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(it) Contropotere n.7 : Il golfo dei poeti e dei militari

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Date Mon, 16 Dec 2002 05:30:24 -0500 (EST)


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Contropotere - giornale anarchico
Numero 7 - Dicembre 2002 - Anno 1 

Il golfo dei poeti e dei militari


Uno dei più bei golfi del Mediterraneo, una vera perla della
natura, ridotto ad accumulo di armi e militari, in una parola
una vera e propria discarica: stiamo parlando del golfo dei
poeti, il golfo di La Spezia, oggi base militare e non solo.

La nascita di La Spezia come base militare risale alla
costituzione del Regno d'Italia. Nel 1860 non esisteva una
tradizione cantieristica navale locale e, ancor meno, una
ferrovia capace di collegare la Spezia con altre città. Furono
solo ragioni strategiche a portare ad individuare come l'unica
linea di sviluppo economico della città l'implementazione
dell'impianto militare, incidendo in modo assoluto sullo
sviluppo futuro di tutti gli aspetti della cultura locale.

Il porto di La Spezia, oggi, è in realtà una base NATO, dove
fanno abitualmente scalo unità navali americane, addirittura a
S. Bartolomeo (SP) ha sede il centro ricerca NATO per la guerra
sottomarina, dove vengono definiti i nuovi sistemi di controllo.
Le unità navali americane che spesso si trovano all'interno del
porto spezzino sono sommergibili e altre unità a propulsione
nucleare, che rappresentano un pericolo costante per tutta la
popolazione. Una pericolosità di cui i militari sono ben consci,
tanto che esiste un d.p.r (185/64) che prevede la necessità di
definire un piano di evacuazione o meglio "disposizioni di
azioni precauzionali intese ad evitare le possibilità di
qualsiasi incidente che possa interessare tali unità e azioni da
intraprendere in caso di emergenza". 

Un piano che è tuttora segreto, di cui la popolazione,
direttamente interessata e a rischio, non sa nulla. Allo stato
dei fatti il Comune e la Provincia, nonostante diverse
interpellanze non dispongono, infatti, del piano per la
popolazione civile. 

Un'ulteriore dimostrazione di come la marina militare consideri
il golfo un territorio di conquista e non ritenga nemmeno
doveroso rispettare i civili. Atteggiamento che è evidente,
altresì, dall'occultamento delle notizie sui diversi incidenti,
anche se non gravi, che succedono quando tali sottomarini sono
presenti nel Golfo.

La Spezia è una città militare, non solo per la presenza di
sottomarini, ma soprattutto perché una buona parte del
territorio spezzino è occupato da servitù militari e per la sua
posizione, ormai riconosciuta, nei traffici di armi. Le servitù
riguardano sia le Isole che si trovano a fare da cornice al
Golfo (Isola della Palmaria, del Tino e Tinetto) sia aree in cui
si trovano armi o viadotti, che trasportano dal golfo il
carburante per gli aerei che partono da Aviano, oltre che
munizionamenti vari. Il rischio di incendio ed esplosione nel
territorio, sovrastante sia le armi (località Polveriera) sia il
viadotto (Comune di Vezzano), è sicuramente elevato, ma le
informazioni relative ai serbatoi armieri risultano a tal punto
trascendentali che nessuno sembra considerarle vere. 

In questo caso l'occultamento delle informazioni è andato di
pari passo all'occupazione del territorio, che è stato
completamente deturpato e derubato. Si sono in questi anni già
verificati vari incidenti , ma grazie alla connivenza con i
diversi poteri locali la marina è uscita indenne da potenziali
"scandali". 

Le servitù militari rappresentano l'occupazione del territorio
senza la minima considerazione della popolazione che vive
all'interno. 

Un'occupazione da vera e propria conquista che passa sopra alla
testa dei cittadini che non hanno alcuna voce in capitolo, né
per i disagi né tanto meno per i rischi, che spesso non
conoscono, e che, per coronare il tutto, viene fatta risultare
come un fatto altamente democratico.

Per quanto riguarda la realtà economica spezzina diverse sono le
fabbriche a La Spezia che producono armi, anche se dai dati
Istat del 1996 ne risultano solamente 2, probabilmente
Fincantieri e Oto Melara. Da ulteriori indagini, invece, è
risultato che sono più di una decina, quasi tutte sconosciute
alla popolazione ed alcune mascherate nella loro definizione
statistica da tipologie di produzioni secondarie. 

Le amministrazioni locali tendono sempre a difendere il militare
per l'importanza che può rivestire a livello lavorativo. In
realtà però gli attivi impiegati non superano il 2% degli
occupati, dimostrando come l'economia spezzina non si regga
affatto sulla produzione di armi, ma che l'importanza che
riveste l'industria militare o meglio il militare nel panorama
spezzino non riguarda tanto l'occupazione di individui quanto
traffici illeciti, come ha dimostrato l'inchiesta di Ilaria Alpi
sui traffici di armi e rifiuti tossici (paghi uno, prendi due)
verso la Somalia e altri paesi, provenienti dalla Spezia. È poi
di questi giorni una notizia (novembre 2002) relativa al
ritrovamento di un container pieno di armi nel porto di La
Spezia. La stampa accredita l'ipotesi di una "triangolazione" in
cui il porto ed il territorio di La Spezia risultino quasi
ignari di un simile commercio o comunque passaggio. Sembra
comunque molto strana la coincidenza di tale ritrovamento e la
forte presenza del settore produttore di armi nel nostro
territorio. 

La Spezia quindi come situazione paradigmatica, dove il potere
militare si manifesta nella sua interezza: occupazione del
territorio, controllo e mistificazione delle informazioni. Nel
Golfo dei poeti, come in altri territori dove la presenza
militare è pressante, lo Stato si manifesta nella forma più
autoritaria creando disagi per la popolazione, rischi anche
gravi (contaminazioni), nonché una notevole perdita delle
libertà individuali, ma soprattutto riesce ad ammantare tutto
questo sotto forma di democrazia.

La manifestazione del 25 gennaio 2003 sarà la prima risposta a
questa occupazione, non solo per il territorio spezzino, ma
anche per tutti gli altri che con il golfo dei poeti condividono
la sorte. Un modo per il quale la popolazione che normalmente
non può esprimere il proprio disagio e dissenso possa ritrovare
la propria voce.

Circolo Libertario Pasquale Binazzi - La Spezia

 

http://www.ecn.org/contropotere


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