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(it) 9 novembre spezzone per la Palestina [EXCERPT]

From cpa <cpa@ecn.org>
Date Fri, 8 Nov 2002 07:23:17 -0500 (EST)


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RACCOGLIAMO  GLI APPELLI PER LA COSTITUZIONE DI UNO SPEZZONE IN 
SOLIDARIETA' AL POPOLO PALESTINESE, CONTRO LE LISTE NERE USA E UE NEL 
CORTEO DEL 9 NOVEMBRE CONTRO LA GUERRA A FIRENZE. INVITIAMO TUTTE LE 
REALTA', I COLLETTIVI, I COMITATI DI SOLIDARIETA' AL POPOLO PALESTINESE A 
CONCENTRARSI ALLE ORE 13.00 ALLA "OVONDA"  FORTEZZA DA BASSO LATO MUGNONE.

L'appuntamento del 9 novembre a Firenze, con la mobilitazione 
internazionale contro la guerra permanente, rappresenta un importante 
momento di crescita per un movimento europeo e mondiale che sappia mettere 
al centro della propria iniziativa politica il rifiuto della guerra 
imperialista..

Una guerra ormai continua che dalla Yugoslavia passa per la Cecenia fino ad 
arrivare al Medio Oriente, attraverso la quale gli stati guida del capitale 
internazionale, e principalmente USA e GB, cercano di imporre e rafforzare 
il proprio dominio politico ed economico su tutte le aree del pianeta, con 
la ridefinizione delle gerarchie tra gli stessi stati a capitalismo 
avanzato. La guerra diventa "lo" strumento che garantisce questo dominio, 
l'unico metro per la definizione dei rapporti internazionali, di fatto 
l'unico metodo nella politica estera di quei paesi che, per la crisi 
economica incombente, per la competizione tra stati, necessitano di imporsi 
e di bloccare "preventivamente" non solo qualsiasi ipotesi di cambiamento 
sociale ma anche qualsiasi ipotesi di redistribuzione del potere.
La futura guerra contro l'Irak assume così un significato chiaro, sia per 
la definizione appunto degli interessi geopolitici nell'intera area 
mediorientale, con il controllo delle risorse energetiche, sia per lo scopo 
di mettere a tacere e soffocare attraverso lo strapotere militare, quegli 
stati o quei popoli che non accettano le imposizioni e le regole dettate da 
Washington., nonché intervenire in un'area dove Unione Europea, Russia, 
Cina cercano di allargare il proprio spazio politico economico attraverso 
alleanze con le potenze regionali come Iran e lo stesso Irak.
 
L'alleanza strategica Israele-Turchia, con la ovvia supervisione USA, 
evidenzia questa strategia su entrambi i piani, costruendo un rapporto 
preferenziale nello sfruttamento delle materie prime (acqua) ed un polo 
militare dotato di nucleare (Israele) con il secondo esercito della NATO 
(Turchia), che sia capace di esercitare una forza dissuasiva e deterrente 
nei confronti delle altre potenze regionali (Iran, Siria, Arabia Saudita..).

Appare chiaro quindi come la lotta di resistenza del popolo palestinese 
rappresenti uno dei maggiori ostacoli per il completamento di questi piani, 
impedendo una gestione del conflitto, e di un'eventuale negoziazione, 
conforme agli interessi imperialistici, contribuendo a far crescere nelle 
intere popolazioni arabe la consapevolezza della subordinazione dei loro 
governi (Egitto, Giordania Arabia Saudita..) verso gli Usa.

Come affermato dal Segretario alla Difesa USA D. Rumsfeld la soluzione alle 
rivendicazioni palestinesi "passa per la guerra all'Irak", con ciò 
mostrando la reale volontà Usa di sottomettere e reprimere le legittime 
aspirazioni del popolo palestinese, che in questi anni di Intifada ha 
seriamente messo in crisi i fragili equilibri dell'area e le strategie di 
Usa ed Isralele.

Si ricorre con frequenza all'equazione tra resistenza palestinese e 
cosiddetto terrorismo per avallare qualsiasi futura azione repressiva verso 
i palestinesi, aspettando la guerra per cercare di "risolvere" 
definitivamente la questione palestinese, magari con un'ennesima 
aggressione militare che costringa la popolazione all'ennesimo esilio 
forzato verso la Giordania o il Libano.

Consideriamo quindi centrale il ruolo che la questione palestinese svolge 
all'interno dell'area e la forza che ha espresso ed esprime la sua 
resistenza nel contrapporsi agli interessi del capitale nella regione.

Mentre innumerevoli guerre si combattono, anche all'interno dei confini 
nazionali gli stati occidentali portano avanti una guerra senza regole 
contro tutti i movimenti che cercano di opporsi alle logiche del capitale, 
fatta di arresti, controllo sociale, pacchetti sicurezza (in cui 
centrosinistra e destra si rincorrono a chi è più repressivo), 
uniformazione dei sistemi giuridici senza nemmeno prevedere garanzie 
formali, campagne stampa e governative (ne stiamo vedendo un chiaro esempio 
proprio in questi giorni con le gravissime affermazioni di Pisanu, 
"manterremo l'ordine a tutti i costi", o con la sospensesione di fatto 
degli accordi di Schengen)  atte a screditare, criminalizzare e dividere i 
movimenti di opposizione sociale, sindacale e politica, oltre agli attacchi 
allo stato sociale ed ai diritti dei lavoratori.. Non è certo questa 
l'Europa democratica di cui spesso vanno parlando esponenti della pseudo 
sinistra italiana, a cui dovremmo affidare l'opposizione alla guerra ed 
agli Stati Uniti, mentre non si comprende a pieno il ruolo che essa svolge 
negli equilibri internazionali, dove le forze capitaliste si ricompongono 
nell'aggressione a chi possa rappresentare loro una minaccia. Altro esempio 
di ciò "la lista nera delle organizzazioni terroriste" stilata dagli Usa e 
prontamente ripresa dalla UE <SNIP>

Le liste nere evidenziano ancora, nel caso ve ne fosse bisogno, come 
l'Europa di Maastricht e di Schengen, della chiusura delle frontiere e 
delle leggi contro gli immigrati, tratta le aspirazioni dei popoli e la 
giustizia sociale: con la repressione, la galera, la messa fuorilegge, la 
privazione di una identità politica rivoluzionaria.

Solidarietà alle organizzazioni inserite nelle liste nere
Solidarietà all'Intifada
Contro la guerra del capitale lotta di classe internazionale

Centro Popolare Autogestito Firenze sud
(0556580479)
VIA VILLAMAGNA 27A




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