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(it) Umanità Nova n.38 - Le monete alternative. Argentina: senza denaro, senza banche

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Date Fri, 22 Nov 2002 05:06:03 -0500 (EST)


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Da "Umanità Nova" n. 38 del 17 novembre 2002 


Le monete alternative. Argentina: senza denaro, senza banche
Dall'autogestione delle fabbriche a quella degli scambi 


Il governo argentino non ha rimborsato all'FMI i 3 miliardi di
dollari che erano in scadenza la prima settimana di settembre. E
non rimborserà neppure gli 836 milioni di dollari che scadono in
ottobre. Nel gergo dell'usura internazionale questo é un
"default". Nella vita quotidiana della gente comune, questa
parola si traduce così: disoccupazione galoppante, collasso del
sistema produttivo e commerciale, assoluta mancanza di soldi in
circolazione.

Le cronache ci hanno portato le notizie delle proteste popolari
massive e ripetute contro il congelamento dei conti bancari, i
blocchi stradali effettuati dai piqueteros, l'autorganizzazione
degli espulsi dalla produzione che rieditano forme associative
di mutuo appoggio per garantirsi diritti vitali. E sono nati
gruppi di autoproduzione per il pane, i mattoni, per
l'assistenza ai bimbi e agli anziani. Sono rimbalzate le notizie
sui circa 400 centri produttivi di cui si sono appropriati - o
sono stati assegnati - agli operai, dopo che i proprietari si
diedero alla fuga nel dicembre scorso.

I modi in cui le vittime della logica ferrea della macroeconomia
neoliberista si organizzano per far fronte alla situazione
includono anche gli acquisti comunitari. Liste di famiglie
centralizzano i loro acquisti, e con un camion vanno
direttamente alla fabbrica, per ridurre i costi ed ottenere
prezzi da grossisti.

E poi vi sono settori sempre più numerosi, famiglie in cui tutti
sono stati licenziati, che già non hanno redditi monetari, e han
dato vita alla Rete Globale del Baratto. Si tratta di reti di
scambio di merci e di servizi che usano una moneta alternativa
denominata "credito". Sembra paradossale, però la risposta alle
drammatiche conseguenze prodotte dalla dittatura
fondomonetarista, é il ricorso all'antico sistema del baratto.

Nel maggio del 1995, i primi nuclei della futura Rete Globale
del Baratto cominciarono, tra mille difficoltà, a dare una
risposta concreta e pratica al darwinismo sociale che
caratterizzava la politica irresponsabile del governo argentino.
E lo faceva appellandosi alla mutua solidarietà per combattere
l'esclusione, alla capacità di mettere in comune beni e
competenze, e scambiarseli. 

Oggi la Rete é composta da 5800 gruppi, che sommano ben 2
milioni e mezzo di persone. Recentemente si é creata anche
un'altra rete, quella del Baratto Solidario che riunisce 800
mila persone organizzate in 1500 gruppi. Se si tengono presenti
le rispettive famiglie, non é una esagerazione dire che una
diecina di milioni di persone risolvono, almeno parzialmente, i
problemi della sopravvivenza grazie all'economia alternativa e
alla moneta sociale denominata "credito".

Questa moneta, raccoglie e riattualizza l'eredità di Silvio
Gesell, che negli anni '20, durante la grande depressione, fu
ministro delle finanze della breve Repubblica dei Consigli
Operai e Contadini della Baviera. In quella circostanza, Gesell
emise una moneta che doveva circolare velocemente, che si
"ossidasse", e che fosse il più possibile simile alle merci,
cioè che perdesse un po' del suo valore con il passar del tempo.
Era una moneta che doveva servire solo come mezzo di scambio e
che non era vantaggioso accumulare. Per conservare il suo valore
nominale, era necessario applicare un bollino mensile pari
all'1% del suo valore. Si constatò che circolava con una
velocità 40 volte maggiore a quella dei marchi ufficiali
iperinflazionati.

Gesell non arrivò mai a vedere il suo denaro "ossidabile" in
circolazione. Tuttavia un decennio dopo, in cinque comuni
dell'area meridionale germanica e austriaca i rispettivi
consigli comunali, per porre un freno alla disoccupazione
incontenibile, fecero ricorso a questo strumento. A decretare la
fine dell'esperimento arrivò il divieto della banca centrale. 

L'Argentina massacrata dall'FMI e dai suoi governanti inetti e
corrotti, é protagonista del primo e storico esperimento su
scala di massa del denaro alternativo che penalizza
l'accumulazione, che si limita ad essere unità di conteggio e
mezzo di scambio. I "credito" misurano solo le ore di lavoro
contenute nei servizi e nei beni che si scambiano.

Siamo in presenza di un fenomeno di non trascurabile importanza
che attrae l'attenzione dei falsari, delle istituzioni pubbliche
e degli accademici. Nella circolare del 28 agosto, la Rete
Globale del Baratto annuncia l'emissione di nuovi "credito" per
neutralizzare la crescente falsificazione. Le nuove banconote,
prodotte direttamente con la tecnologia comprata dalla Rete,
avranno filigrana, numerazione stampata con laser e codice a
sbarre. Inoltre, quando si fotocopiano, apparirà la dicitura
"copia". Annunciano che a partire dal 2003, i "credito"
perderanno l'1% mensile del proprio valore, e giustificano tale
misura con riferimenti a Gesell e all'economista Margritte
Kennedy.

La falsificazione non ne ha frenato l'espansione, visto che le
liste di scambio si estendono ora anche ai medici, oculisti,
architetti, orti organici, disoccupati, scuole di musica,
turismo, massaggi ecc. E aumenta anche la periodicità delle
Fiere in cui tutti i gruppi appartenenti alla rete si riuniscono
per proporre al pubblico, che affluisce in gran numero, la lista
dei servizi, delle professionalità e delle merci disponibili
allo scambio.

Nella provincia di Mendoza vi é stata la prima riattivazione di
una piccola fabbrica che, prima della chiusura, impiegava un
centinaio di dipendenti. Hanno riaperto i battenti grazie a un
"prestito di onore" concesso dalla Rete, attraverso il gruppo
PYMES che riunisce micro-industriali falliti. I proprietari
hanno potuto contare sul lavoro di elettricisti e muratori
retribuiti con "credito", e potranno pagare così anche le future
maestranze.

La rilevanza di questa nuova economia non sfugge nemmeno alle
istituzioni pubbliche, che vorrebbero metter mano in questa
materia per regolarizzarla e disciplinarla sotto un controllo
centrale. Questi tentativi sono finora falliti perché cozzano
contro questioni come la legittimità di sottoporre le reti
solidarie al regime fiscale e alle tassazioni. Il vasto spazio
sociale che vive dei "credito" si sottrae a queste attenzioni,
rifiuta l'abbraccio istituzionale, sostenendo che loro non
creano profitti accumulabili ma solo benefici sociali immediati.
E difendono gelosamente la loro autonomia contro la classe
politica, che in Argentina é screditata oltre ogni
immaginazione. "Che se ne vadano tutti!" é lo slogan che gridano
a muso duro.

A livello locale, invece, i municipi della provincia di Buenos
Aires, di Chabacano, Quilmes e Avellaneda accettano i "credito"
per il pagamento delle tasse.

Dodici province, a loro volta, han già dovuto far ricorso
all'emissione di segni monetari locali per far fronte al
mantenimento dei residuali servizi sociali. Però la moneta di
maggiore accettazione e circolazione é il "credito", perché ha
la credibilità fornita da alcuni milioni di persone che ne fanno
regolarmente, o saltuariamente, uso. Rispetto ai titoli emessi
dalle province, sono più attrattivi perché presentano il gran
vantaggio che non implicano ulteriore emissione di debito, che a
sua volta genera ulteriore accumulazione di interessi.

Come é pensabile che l'Argentina, paese storicamente
agro-esportatore, oggi non riesca a garantire le calorie
sufficienti a molti dei suoi cittadini? Com'é stato possibile
che un paese che al tempo della dittatura militare risolveva i
problemi alimentari dell'Unione Sovietica fornendogli tutto il
grano di cui aveva bisogno, oggi é una economia che non riesce a
soddisfare i bisogni alimentari della sua gente? 

Gli unici in grado di rispondere sono i savi del Fondo Monetario
Internazionale. Un manipolo d'un migliaio di tecnocrati più
megalomani e scellerati dei pianificatori sovietici. Se questi
ultimi erano responsabili di pianificare l'attività umana della
terza parte del pianeta, l'FMI ha la pretesa di pianificare
il... mondo intero! Ad unico ed esclusivo vantaggio dei 7 paesi
più ricchi e, all'interno di questi, a vantaggio dei signori del
denaro, cioè il 2% della popolazione. 

Gli argentini sapevano produrre per sé e per il mondo. Poi é
arrivato il miracolo neoliberista e ora non hanno a sufficienza
neppure per se stessi. Fame vostra, accumulazione mia, dice l'FMI. 

Nel frattempo, c'è chi sta dimostrando che si può - e si deve -
prescindere dai banchieri se si vogliono risolvere problemi
immediati di sopravvivenza e di socialità. Si sono riappropriati
dell'uso di un utensile trascurato e decisivo - affatto neutrale
- quale la moneta, piegandola alla misura delle comuni
necessità. È un granello di sabbia nel meccanismo di un sistema
basato sulla riproduzione perenne del debito. Il premio Nobel
Perez Esquivel sintetizzò così: "Mi presti 1, quando ti ho
rimborsato 2, ti devo ancora 3."

Tito Pulsinelli


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