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(it) da Indymedia: lettera aperta del csoa il geko al movimento italiano
From
Meletta <meletta@aconet.it>
Date
Sun, 15 Dec 2002 15:01:09 -0500 (EST)
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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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da Indymedia:
nuovo invio "Lettera aperta" con correzione indirizzo e-mail
lettera aperta del csoa il geko al movimento italiano
LETTERA APERTA AL MOVIMENTO
SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI ARRESTATI
Dopo l’iniziativa della Procura di Cosenza c’è stato grande e giusto
clamore, la solidarietà agli arrestati e al movimento è venuta da quasi
tutto il mondo politico. Abbiamo gridato: “siamo tutti sovversivi”. E ora?
Perché per i compagni arrestati dalla Procura di Genova non c’è lo stesso
sdegno? Noi vorremmo che il movimento non si limitasse a chiedere “verità e
giustizia” (una formula minimale, timida), vorremmo che dicesse qualcosa di
più coraggioso: per esempio, che il 20 luglio in via Tolemaide e poi in
Corso Torino e in Piazza Alimonda etc. c’è stata una forte e giusta
resistenza contro gli attacchi ingiustificati delle forze dell’ordine, ma
anche contro la presenza insopportabile di una “zona rossa”. Vorremmo non
sentire più la voce di quelli che intendono dividere il movimento in buoni
e cattivi, vorremmo che tutti rivendicassero quella meravigliosa giornata
di lotta. Solo così possiamo esprimere una solidarietà vera ai compagni
arrestati. E infine vorremmo che si chiedesse a gran voce la revisione
completa di tutte le normative repressive, fasciste ed emergenziali, che
consentono praticamente tutto alle forze dell’ordine e alle procure.
DOVE VA’ IL MOVIMENTO?
Dopo Firenze sembrano tutti più tranquilli. Lo Stato, il governo, le forze
dell’ordine, i partiti di destra e quelli di sinistra, i sindacati. I
noglobal italiani sono diventati newglobal, per i giornalisti compiacenti.
Siamo un grande movimento d’opinione, tutto qua. Peccato che, per rimanere
vicino a noi, le lotte degli operai alla FIAT stiano prendendo una “brutta
piega”. Il presidente del consiglio inizia a non tollerare l’ “inciviltà”
di certe forme di protesta, i sindacati sentono che entro breve tempo non
riusciranno più a controllare la situazione. Se le lotte, finalmente,
vengono portate sul piano degli interessi concreti, del potere, allora il
movimento che fa? Purtroppo ci sembra che la strategia sia quella di
stringere un patto scellerato con la CGIL, di legittimarsi come forza
para-istituzionale, anziché come potenza che crea conflitto sociale, che
rompe con il controllo delle burocrazie sindacali. Noi crediamo che la
strada da prendere sia un’altra; pensiamo che sia venuto il momento non di
raccogliere un magro bottino, ma di alzare il tiro; riteniamo necessario
portare la lotta su un piano apertamente e concretamente
anti-capitalistico. Bisogna far sì che le nostre pratiche politiche (al di
là della disputa sterile su violenza e nonviolenza) incidano sui processi
reali di produzione della ricchezza, dello sfruttamento e del controllo
sociale, bisogna creare e organizzare nuove forme di contropotere sul
territorio, nelle scuole e nelle università, nelle fabbriche.
Certo, dobbiamo anche fare un’enorme sforzo analitico e creativo, perché
non ci illudiamo di poter dare vecchie risposte a problemi nuovi. Ma
contemporaneamente non possiamo non sentirci eredi di una grande storia,
che è quella dei movimenti rivoluzionari. Dobbiamo riprenderne il filo,
portare il dibattito nel movimento e lo scontro sociale e politico su un
piano più alto. Perché senza un nuovo respiro rivoluzionario tutte le lotte
sono semplicemente destinate alla sconfitta. Il movimento anti-liberista
dovrebbe finalmente rendersi consapevole del fatto che oggi il sistema
capitalistico globale non sopporta alcun genere di riforma migliorativa: se
si è contro la guerra e il neoliberismo si è contro il capitalismo.
L’argentina ce lo sta insegnando.
Invitiamo tutti ad una riflessione comune sulla memoria, sulle strategie,
sulle pratiche di lotta. Noi inizieremo, insieme a molti compagni liguri e
toscani, domenica 22 dicembre, presso il CSOA “il geko” (La Spezia, via
Venezia 82). Per informazioni scrivere a csageko@yahoo.it
il geko è una animale
velenosamente antifascista
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