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(it) Contropotere n.7 : Anarchismo e attività scientifica

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Date Wed, 18 Dec 2002 07:23:01 -0500 (EST)


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Contropotere - giornale anarchico
Numero 7 - Dicembre 2002 - Anno 1 


Anarchismo e attività scientifica


Ai compagni! questo contributo vuole essere un invito a
discutere sul confronto tra anarchismo e i risultati
dell’attività scientifica moderna. Nell’anarchismo è possibile
rintracciare atteggiamenti vari nei confronti della scienza. Con
Proudhon e Kropotkin si esalta la funzione emancipatrice della
scienza, rimarcandone il carattere evolutivo, positivo e
deterministico e si concepisce l’anarchia come il risultato di
un procedere secondo una metodica scientifica e sperimentale e
se ne ricava una visione meccanicistica . Più disincantata è la
posizione di Malatesta, il quale, contro ogni determinismo,
valorizza l’azione cosciente della soggettività espressa nel
pensiero e nella volontà (scrive: "Alla volontà di credere
oppongo la volontà di sapere, che lascia aperto innanzi a noi il
campo sterminato della ricerca e della scoperta."), guidate,
metodologicamente, questo sì, da una mentalità scientifica,
positiva, razionale e sperimentale; concepisce l’anarchia
fondata sull’aspirazione dell’uomo ad una convivenza sociale,
fraterna ed egualitaria e non da necessità naturali.

Via via, superati gli iniziali approcci dell’anarchismo
classico, strutturandosi l’attività scientifica in sistemi
istituzionalizzati, al servizio dei poteri politici ed
economici, sono emerse posizioni sempre più critiche e, talora,
di totale avversione e rifiuto dei risultati, repentini ed
esplosivi, ottenuti dalla scienza nel XX° secolo. Ora sembra
prevalere un atteggiamento interlocutorio, oscillante tra
l’accettazione delle conquiste delle scienze sociali e delle
comunicazioni e un rifiuto dei risultati ottenuti dalla ricerca
nelle scienze naturali, mi riferisco, in particolare, al più
significativo sistema d’intervento sui processi biologici: la
clonazione, con la cui tecnica sono stati prodotti organismi
geneticamente modificati.

E’ possibile, nella stampa anarchica, imbattersi in espressioni
che rivelano disagio e diffidenza, come quando si invita ad una
"sospensione buddistica del pensiero" ( Paolino su UN del
09/12/2001) di fronte all’inesorabile affermarsi delle tecniche
di manipolazione del sistema vivente. Vediamo più in dettaglio
cosa s’intende per clonazione, essendo possibile differenziare
percorsi diversi: infatti le tecniche di clonazione sono comuni
sia alla procedura della clonazione riproduttiva con la quale si
ottiene lo sviluppo degli OGM, inserendo materiale cromosomico
estraneo in un organismo ospite, in modo da conferire funzioni e
qualità non possedute in precedenza, sia alla procedura della
clonazione terapeutica con la quale si riprogramma un uovo con
sostituzione del nucleo, creando in tal modo un embrione dal
quale prelevare cellule staminali, cellule pluripotenti capaci
di differenziarsi in ogni tipo di cellula presente in un
organismo animale e di rigenerare organi colpiti da malattia. 

Le cellule staminali possono essere acquisite, con una resa
minore, anche da feti abortiti, da embrioni proveniente dalle
banche del seme e scartate per soprannumero o anche, sebbene con
maggiore difficoltà, da organismi adulti (cordoni ombelicali,
cellule immature d’organo). 

La biotecnologia, con il proprio apparato conoscitivo e con
proprie procedure tecniche, ha acquisito i caratteri di una
disciplina scientifica autonoma. Tant’è che, oltre a far parte
degli attuali programmi di studio delle scienze mediche e
biologiche, vi sono, come a Napoli, corsi di studio universitari
autonomi.

La nostra riflessione e motivo di discussione può focalizzarsi
su questo punto: a fondamento dell’attività scientifica c’è
l’evidenza del dato oggettivo e, dal punto di vista anarchico, è
razionale delegittimare e/o mettere in discussione il peso
dell’evidenza scientifica? Il dubbio deve rappresentare il
fondamento del nostro procedere; sicuramente, sono da
stigmatizzare gli aspetti negativi dell’attuale sistema scienza:
l’introduzione di regimi di profitto, il brevettare modalità di
vita, la privatizzazione dell’attività scientifica, la
sperimentazione di massa tra le popolazioni non sviluppate
secondo i criteri occidentali, il bioterrorismo di stato, il
ruolo delle multinazionali nell’indirizzare la ricerca,
l’espressioni di concorrenzialità nel lavoro di ricerca ecc...

Di più vecchia data è l’attenzione critica, dal punto di vista
libertario, verso la vivisezione e verso l’istituzionalizzazione
della scienza stessa. La scienza è e deve rimanere patrimonio
universale, sempre a beneficio di tutti; il pensiero scientifico
è il principale strumento di una visione ottimistica e
progressista, su cui si fonda anche il pensiero libertario.
Affinché la scienza non sia strumento di coercizione e di
oppressione, nelle mani di pochi eletti, bisogna valorizzare
modi e metodi di volgarizzazione dei fondamenti conoscitivi e
delle metodologie scientifiche.

Ricollegandoci al tema delle biotecnologie, l’attuale
predominante atteggiamento negativo, nel movimento anarchico,
verso un simile aggregato di conoscenze e tecniche, è
auspicabile che sia sempre illuminato dal dubbio e non informato
da visioni assolutistiche, puramente discriminatorie e carenti
di motivazioni razionali. La ricerca sulle cellule staminali è
un fondamentale passaggio nel progresso della scienza medica ed
è la strada che permetterà di superare, una buona volta, la
pratica dei trapianti e del prelievo, assai discutibile, di
organi da corpi con cuore battente. Altra cosa, invece, è
l’imposizione ad interi popoli, cavie a scopo sperimentale,
sotto il ricatto della fame e delle carestie, di cibi modificati
geneticamente, tutto a vantaggio delle multinazionali
produttrici, in nome di una globalizzazione cinica e perversa.

Questi sono due aspetti consequenziali di un processo
scientifico che ha rivoluzionato, nella nostra epoca, il campo
delle scienze biologiche. Problematica è la posizione di
rifiutare in blocco l’apparato culturale e strumentale
dell’ingegneria genetica, adducendo contrarietà ad ogni
manipolazione del vivente ( per inciso ogni atto medico è una
manipolazione del vivente dalla somministrazione del farmaco
all’aborto!), ma è una posizione filosofica, dignitosa, come
altre con cui l’anarchismo può conciliarsi, ma non ne
costituisce affatto l’essenzialità ideologica.

L’anarchismo non può censurare l’attività scientifica. Una
deriva metafisica è sempre in agguato in ogni atteggiamento
antiscientifico.

L’emancipazione sociale progredisce parallelamente
all’affermazione delle conoscenze scientifiche. Evitiamo che il
mondo futuro possa fare a meno dell’anarchismo e degli anarchici!


ARo


  
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