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(it) Fascisti a Sestri: volantino FdCA

From Parodi Stefano <S.Parodi@datasiel.net>
Date Wed, 20 Nov 2002 07:57:39 -0500 (EST)


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SESTRI E IL FASCISMO: UN PO' DI STORIA

Sabato 19 ottobre i fascisti del Fronte Nazionale sono venuti "con 
striscione e bandiere, contro i licenziamenti e la crisi della Fiat nel 
quartiere operaio di Sestri Ponente" (citazione dal sito web del 
Fronte Nazionale). Sono venuti a distribuire volantini "a sostegno dei 
lavoratori Fiat". 

Evidentemente non conoscono bene la storia di Sestri e dei rapporti 
tra i lavoratori sestresi e il fascismo: una storia fatta di lotte, 
resistenza, difesa degli ideali solidaristici che hanno sempre 
caratterizzato la comunità sestrese da una parte e di persecuzioni, 
spedizioni punitive, aggressioni armate, arresti, uccisioni dall'altra.
Intendiamoci, liberissimi di farlo, noi anarchici siamo i primi a 
rivendicare il diritto di tutti ad esprimere le proprie idee; pensiamo 
tuttavia che un'operazione del genere rappresenti più che altro una 
provocazione, soprattutto alla luce dei rapporti che sono 
storicamente intercorsi tra Sestri e il fascismo e del ruolo simbolico 
di "cittadella rossa" che la nostra delegazione ha sempre avuto.
Del resto in periodi di crisi e conflitto sociale, come quello che si sta 
ormai delineando in Italia, è normale assistere al proliferare di 
provocazioni di marca fascista, come i recenti e gravi episodi dei 
Martiri della Benedicta e di Sestri Levante dimostrano.

Abbiamo quindi deciso di fare un po' di chiarezza sulla questione e 
soprattutto ricordare la tradizione antifascista dei lavoratori sestresi 
al fine di evitare che nell'ignoranza della storia possano passare 
facili revisionismi e pericolosi fraintendimenti. Ne approfittiamo 
anche per ricordare il ruolo centrale che hanno avuto gli anarchici 
nella tradizione operaia e antifascista sestrese.

Nel numero 37 del settimanale anarchico Umanità Nova del 10 
novembre 2002 è pubblicato un articolo storico dal titolo "Sestri, oh 
cara! Una cittadella proletaria, anarchica e sovversiva dall'avvento 
del fascismo alla resistenza" che fornisce un interessante quadro dei 
rapporti tra gli operai sestresi e il fascismo visto da una prospettiva 
anarchica. Da questo articolo abbiamo tratto le citazioni riportate nel 
seguito.

Cominciamo la nostra piccola rivisitazione storica con il ricordare le 
battaglie sostenute dai lavoratori sestresi contro i fascisti negli anni 
venti e culminate nella difesa della Camera del Lavoro di Sestri (che 
in quegli anni contava circa 14.000 aderenti a maggioranza 
anarcosindacalista) presa d'assalto dai fascisti e dalle guardie regie:

"Quattro luglio 1921: squadre fasciste assaltano la Camera del 
Lavoro di Sestri. Nelle loro intenzioni è l'attacco decisivo dopo mesi 
e mesi di provocazioni e di aggressioni contro i lavoratori e la 
popolazione della cittadella sovversiva del genovesato. Se si passa a 
Sestri, si passa a Genova, e se si passa a Genova anche il nord 
Italia cadrà in fretta. È questo il ragionamento - d'altra parte 
fondato - che ispira i capoccia fascisti e che porta a pianificare 
l'azione con cura. Sono presenti squadristi di altre regioni 
(prevalentemente toscani) e come di consueto carabinieri e polizia 
(con due autoblindo) che devono garantire "l'ordine". Dentro la 
Camera del Lavoro sono però attestati un centinaio di operai e 
militanti, in gran parte armati, che sono decisi a resistere. La 
sparatoria è violenta e dura fino all'alba del 5, due saranno i feriti 
gravi tra gli aggressori. Solo allora i difensori si ritirano da un'uscita 
secondaria e i fascisti possono entrare, preceduti da un autoblindo 
che sfonda il cancello. È vittoria per i fascisti, ma una vittoria molto 
parziale. Infatti nei mesi successivi la CdL sarà riaperta, di nuovo 
chiusa e così via fino alla chiusura definitiva nel settembre del 1922, 
in un altalenarsi di vicende che testimoniano tutte le difficoltà dei 
fascisti ad espugnare la "fortezza proletaria" del ponente."

In questo periodo vi furono "duri scontri tra fascisti, guardie regie da 
una parte, operai, Arditi del Popolo, sindacalisti, anarchici e 
comunisti .... Le spedizioni punitive dei fascisti ormai sono all'ordine 
del giorno, ma continuano a trovare opposizione, anche se sempre 
più debole. Nelle fabbriche si cerca di resistere, l'ultimo sciopero 
generale, proclamato il 31 luglio del '22, viene seguito con grande 
compattezza dalla classe operaia sestrese, ma è veramente il canto 
del cigno. Il 3 agosto i fascisti scatenano l'attacco definitivo contro 
Genova e Sestri. Dopo un paio di giorni di vera battaglia la 
resistenza antifascista è piegata, centinaia di squadristi controllano 
le strade e presidiano gli stabilimenti. Si scatena la caccia al 
"sovversivo". Solamente a Sestri oltre seicento operai, per sfuggire 
alle persecuzioni fasciste, devono espatriare (prevalentemente in 
Francia) entro la fine del 1922. Molti altri vengono arrestati o, 
comunque, perdono il posto di lavoro."

Si chiude così la prima fase della lotta e si apre una fase di 
"resistenza sotterranea, nascosta, ma palpabile...", di cui riportiamo 
un significativo episodio:

"Sei giugno 1938. Mussolini è in visita a Genova. Decine di migliaia 
di operai vengono coattamente avviati a presenziare al discorso del 
Duce a Sestri. È un bagno di folla, ma non di quelli a cui è abituato il 
gerarca fascista: l'atteggiamento della massa operaia è gelido e 
ostile. Mussolini se ne va, inferocito, e giura che non tornerà più a 
Genova."

Dopo questa "stagione cupa in cui il fascismo trionfante e 
stabilizzato celebra i suoi "fasti"", giunge infine la terza e ultima fase 
della lotta tra Sestri e il fascismo, quella definitiva, "quella 
dell'attività cospirativa clandestina e armata che porta alla 
costituzione dei GAP prima e della brigate SAP in un secondo tempo 
. . . . Il distaccamento Gori e gli anarchici sestresi partecipano 
attivamente a tutte le azioni contro i nazifascisti a partire 
dall'occupazione militare di Sestri, tenuta per due giorni, il 25 e 26 
ottobre 1944, dall'azione congiunta di tutte le brigate SAP che vi 
operavano, per finire ai giorni dell'insurrezione, 23-24 e 25 aprile 
1945." 



Ci sembra giusto e doveroso infine ricordare gli anarchici sestresi 
caduti nella lotta partigiana e antifascista e chiudere con l'elenco dei 
loro nomi:

Pietro Bigatti, Mario Bisio, Natalino Capecchi, Antonio Castello, 
Giacomo Catani, Emanuele Causa, Mario Colandro, Mario Daccomi, 
Domenico De Palo, Otello Gambelli, Attilio Parodi, Rinaldo Ponte, 
Umberto Raspi, Bruno Raspino, Ernesto Rocca, Emanuele Sciutto, 
Dario Stanchi, Walter Stanchi, Cipriano Turco, Rizzieri Vezzola. 


Federazione dei Comunisti Anarchici - Sez. Nino Malara Genova
 



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