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(it) USI-AIT: Solidarietà a tutti gli arrestati e alcune considerazioni sulla repressione
From
Segreteria USI-AIT <usi-ait@ecn.org>
Date
Wed, 20 Nov 2002 11:23:24 -0500 (EST)
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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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SOLIDARIETA' PER TUTTI GLI ARRESTATI
E ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLA REPRESSIONE IN ATTO
La segreteria dell'USI-AIT (Unione Sindacale Italiana)
nell'esprimere la piena e militante solidarietà del nostro
Sindacato a tutti i compagni arrestati ed incriminati dalla
procura di Cosenza, intende formulare alcune considerazioni
sulla fase repressiva che stiamo vivendo.
L'estensione delle accuse fino alla carcerazione per reati
d'opinione, con l'uso dell'art. 270 bis (tra l'altro modificato
in senso peggiorativo il 15.12.01, con la scusa dell'11
settembre e con la complicità di tutto il partito unico
parlamentare dalla destra alla sinistra dell'Ulivo) mette a
rischio la possibilità per tutta l'opposizione sociale e
sindacale, di poter continuare ad operare liberamente in Italia.
Infatti qualsiasi montatura può essere facilmente costruita dal
potere contro associazioni (e contro chi partecipa ad
associazioni, o solo presti assistenza con vitto, ospitalità,
mezzi di trasporto e di comunicazione) che operano per
sovvertire "l'ordine democratico". Addirittura viene contestato
ai compagni arrestati di aver cercato di turbare l'ordinamento
economico e l'esercizio della funzioni del governo.
Se per sovvertire l'ordine economico intendono la loro società
fondata sullo sfruttamento selvaggio e l'oppressione, se per
ordine democratico intendono i loro governi e le loro azioni
militari guerrafondaie e criminali, bè allora tutta
l'opposizione sociale e sindacale è sovversiva e può essere
messa fuorilegge in ogni momento. La legge modificata si estende
poi anche ad eventuali azioni contro stati esteri, istituzioni
ed organismi internazionali.
L'aver preso a pretesto i fatti di Napoli e Genova per
affiancare "atti violenti" alle associazioni e ai compagni da
colpire è un fatto gravissimo in quanto dopo aver massacrato,
ucciso e torturato, le forze dello stato ora colpiscono e
incarcerano chi ha subito la repressione. Mattanze, quelle di
Napoli e di Genova che, non ci scorderemo mai di ricordarlo,
ancora una volta hanno visto la responsabilità organizzativa ed
esecutiva sia del Polo che dell'Ulivo nelle violenze poliziesche
contro i manifestanti.
L'USI-AIT chiama alla lotta e alla massima vigilanza in questi
oscuri momenti che, probabilmente, precedono di poco lo
scatenamento di una terribile nuova guerra (contro la
popolazione dell'Iraq).
Siamo convinti che l'ondata reressiva in atto tende anche a
colpire un movimento contro la guerra che, come Firenze ha
dimostrato, può fermare il paese con un grande sciopero
antimiltarista e colpire a fondo la macchina bellica messa in
moto dai signori della morte.
Su questa strada l' USI-AIT non inende indietreggiare. Anche
noi, da sempre siamo sovversivi (e fieri di esserlo), pronti a
fermare lo sfruttamento e la guerra, per sostituire alla
violenza degli stati e del capitale una società libera,
federalista ed autogestionaria.
Careri Gianfranco
Segreteria USI-AIT /Unione Sindacale Italiana)
per contatti: usi-ait@ecn.org
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