunista, "si assiste a un'articolazione delle posizioni processuali,
che comportano un errore sul piano giuridico: sono felice - afferma - per le
scarcerazioni concesse, che dimostrano l'assurdità del teorema
grottesco costruito sull'accusa di associazione sovversiva, ma sono notevolmente
preoccupato per la presa di posizione nei confronti degli altri indagati agli arresti
domiciliari, anche se penso che nei prossimi giorni la situazione verrà risolta dal
Tribunale del riesame di Catanzaro". Mentre per Luca Casarini, leader delle tute
bianche, "è un crimine averli arrestati e tenuti sequestrati. Devono essere tutti
scarcerati perché l'indignazione sta crescendo, ci cresce dentro e vogliamo
reagire all'ingiustizia". D'accordo Vittorio Agnoletto che chiede che "il Parlamento
avvii un'indagine sull'operato dei Ros dei carabinieri".
Soddisfatta infine delle notizia relativa alle scarcerazioni il sindaco di Cosenza,
Eva Catizone, che auspica di "vedere in testa al corteo di domani proprio Claudio
Dionesalvi e Gianfranco Tallarico, per rappresentare gli amici ancora in carcere e
quelli cui sono stati concessi gli arresti domiciliari".
(22 NOVEMBRE 2002, ORE 11:15, aggiornato alle 20)
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