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(it) COMUNICATO DELLA MASSIMA IMPORTANZA

From "comitato anarchico di difesa e solidarieta" <anarcos@ghostmail.net>
Date Fri, 20 Dec 2002 14:47:57 -0500 (EST)


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      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
            http://www.ainfos.ca/
        http://ainfos.ca/index24.html
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Quello che segue è il contributo alla controinformazione e 
alla mobilitazione che alcuni compagn* sono riusciti ad 
elaborare durante la settimana appena trascorsa, in cui si 
sono svolte le udienze per i ricorsi al Tribunale del 
riesame di Genova, relative agli ultimi 23 provvedimenti 
di restrizione della libertà personale emessi dal GIP 
nell'ultima operazione repressiva della Procura genovese 
iniziata il 4 Dicembre scorso.

Relativamente ai nostri compagn* (Marina e Vincenzo) ormai 
dovrebbe essere noto a tutti che i ricorsi sono stati 
respinti con le motivazioni più pretestuose, arbitrarie e 
provocatorie possibili. Essere anarchici, ribellarsi ai 
soprusi e alla violenza degli stati di polizia, mantenere 
rapporti solidali con i compagni e le situazioni di lotta 
equivale a essere sottoposti a controlli e pressioni, e 
quando  si finisce nelle maglie del processo repressivo 
ristretti nella cella di una prigione rischiare 
fortissimamente di rimanervi a lungo.

Sappiamo di Marina e Vincenzo e degli esiti delle udienze 
di Lunedì 16 per le prime 4 posizioni esaminate (tra cui 
quella di Marina) e abbiamo saputo oggi dello 
scarcerazione del compagno di La Spezia Mauro 
degl'Innocenti che dagli arresti passa all'obbligo di 
dimora in La Spezia - supponiamo senza averne la certezza 
con obbligo di firma - (Mauro ha i suoi figli in 
Germania).

Lunedì emetteremo un comunicato che farà il punto più 
dettagliato possibile su questo spezzone d'inchiesta (tra 
le tante in mano alla Procura genovese). 

Stiamo cercando notizie su due persone per le quali ci 
mancano assolutamente riferimenti che sono Dario Ursino di 
Messina che ci risulta ancora detenuto e Francesco Puglisi 
di Catania che ci risulta non avere fatto ricorso al 
Tribunale del riesame, anch'egli detenuto.

Chiunque sia in grado di aiutarci in tal senso è vivamente 
invitato a farlo al più presto tramite mail. 

Se qualcuno avesse o abbia ancora qualche dubbio sulla 
volontà persecutoria del Tribunale di Genova e della 
magistratura e pensa con sollievo a girotondi e simili 
sciocchezze tipo magistratura di sinistra o di destra 
riproponiamo pari pari la notizia apparsa su Televideo 
ieri e apparsa oggi sui quotidiani relativa al "Rinvio a 
giudizio coatto" per 5 manifestanti da parte del GIP.

Televideo

19/12 19:21 

G8, no ad archiviazione per 5 no global 

Il gip Elisabetta Vidali ha respinto la richiesta di 
archiviazione, avanzata dalla procura di Genova, per 5 
indagati per incidenti durante il G8 nelle zone di 
Brignole, Corso Torino e La Foce. Secondo la procura di 
Genova,i video e le fotografie esaminate non consentono di 
individuare le responsabilita' dei singoli per i vari 
episodi; da qui la richiesta di archiviazione. Il gip, 
invece, ritiene che la motivazione della procura non sia 
significativamente fondata.
  
Con l'occasione forniamo il nostro nuovo numero di conto 
corrente postale per le sottoscrizioni a favore dei 
compagn* anarchici e libertari e delle iniziative di 
controinformazione. 

Per chi desidera inviare denaro è molto importante 
indicare la causale "Pro CADS" (che sta ad indicare a 
favore del Comitato) e inoltre se si desidera 
assolutamente che i soldi in questione vengano devoluti 
interamente ai compagn* detenuti la causale "Pro 
CADS/detenuti.

Conto Corrente Postale nr. 37158185 intestato a "Circolo 
culturale biblioteca libertaria F.Ferrer" - Piazza 
Embriaci 5-13 - 16123 Genova.

Infine indichiamo gli indirizzi delle carceri ove sono 
detenuti Marina e Vincenzo invitando i compagn* a scrivere 
loro perché sentano costantemente la nostra solidarietà e 
per resistere così anche a qualsiasi tentativo di 
pressione e estorsione da parte del potere e dei suoi 
sgherri in divisa e non.

Marina Cugnaschi
Carcere Fem. Di Pontedecimo - Via Coni Zugna - 16164 
Genova

Vincenzo Vecchi - Carcere di marassi - Piazzale Marassi - 
16139 Genova

RESISTERE AL TERRORISMO DELLO STATO
LIBERTA' IMMEDIATA PER MARINA E VINCENZO
LIBERTA' PER TUTTE E TUTTI
CANCELLARE GIORNO PER GIORNO LA SOCIETA' CARCERE

Volantini affissi e distribuiti durante la settimana in 
Genova

Questo volantino è indirizzato alle persone; solo e 
soltanto alle persone e non alle istituzioni, ai politici 
e politicanti, ai magistrati, alle polizie, ai 
giornalisti, ai sociologi nè tanto meno al papa: a questi 
noi non abbiamo proprio nulla da dire.

Alle persone che leggono (e vorranno far leggere) questo 
volantino riserviamo una speranza, fermi e decisi comunque 
- nelle nostre intenzioni - ad andare avanti per la nostra 
strada: quella della nostra liberazione dal dominio e dal 
capitale.  Noi vogliamo dirvi che c'è una possibilità di 
liberarsi dallo sfruttamento dei possessori del mondo, 
dalle loro guerre, dal loro controllo, dalla loro 
oppressione e repressione, se ci si auto-organizzerà dal 
basso: noi da una parte, i padroni e i loro servi 
dall'altra.

Chi rifiuta di delegare ad altri le decisioni sulle sorti 
della propria vita e prova ad agire in prima persona, chi 
rifiuta le contrattazioni col proprio nemico (i possessori 
del mondo), chi non accetta la pacificazione sociale 
(perchè  evidente che pace non c'è) viene represso e 
rinchiuso, definito un terrorista e considerato pericoloso 
socialmente.

E' sulla pacificazione sociale che poggia l'escalation 
 repressiva che colpisce tutti: ribelli e non. Eppure la 
guerra è dappertutto. In alcune parti del mondo è fatta di 
missili, di armi intelligenti, di sangue e case distrutte, 
di fame e di sete, di terrore quotidiano; qui fa carta 
straccia di ciò che donne e uomini hanno conquistato in 
passato con lotte aspre e violente  ed è fatta di 
licenziamenti, di case sgomberate, di migranti espulsi, 
rinchiusi e generalmente criminalizzati e sfruttati, di 
soppressione di ogni "voce" che non conferisca consenso 
(parola ormai odiosa all'udito!).

E' proprio questo che sta succedendo: chi combatte lo 
Stato e il Capitale con tutta la rabbia e l'amore 
necessari viene criminalizzato (come è normale che sia ), 
dal proprio nemico e da chi vorrebbe sedersi al tavolo 
delle concertazioni per condividere anch'egli le decisioni 
sulle sorti del mondo.

Non è un caso che ad oggi le indagini sui fatti di 
Genova2001, dopo la farsa dell'inchiesta cosentina, 
abbiano portato a numerose perquisizioni in tutta Italia, 
culminate in 23 provvedimenti cautelari (di cui 9 arresti) 
e svariati avvisi di garanzia.

Nei giorni di  lunedì 16, martedì 17, giovedì 19 e venerdì 
20 dicembre si riunirà il tribunale del riesame per 
valutare la necessità di confermare o meno la custodia 
cautelare per gli indagati.

Non siamo qui per chiedere giustizia allo Stato per i 
nostri compagni arrestati, perchè sappiamo che le sue 
leggi, i suoi magistrati e i tirapiedi che le applicano 
sono funzionali al gioco degli sfruttatori.

Siamo qui invece per esprimere solidarietà attiva a chi 
 oggi è in carcere in quanto accusato di non aver subito 
passivamente, un anno e mezzo fa, la violenza e 
l'arroganza dei padroni, colpendo direttamente i 
responsabili della miseria umana che tutti coinvolge.
  La stessa violenza e arroganza che qui, come in ogni 
luogo del mondo, è fondamento di un sistema che si esprime 
con un elenco infinito e quotidiano di soprusi, angherie, 
ricatti, sfruttamenti, nocività e che, in quanto legale, a 
tanti risulta assolutamente ovvia e giusta.

Risulta anche del tutto normale affidare la sorte di donne 
e uomini a chi, all'interno di una corte, recita e applica 
il teatrino della giustizia. Condannare o assolvere "in 
nome del popolo", protetti dall'insolenza delle leggi, da 
cancellate e gabbie, da armi e divise, da riti e 
crocefissi che coprono soltanto spudoratamente l'infamia 
di chi si arroga il diritto-abuso di costringerci, in una 
mera sopravivenza, dentro una società che è tutta una 
prigione!
  


RIBELLIAMOCI 
E OPPONIAMOCI


PER LA RIVOLTA SOCIALE
LIBERTA' PER TUTTI I PRIGIONIERI


ULTIME PERLE DAL TRIBUNALE DEL RIESAME
Lunedì 16 sono iniziate le udienze. Il tribunale ha 
valutato le prime 4 posizioni. Sono stati scarcerati Carlo 
Arculeo e Antonio Valguarnera, palermitani di 25 e 21 
anni. Il primo passa dal carcere ai domiciliari; il 
secondo dai domiciliari all'obbligo di firma, idem per 
Massimiliano Monai. 
Tutt'altro trattamento è stato riservato alla compagna 
anarchica Marina Cugnaschi, 37 anni incarcerata a Ponte X 
dal 4 dicembre.  I giudici, come nell'ordinanza di 
arresto, contestano a Marina "l'appartenenza a gruppi 
anarchici e l'esistenza di stretti legami con le frange 
più radicali e violente dei movimenti anarchici? " 
accusandola di "risiedere in una casa occupata di Milano, 
di aver partecipato a udienze di processi ad altri 
compagni anarchici e a manifestazioni e presidi in favore 
di questi ultimi". Secondo i giudici Marina deve rimanere 
in carcere perché ha esercitato la facoltà di non 
rispondere al Gip e non si è presentata all'udienza del 
riesame. Il delirio giudiziario si conclude con 
affermazioni del tipo:"Non appare concretamente certo né 
che la donna accetterebbe il provvedimento di 
sostituzione(arresti domiciliari) né tanto meno che 
spontaneamente vi si adeguasse , tra l'altro facendo 
scemare la propria immagine di eroina/prigioniera politica 
agli occhi del proprio gruppo, immagine chiaramente 
emergente dalle ricognizioni delle scritte a lei 
inneggianti apposte a Genova nel corso dell'ultima 
recentissima manifestazione" (quella di sabato 14 
dicembre).
Questa non è altro che l'ennesima conferma della piena 
adesione della magistratura al progetto di annientamento 
che il potere esercita nei confronti di chi, al suo 
terrorismo psicologico e materiale, non si piega.

Individualità solidali contro la repressione

Carl Hamblin


La stamperia del "Clarion" di Spoon River fu distrutta,
e io impeciato e impiumato,
per aver pubblicato questo, il giorno in cui gli anarchici 
furono impiccati a Chicago:
"Ho visto una donna bellissima, con gli occhi bendati, 
ritta sui gradini di un tempio marmoreo.
Moltitudini le passavano davanti,
alzando verso di lei i volti imploranti.
Nella mano sinistra impugnava una spada.
Brandendo la spada colpiva a volte un bimbo, a volte un 
lavoratore, a volte una donna in fuga, a volte un folle.
Nella destra reggeva una bilancia;
sulla bilancia gettavano monete d'oro coloro che avevano 
schivato i colpi di spada.
Un uomo in toga nera lesse da un manoscritto:
"Lei non guarda in faccia a nessuno".
Poi un giovane col berretto rosso
Balzò al suo fianco e strappò via la benda.
Ed ecco, le ciglia eran tutte corrose sulle palpebre 
marce;
le pupille bruciate da un muco lattiginoso;
la follia di un'anima morente era scritta sul suo volto.
Così la folla vide perché portava la benda".


Edgar Lee Masters






Un giudice

Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura
ve lo rivelan gli occhi e le battute della gente
o la curiosità di una ragazza irriverente
che vi avvicina solo per un suo dubbio impertinente
vuole scoprir se è vero quel che si dice intorno ai nani
che siano i più forniti della virtù meno apparente
tra tutte le virtù la più indecente.

Passano gli anni, i mesi e se li conti anche i minuti
è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti
La maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano è una carogna di sicuro
perché ha il cuore troppo, troppo vicino
al buco del culo.

Fu nelle notti insonni vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami e diventai procuratore
per imboccar la strada che dalle panche di una cattedrale
porta alla sacrestia, quindi alla cattedra di un 
tribunale,
giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male.

E allora la mia statura non dispensò più buonumore
a chi alla sbarra, in piedi, mi diceva vostro onore
e di affidarli al boia fu un piacere del tutto mio
prima di genuflettermi nell'ora dell'addio
non conoscendo affatto la statura di dio.

Fabrizio De Andrè

Omini e donnacce sulla cattiva strada 

  


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