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(it) Palermo sotto attacco!

From Worker <a-infos-it@ainfos.ca>
Date Sun, 15 Dec 2002 08:13:23 -0500 (EST)


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      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
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Nelle ultime settimane il movimento palermitano ha subito
diversi e ripetuti attacchi da parte di soggetti repressivi
anche diversi tra loro il cui fine, però, è quello di intimidire
quanti in questa città quotidianamente portano avanti progetti
di liberazione sociale. 

Il Laboratorio Sociale Occupato ZETA è praticamente sotto
sgombero. Dopo un anno e mezzo di occupazione, infatti,
l'Istituto Autonomo Case Popolari - "proprietario" dell'immobile
- ne ha rivendicato l'uso dichiarando di averlo concesso con
pubblico bando alla onlus "Aspasia", specializzata
nell'assistenza agli anziani. Dopo anni di assoluto abbandono e
incuria da parte dello IACP nei confronti di questo immobile
recuperato alla pubblica fruizione dai compagni dello ZETA, i
mafiosi che governano questa città vogliono mettere fine a
un'esperienza di autogestione e di radicamento nel territorio cittadino. 

La vertenza con Prefettura, IACP e Comune è ancora in corso,
nonostante le minacce di sgombero del prefetto Profili. 

Grande solidarietà è stata espressa da diversi soggetti politici
e sociali cittadini, a dimostrazione del fatto che lo ZETA è
sempre stato proficuamente presente nelle lotte sociali a Palermo. 

Certamente non staremo passivamente a guardare. 

Come già comunicato sulle pagine di UN, sono state rinvenute due
microspie nei locali del Centro di documentazione libertaria "P.
Riggio" e del BoxUno autogestito della facoltà di Lettere e
Filosofia a Palermo. 

Alcuni quotidiani locali hanno riportato la notizia secondo la
quale le microspie furono collocate in occasione delle
mobilitazioni contro il Vertice dell'ONU sulla criminalità
transnazionale del dicembre 2000, e lì lasciate dalle forze
dell'ordine in attesa di scoprire chissà quali intenti
terroristici. La reazione dei compagni anarchici è stata pronta
e risoluta: a Lettere è stata proclamata l'assemblea permanente,
si è svolto un corteo lungo le strade della cittadella
universitaria, si è organizzata una "bonifica" della facoltà per
rinvenire ulteriori cimici poliziesche e si è trasformato il
Centro di documentazione in una stazione radio per diffondere
musica e notizie lungo i corridoi frequentati da studenti e
professori. 

All'alba di mercoledi 4 dicembre sono scattate le manette anche
a Palermo. Un ragazzo è stato rinchiuso nel carcere dei
Pagliarelli, un compagno del collettivo di Scienze Politiche è
finito agli arresti domiciliari, un avviso di garanzia è stato
recapitato a un appartenente del Forum Sociale Siciliano di
Palermo. Per tutti, la solita accusa di saccheggio, devastazione
e chi più ne ha più ne metta. 

In loro solidarietà si è svolta un'assemblea cittadina a
Lettere, un presidio davanti il carcere, e un corteo di mezzo
migliaio di persone che si è concluso con l'ingresso nel
penitenziario di un europarlamentare del PRC. Inutile dire che
tali arresti fanno parte di una manovra che mira alla
disgregazione del movimento in tutta Italia: si colpiscono i
singoli accusandoli di reati di tipo vandalico quando sappiamo
tutti che a Genova nei giorni del G8 la violenza più brutale e
assassina fu appannaggio degli apparati repressivi dello Stato. 

A partire dalle convocazioni a Palermo dei Ros, passando per le
microspie al Centro di documentazione libertaria, fino agli
arresti degli ultimi giorni, ci sembra che la realtà palermitana
sia pericolosamente attenzionata dai professionisti delle
strategia della tensione e della guerra preventiva. 

A Palermo l'area anarchica, nonostante i molti limiti, è attiva
e vitale da diversi anni: il radicamento nel territorio,
l'apertura e il confronto critico con soggetti politici e
sociali anche tradizionalmente distanti da noi ha avuto i 
suoi frutti. 

Mai come negli ultimi anni, infatti, gli anarchici e i libertari
(alla faccia di quanti ci hanno calunniati nel recente passato
con critiche sterili e oziose sulle nostre scelte politiche)
sono presenti negli spazi autogestiti, nelle rivendicazioni
sociali al fianco dei senza casa, nelle lotte di libertà per gli
immigrati, nel pubblico dibattito che dovrebbe animare la vita
di ogni città, di ogni quartiere, di ogni comunità. 

Consapevoli di quanto realizzato, non avendo nulla da temere,
continueremo oggi come ieri a praticare la nostra rivoluzione
quotidiana. 


Federazione Anarchica Siciliana - 
Nucleo "Giustizia e Libertà"


[dalla mailing list Contropotere]



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