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(it) Bulgaria: intervista con gli anarchici di Sofia (en)

From Zaczek <hydrozag@poczta.onet.pl>
Date Tue, 17 Dec 2002 11:37:41 -0500 (EST)


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[Pubblichiamo quest'intervista dei compagni dell'OAP di Lipsia che verrà 
pubblicata in un prossimo numero di "Abolishing Borders from Below" - ndr]


BULGARIA NELLA NATO - ORA
intervista con un gruppo anarchico di sofia

Oddio no, spegnete 'sto video schifoso. Certo, è interessante
rivedere il filmato di un'azione di protesta, ma questo gruppo
di manifestanti anti-Nato non ci può togliere il sapore amaro
lasciato da quando abbiamo visto centinaia di manifestanti, la
maggior parte giovanissimi che sventolano in modo entusiasta le
loro bandierine. Da una parte le bandierine bulgare, dall'altra
quelle della Nato. Difficile crederci, ma veramente non sembrano
divertirsi molto, ma nemmeno lo fanno per i soldi - è solo che
ci sono così pochi divertimenti a Sofia, che la gente è ridotta
a sballarsi ascoltando le canzoncine pro-Nato di qualche
gruppetto hiphop di merda.

Dopo gli ultimi anni deludenti di corruzione (e malgestione)
post-socialista, la gente, specialmente quelli che hanno fretta
di abitare in un paese occidentale, sembra aver perso quel che
le rimane della ragione per quanto riguarda l'indipendenza:
"Basta con gli sperimenti! Facciamolo appena possibile!
Direttamente verso l'Ue!" A volte si vedono anche i cartelloni
pubblicitari che portano scritto: "BULGARIA NELLA NATO - ORA!"

Il Gruppo Anarchico di Sofia è venuto qui oggi per stare insieme
a noi e per rilasciare questa intervista. Normalmente c'è poca
informazione dalla Bulgaria, perché qui non succede molto
rispetto agli altri paesi. Ma cambieremo almeno la prima cosa
ora.

Lydia: Abbiamo sentito parlare del vostro gruppo qui a Sofia e
vorremmo sapere di più sulle vostre attività. Come si è formato
il gruppo e da quanto tempo esiste?

M: I primi contati che abbiamo avuto era mentre cercavamo dei
contatti alla sede dei vecchi anarchici della FAB (Federazione
Anarchica della Bulgaria). Abbiamo cominciato con un lavoro
puramente teorico, pubblicando sul sito web "Anarchy in
Bulgaria" le idee anarchiche e anticapitaliste. Più in là
abbiamo dato inizio al webzine "Chliab i svoboda" (Pane e
Libertà) e il giornale "Anarcho Asprotiva!" (Anarcoresistenza!).
Per quanto riguarda i vecchi anarchici della FAB, molti di loro
hanno passato le loro vite in campi come quello di Belene, o in
qualche carcere. Ora, fanno dei lavori di editoria, come la
pubblicazione di libri anarchici e un giornale, "Svobodna Misal"
(Libero pensiero). Uno di loro, Georgi Konstantinov, fece
saltare per aria una statua di Stalin, credo nel 1956. Fu
condannato alla morte e fu salvato solamente dalla morte dello
stesso Stalin; così commutarono la sentenza in 20 anni di
carcere. Fu rilasciato dopo 10 anni e fuggì poco dopo in
Francia. In seguito al Cambiamento del 1989, è tornato in
Bulgaria. C'è anche un gruppo di vecchi anarcosindacalisti
(ex-Confederazione bulgara del lavoro). Uno di loro, Nikola
Mladenov, ha 94 anni adesso ma partecipò alla Rivoluzione
spagnola negli anni 30. Comunque, loro non fanno molto
oggigiorno, avendo tutti più di 80 anni. Ma la sede della FAB è
sempre stata, ed è tuttora, un bel luogo di incontro, grazie
anche alla sua vasta collezione di materiali. E' un'ottima base
teorica. Già, e a volte siamo abbastanza per pensare a qualche
azione nostra.

Lydia: E che tipo di azione sono?

T: La prima forse non è stata così interessante. Abbiamo fatto
un volantinaggio sulla situazione in Bulgaria e sulla storia del
Primo maggio durante i festeggiamenti ufficiali del Primo maggio
dei comunisti e i socialisti. La cosa divertente è stata che
loro non si sono resi conto di quello che succedeva, che noi non
eravamo lì per festeggiare con loro, e poi c'erano delle
vecchiette che andavano in giro con i nostri volantini con tanto
di grossi A-cerchiati! Poi, c'è stata l'azione-protesta a luglio
del 2001 in seguito all'assassinio di Carlo Giuliani a Genova.
Per caso avevamo incontrato, sempre alla sede della FAB, dei
compagni dell'Antifa tedesca e insieme abbiamo spontaneamente
deciso la nostra prima azione aperta per la Giornata di Azione
globale. Infatti, è stato così spontaneo che molti del nostro
gruppo non sono riusciti ad arrivare in tempo. Per questo
eravamo solo 8 persone. Siamo andati all'ambasciata italiana con
striscioni e bandiere. Hanno partecipato anche dei componenti
del gruppo comunista "Che Guevara". Uno di noi si è steso
davanti all'entrata dell'ambasciata con una maschera che
rappresentava il viso di Giuliani, e tanto sangue (ketchup). La
situazione era un po' surreale. Immagina, proprio al centro di
Sofia... Molti passanti erano incuriositi e chiedevano cosa era
successo, se ci serviva un aiuto. Da questo punto non era più
importante in quanti eravamo - con la pubblicità che abbiamo
avuto dai passanti, è stato un grande successo. La guardia
giurata all'ambasciata era tranquillo e ha fatto quello che
normalmente faceva. Quando è arrivata la polizia, un solo
poliziotto in manica di camicia è sceso dalla macchina (vecchia
Lada stile realsocialista) e dopo aver chiesto che succedeva se
ne andato. L'azione è stata molto importante per noi perché era
la prima volta che ci siamo fatti vedere così in pubblico. Prima
facevamo solo i volantinaggi e qualche attacchinaggio. Il giorno
dopo c'era un articolo sull'azione sul giornale, e infatti non
era male. Ma circa 6 settimane dopo l'evento, uno dei giornali
con maggior distribuzione in Bulgaria ha usato questa azione in
prima pagina, chiedendo cosa succederebbe se dovessero venire a
Sofia i manifestanti antiglobalizzazione, con il fatto che la
polizia e totalmente impreparata per un evento del genere.
L'articolo ha servito a aumentare le paure della gente. Ma un
risultato positivo c'era comunque: in seguito all'articolo sul
grande giornale, dei compagni nuovi ci hanno cercato e ora fanno
parte del gruppo, avendo saputo della sua esistenza grazie
all'articolo!

B: Sì, è vero. Ho capito, attraverso quest'articolo, che c'erano
altri che la pensavano come me sulla globalizzazione, quindi
dalla merda sono usciti anche delle cose positive. Alcuni
settimane dopo ho potuto leggere per la prima volta i giornali
"Anarcho Asprotiva" e "Svobodna Misal" e mi sono avvicinato a
questo gruppo durante le proteste davanti all'ambasciata
statunitense contro i progetti per la guera in Afghanistan.

T: Per combinazione, questa protesta si è svolta 2 ore prima che
iniziassero il bombardamento. Veramente, siamo andati lì perché
il governo bulgaro aveva offerto sostenimento alla guerra anche
se la Bulgaria non faceva parte della Nato. All'inizio, gli
sbirri non sapevano cosa fare di noi e chiamavano per avere
nuovi ordini. Mezz'ora più tardi, ci hanno identificati e ci
hanno fatto sapere che la democrazia e la protesta pacevole sono
delle cose carine, ma facevamo meglio ad andarcene, sennò ...

Lydia: Sembra che gli unici a fare un'azione del genere siete
stati voi. Ma non ci sono i gruppi pacifisti qui?

M: No, non c'è niente. Qui, c'è giusto qualche Ong, basta.
Quando la Nato ha bombardato la Serbia nel 1999, ha protestato
solo un gruppetto di comunisti. E' stato il periodo della
fondazione del gruppo "Che Guevara", che si era già sciolto
prima delle proteste contro la guerra in Afghanistan. Anche se
c'era un sacco di gente che ne era contraria, la Bulgaria da
concesso l'uso del suo spazio per gli aerei durante questa
guerra, e infatti hanno "perso" qui una bomba, che,
fortunatamente, ha distrutto soltanto il tetto di una casa.

T: Un'altra azione carina è stato quella per il Primo maggio
2002. Abbiamo fatto una manifestazione con 25 persone per la
giornata lavorativa di 6 ore. C'era della gente che diceva "Ehi,
guarda questi giovani - vogliono lavorare solo 6 ore al giorno!
Qui in Bulgaria si lavora 16 ore al giorno! Siete dei pigroni!".
E altre stronzate del genere. Noi invece dicevamo "Beh, se
volete lavorare 16 ore al giorno, fate pure...!". Dopo, però,
abbiamo cercato di spiegare il concetto principale, quello della
lotta per le 8 ore giornalieri ai tempi quando si lavorava più
di 10 ore al giorno e c'era un sacco di disoccupazione. Così,
bisogno dividere meglio il lavoro tra tutti - più persone per la
stessa quantità di lavoro. Ma loro poi rispondevano "Certo, così
ci tagliano pure lo stipendio!".

Lydia: ... senza pensare che non dovrebbero lavorare così tanto
senza perdere dallo stipendio.

T: Ognuno penso solo a se stesso.

M: E' un paradosso, dal momento che la maggior parte di questa
gente erano dei socialisti una volta. Comunque, la polizia poi
ha cominciato a rompere le scatole, chiedendo se avessimo il
permesso per la nostra bandiera nera, e cose del genere.

Lydia: Che altre interessi avete? Lavorate anche nel campo del
feminismo, l'ecologia, i diritti per gli animali? O vi
concentrate sul diritto al lavoro?

M: No, non siamo fissati solo su quello. Per esempio, abbiamo
collaborato con un gruppo ecologista "Za Zemjata" (Dalla Terra).
Quelli là sono una Ong, ma abbiamo fatto delle azioni insieme,
cose che ci interessavano. Cose normali, legali, tipo pulire la
montagna, proteste per avere le piste ciclabili. Abbiamo anche
fatto un'azione antiglobalizzazione insieme. Durante una
riunione sul Patto di stabilità per i Balcani, noi abbiamo
criticato il fatto che queste cose servivano solo ai paesi che
hano un'economia più forte. Per quanto riguarda i discorsi quali
il feminismo e l'omofobia, il lavoro svolto finora è stato solo
a livello teorico. Abbiamo avuto molti contatti al riguardo con
gente di altri paesi che sono venuti qui. Un'altra questione
importante e quello della lotta antifascista.

Lydia: Perfetto! Vi volevo giusto chiedere qualcosa sul problema
dei Nazi. Com'è la situazione qui in Bulgaria e a Sofia?

T: Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Bulgaria fu alleato
con la Germania nazista e chiaramente ci sono delle persone che
ne vanno fiero e dicono che tutto andava meglio all'epoca.
Specialmente adesso, dopo il Cambiamento, che tutti odiano i
comunisti, dal momento che gli antifascisti sono proprio
comunisti ... Per questa gente gli anni nazisti erano bei tempi:
noi abiamo invaso e occupato i nostri vicini, che chiaramente
sono terre nostre, e la Grande Bulgaria era unita. E' una cosa
che non è sparita col tempo. Addirittura ci sono quelli che
dicono che i Bulgari sono ariani - Bulg-Ariani, non slavi. La
maggior parte dei giovani è nazionalista. Anche tra i tifosi del
calcio esistono atteggiamenti nazionalisti e razzisti, e sono i
soliti zingari, ebrei e turchi che vengono incolpati per la
miseria degli altri. Si trova tutta quella merda nazista gratis
e senza commento. Un anno fa hanno attaccato dei manifesti di
Hitler. Eppoi ci sono le leggi contro la diffusione delle
ideologie naziste ... e che a nessuna gli ne frega niente. Hanno
i sostegni legali e economici.

M: Ecco una storia interessante al riguardo: circa 2 anni fa
durante i festeggiamenti per l'anniversario di Hristo Botev, un
eroe nazionale, uno del "Che Guevara" portava un cartellone con
il simbolo della Nato trasformato in svastika. Gli hanno
arrestato e processato perché aveva mostrato in pubblico una
svastika! Si vedono poi gli le svastiche a qualsiasi partito di
calcio, e chi ci pensa? Un ottimo esempio di come usano le leggi
antinaziste contro gli antifascisti.

Lydia: Che mi dite dei partiti e le organizzazioni?

T: Uno dei più famosi è il partito nazionalista VMR06
(Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone), e un altro è
il BNRP (Partito Nazionalradicale Bulgaro), e poi da forse un
anno c'è la BNS7 (Unione Nazionale Bulgara) il più radicale di
tutti. Facciamoci degli attacchi ai siti web dell'altro
spesso...

Lydia: Fate delle azioni dirette contro i nazisti o vi capita di
dovervi difendere in piazza da loro?

M: Alcuni nostri compagni e quelli dell'ex-Che Guevara vanno
spesso a cercarli...

Lydia: E loro, cosa dicono sulla questione della Bulgaria
nell'Unione europea?

M: Beh, sono contrari. A volte lasciano dei commenti sul nostro
guestbook, dicendo che è bene che lavoriamo contro la Nato. Ma
noi abbiamo chiarito la nostra posizione - non importa se siamo
d'accordo o no su diverse questioni, non collaboriamo con i
nazionalisti o i nazisti.

Lydia: Non so se avete sentito questo ... in Germania i nazisti
fanno le manifestazioni per i diritti dei palestinesi. Dicono
che sono i loro alleati nella lotta contro gli ebrei,
addirittura portano il kefiah. Qui, com'è?

B: Molto interessante [ridacchiano un po' tutti] ... magari poi
vanno ad aggredirli? No, qui non c'è una posizione comune sulla
questione. Certo, dicono anche che quei cattivoni degli ebrei
uccidono i poveri palestinesi, ma non arrivano a difendere i
diritti dei musulmani. Poi, ricorda che la Bulgaria era sotto
controllo turco per 500 anni e rimane la gente di orgine
turco-musulmano, quindi sono piuttosto contrari ai musulmani
qui.

Lydia: E la situazione generale qui, l'umore della gente?

B: La maggior parte delle persone non sono chiaramente contenti
della situazione, ma sono passivi e non hanno il coraggio di
cambiare le cose. E' una vita difficile per molti e sono tante
le cose che andrebbero cambiate, ma quando si è sempre
indaffarato per avere le cose basilari, ti rimane poco tempo per
le altre cose.

Lydia: La Bulgaria sta per entrare nella Nato...

M: Sì. Poco dopo la guerra in Jugoslavia hanno cominciato la
campagna intensiva. Pochi criticano il progetto e la promozione
è stata una grande successo, come hai visto prima nel video.
Parliamo di nuovo dell'articolo sugli "Antiglobalizzatori alle
porte" ... non è stato un caso. C'erano dei progetti per
ospitare qui una riunione importante anti-Nato il mese
successivo (27.09.01) e l'articolo, insieme ad altre cose del
genere, è servito a preparare la gente e dare alla polizia
l'opportunità di comportarsi come veri difensori della legalità.
Sofia è stata invasa da 6 mila poliziotti - un numero
impressionante per la Bulgaria. In questo periodo non ci siamo
fatti sentire, e quelli del "Che Guevara" hanno dovuto firmare
qualcosa dicendo che non avrebber preso parte alle proteste.

Lydia: E' vietato coprirsi il volto in Bulgaria?

M: Non credo che esisti una legge del genere, ma la questione
non ci riguarda. Con i piccoli numeri che abbiamo, non è molto
intelligente farci vedere come degli aggressori - e poi la gente
associa i volti coperti con il terrorismo. Rende anche più
facile criminalizzarci.

Lydia: Quali contatti avete con l'estero. Quali collaborazioni
avete?

T: Abbiamo contatti con gente, per lo più anarchici, di paesi
tipo la Grecia, Serbia, USA, Svizzero e Germania. Ma è
abbastanza limitato come contatto ... lo scambio di articoli per
la nostra stampa e così via. Generalmente siamo abbastanza
occupati con i nostri propri problemi qui, per esempio cercare
di attirare nuove reclute. Se la gente viene da noi è facile per
loro partecipare alle nostre azioni. Al contrario, per via dei
cisti alti, è difficile per noi andare all'estero per
partecipare alle azioni lì.

Lydia: Quali progetti avete per il futuro?

T: Ci serve urgentemente uno spazio dover incontrarci, da usare
come infoshop, per l'editoria ecc. Per ora, ci incontriamo nei
pubs, che non è molto comodo. Non c'è proprio posto dove andare,
o dove gli altri possono venire da noi. E' importante avere
contatto con la gente. Abbiamo molti simpatizzanti, quelli che
leggono il nostro giornale e poi dicono: "Ah, bello questo!
Quando esce il prossimo numero?"

Lydia: Grazie per l'intervista.



[traduzione nestor mcnab/ainfos con dovute scuse per eventuali boiate]



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