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(it) 05.11.02 cena benefit per gli arrestati di Valencia

From Torre Maura Occupata <torremaura@libero.it>
Date Fri, 1 Nov 2002 14:08:09 -0500 (EST)


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TORRE MAURA OCCUPATA

VIA DELLE AVERLE 10 BUS 312/105/556!!

MARTEDI 5 NOVEMBRE 2002

NO QUEREMOS MAS PRES@S Y LUCHEREMOS POR ELLO

CARCELES DEMOLICION!!!

CENA BENEFIT PER GLI ARRESTATI DI VALENCIA

DALLE ORE 20.30 CUCINA VEGAN BIRRERIA MUSICA DISTRIBUZIONE DI
MATERIALE INFORMATIVO SULLE RECENTI VICENDE REPRESSIVE DI
VALENCIA DISTRIBUZIONE MATERIALE ANARCHICO

Il testo che segue, scritto da compagne di Valencia, è una
cronostoria degli avvenimenti ed una analisi della situazione
repressiva nello stato spagnolo e in specialmodo nella loro
città.

SULLA REPRESSIONE A VALENCIA:

NUOVA MONTATURA GIURIDICO-POLIZIESCA NELLO STATO SPAGNOLO

Dall’anno 2001 nella città di Valencia la repressione è andata
in crescendo: sei case sono state sgomberate, altrettante
perquisite e più di 40 persone sono state arrestate (anche
arbitrariamente) durante sgomberi, azioni di resistenza e
sabotaggi. Durante questo periodo la stampa si è impegnata a
criminalizzare i movimenti e le forme di opposizione alla
totalità del sistema stabilito, relazionandoli alla kale borroka
(la guerrilla urbana in Euskal Herria, i Paesi Baschi) e
stabilendo in questo modo presunti legami con il movimento di
liberazione nazionale basco.

Il 30 d’ agosto di questo anno Juan Gabriel Cotino, ex-direttore
generale della polizia nazionale (durante gli ultimi 5 anni),
membro dell’Opus Dei e proprietario di una delle imprese
costruttrici che più speculano nella città di Valencia, assume
ufficialmente l’incarico di Delegato di governo della Comunità
Autonoma Valenciana. Venerdì 11 di ottobre si è svolto in tutta
normalità, un corteo nel quartiere di Velluters convocato dalla
piattaforma neofascista España 2000, con la protezione della
polizia nazionale. Questa manifestazione si può considerare il
punto di partenza di un’offensiva che è durata una settimana. Lo
stesso venerdì 500 persone che pretendevano di bloccare il
corteo sono state intimidite e identificate da più di 20 agenti
della brigata d’ informazione (l’equivalente della Digos
italiana) scortati da più di 10 furgoni di celerini.

Sabato 12, il Diario de Valencia ha pubblicato un articolo
collegando l’antifascismo alla kale borroka con il proposito di
creare allarme sociale, spianando la strada alla repressione
conseguente. Lo stesso giorno una persona è stata arrestata
davanti alla porta di un centro sociale da 6 sbirri accorsi con
le pistole spianate e accompagnati da due macchine e da un
furgone della polizia. Durante l’arresto gli sbirri hanno
cercato di intimidire il compagno facendogli credere di essere
perseguibile nei termini della vigente legge antiterrorista ed
il giorno successivo, una volta condotto davanti al giudice, lo
hanno informano di dover semplicemente nominare un avvocato.

Lunedì 14 è stato sgomberato il CSO Malas Pulgas, nel quartiere
del Cabanyal, senza ordine giudiziario e con una forte presenza
di polizia, ponendo fine a più di 2 anni e mezzo di vita del
posto. Durante lo sgombero una persona è stata arrestata con le
stesse ragioni che avevano motivato l’arresto del sabato scorso.
Adesso la casa è sorvegliata dalla Levantina de seguridad,
un’impresa vincolata a España 2000.

Martedi 15 alcuni mezzi d’informazione hanno parlato dello
sgombero, criminalizzando il movimento delle occupazioni e
collegandolo con la kale borroka. Lo stesso pomeriggio sono
state arrestate 4 persone che si cerca di relazionare con lo
sgombero e con la distruzione di una agenzia immobiliaria. Per
tre giorni queste persone sono rimaste detenute nella questura
centrale senza poter contattare nessuno, mentre a familiari e
avvocati non è stato permesso comunicare con loro né informarsi
sui capi d’accusa. Chiunque abbia cercato di mostrare la propria
solidarietà verso i compagni detenuti è stato intimidito e
schedato.

Venerdì 18 i quattro sono stati trasferiti nel carcere di
Picassent, dove rimarranno in attesa di un processo per i reati
di associazione illecita di stampo terrorista, disordini
pubblici, danni e lesioni; sulle indagini vige il segreto
istruttorio e il pubblico ministero chiede da 10 a 15 anni.

L’irrigidimento delle politiche neoliberiste e l’incremento
della repressione a livello europeo hanno avuto il proprio
riflesso nello stato spagnolo a partire dal 2000, con la riforma
della legge antiterrorista e l’estensione dei reati in essa
compresi.

La nuova legge si riferisce tanto a gruppi armati quanto a
individualità sovversive ed amplia il concetto di terrorismo
rendendolo applicabile a qualsiasi azione volta a sovvertire
l’ordine stabilito. L’irrigidimento delle pene e la facilità di
applicazione della nuova legge ha creato un clima di repressione
che in Euskal Herria raggiunge livelli brutali. Nel resto dello
stato la legge ha iniziato ad essere applicata all’area
libertaria a partire dalla montatura giuridico-poliziesca ai
danni di un membro della CNA (Cruz Negra Anarquista) di Madrid e
successivamente di altri tre compagni, tutti implicati nella
lotta contro il carcere.

Questa situazione si è rafforzata a partire dalla crociata
mondiale contro il terrorismo. Il governo Aznar si è visto così
legittimato e appoggiato dalle principali potenze
internazionali.

Per di più la presidenza spagnola dell’Unione Europea nel primo
semestre del 2002 ha significato un crescente aumento della
presenza e della molestia della polizia per le strade delle
città, in aggiunta alle perquisizioni ed agli sgomberi
effettuati in tutto il territorio dello stato.

A Valencia i piani del dominio per intensificare lo sfruttamento
economico e parallelamente il controllo sociale si realizzano
attraverso una politica territoriale distruttiva diretta a
chiudere i conti con le realtà che ancora sfuggono alle logiche
del sistema capitalista.

Di fronte a tutto ciò in alcuni dei quartieri colpiti si sono
sviluppate esperienze spontanee di resistenza e sabotaggio a
progetti di "riqualificazione", come ad esempio il piano di
ampliamento del porto marittimo che pretende di distruggere
l’intera borgata della Punta.

In questa zona coltivata adiacente alla città, in aggiunta alla
preesistente resistenza degli abitanti, sono state occupate
negli ultimi due anni circa 12 case e 5 campi, con la creazione
di esperienze autogestionarie quali una collettività agricola ed
una cooperativa di produzione e distribuzione di pane. Al
momento è già iniziata la demolizione delle case e la
distruzione dei campi coltivati e la Punta vive in uno stato di
occupazione per cui nei giorni di massima tensione si è arrivati
a vedere 8 furgoni di celerini, una decina di moto , elicotteri
e unità della polizia nazionale ed un gran numero di agenti
della brigata d’informazione.

Inoltre nel quartiere del Cabanyal la resistenza degli abitanti
è riuscita a paralizzare il piano di prolungamento di un viale
che distruggerebbe il quartiere per collegare la metropoli al
mare. Anche lì si è creata una rete di resistenza che include
occupazioni e diversi progetti di controinformazione e appoggio
a persone prigioniere.

In altri quartieri del centro della città come Zaidía e il
Carmen, si sono create situazioni di scontro con la quotidianità
imposta. La creazione di un’assemblea antiautoritaria nel
quartiere di Zaidía e la diffusione della cultura anarchica nel
Carmen, sono esperienze che si vanno consolidando in questi
quartieri.


Ti chiediamo solidarietà contro quest’ondata repressiva e contro
tutte quelle future, non possiamo dargli ragione smettendo di
agire quando le cose si complicano. Ora più che mai dobbiamo
avere chiaro che la loro repressione, le loro maledette leggi
non sono la soluzione ai problemi che genera una società
capitalista, consumista e autoritaria.

Consideriamo valide tutte le risposte reali contro le detenzioni
di Jordi, Paski, Isaac e "El Peludo" per dimostrare la tua
rabbia contro questo nuovo atto di violenza statale.

LIBERTAD PARA NUESTROS 4 COMPAÑEROS LIBERTAD PARA TOD@S!

ABAJO LOS MUROS DE LAS PRISIONES!!

26 di ottobre del 2002


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