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(it) FIRENZE: dopo il no alla guerra ora proviamo a fermare la macchina bellica

From Segreteria USI-AIT <usi-ait@ecn.org>
Date Mon, 11 Nov 2002 05:55:13 -0500 (EST)


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      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
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FIRENZE: DOPO IL NO ALLA GUERRA ORA PROVIAMO A FERMARE LA
MACCHINA BELLICA

Una folla eccezzionale quella che il 9 novembre ha manifestato a
Firenze contro la guerra e i preparativi di attacco all'Irak.
Poco interessa sapere se erevamo mezzo milione o un milione,
l'importante  che un popolo  finalmente sceso in piazza, in
quella che probabilmente  stata la pi grande manifestazione
europea contro la guerra di tutti i tempi, per dire il suo no
netto all'intervento militare contro un altro popolo, un no
completo, senza se e sensa ma.

L'USI-AIT pur non aderendo ai contenuti del Social Forum (che
giudichiamo verticistici, isituzionali e in parte interni alle
stesse logiche capitalistiche) si  fortemente mobilitata per la
manifestazione contro la guerra, individuandola come un buon
punto di partenza, come lo  stato lo sciopero generale del 18
Ottobre, per la lunga battaglia antimilitarista che ci attende.

Per questo abbiamo costiuito, come USI-AIT, uno nostro spezzone
autonomo di corteo alla manifestazione contro la guerra. 

Spezzone che si  rapidamente unificato con quello dei compagni
anarchici ed antimilitaristi dando vita a un grande serpentone
rossonero che si  andato continuamente ingrossando raggruppando
alla fine circa 5000 persone.

Con lo striscione del nostro sindacato, i canti di lotta e gli
interventi scanditi dalle trombe del furgone dell'Unione che
apriva il corteo libertario e con molte bandiere dell'USI hanno
manifestato nostri attivisti e simpatizzanti provenienti da
Toscana, Liguria, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia,
Friuli-V.Giulia, Marche e Campania.

Grande la partecipazione di fiorentini ed immigrati che durante
il percorso hanno accolto con gioia e partecipazione il corteo.
Tra i tanti bei momenti che possiamno ricordare ci viene in
mente quando, verso la fine della manifestazione, il furgone
dell'USI i cui altoparlanti trasmettevano il canto partigiano di
"Bella ciao"  avanzato tra due lati di folla applaudente.

Ora per ci preme ricordare a tutti che in questa fase non basta
dire solo no alla guerra e che alcune componenti presenti a
Firenze (CGIL, partiti vari della "sinistra" istituzionale)
hanno fino a ieri coperto ed approvato crudeli guerre che hanno
colpito altri popoli (Irak, Somalia, Jugoslavia, Afghsanistan).
Crimini di guerra che, ad esempio con i bombardamenti e
l'aggressione alla Jugoslavia nel 1999, hanno visto queste
componenti (allora al governo o affiancatrici di esso) come
dirette responsabili dei massacri.

Quindi nessuna ambguit , nessun compromesso oggi.

Ne ci si potr nascondere sulle scelte di un ONU comunque sempre
asservito agli interessi guerrafonai dei potenti della terra
Questa guerra non pu essere rifiutata solo a parole. Questa
guerra va combattuta, disertata, boicottata e sabotata.

Un grande sciopero generale ed un antimilitarismo, d'azione e di
lotta, diffuso ed esteso, sono le indicazioni che l'USI oggi d.

PROVIAMO A FERMARE VERAMENTE QUESTA GUERRA

La Segreteria USI-AIT
(Unione Sindacale Italiana)

sito USI: http://www.ecn.org/usi-ait/ (per contatti: usi-ait@ecn.org)



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