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(it) Comunicato della CONF. COBAS sulla manifestazione di Genova e sulle Bombe

From Meletta <meletta@aconet.it>
Date Mon, 9 Dec 2002 15:18:24 -0500 (EST)


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IL 14 DICEMBRE A GENOVA
PER LIBERARE TUTTI E TUTTE – CONTRO LA STRATEGIA DELLA 
TENSIONE

Alla vigilia della importante Manifestazione nazionale a Genova del 14 
dicembre, in risposta agli arresti, all’archiviazione dell’assassinio di 
Carlo Giuliani e al becero tentativo di criminalizzare il Movimento, SCATTA 
PUNTUALE la strategia della tensione con due esplosioni all’indirizzo della 
Questura di Genova, che lamenta lievi danni per vetri in frantumi.
Pur non potendo escludere che a provocare gli scoppi sia qualche idiota che 
vive al di fuori della realtà suggestionato solo dal gesto eclatante, come 
non si fa a sospettare che gli autori siano da ricercare proprio in quelle 
forze dell’ordine, di cui stamani sui giornali di Genova si dà Notizia che 
la Procura di Genova a fine settimana chiederà il rinvio a giudizio per le 
torture nella caserma di Bolzaneto ??

Anche perché solo chi ha piena agibilità in uno dei luoghi più controllati 
di Genova, ed è bene informato dei movimenti del Palazzo di Giustizia, può 
agire con tanta tempistica in modo tale da tentare di capovolgere il 
giudizio negativo della Città e del Paese nei confronti dei Torturatori di 
Bolzaneto, con il rinnovo della tensione e dell’allarmismo suscitati dalle 
bombe e dal clima di sospetto da far gravare sui manifestanti.

Si avverte in molteplici episodi – dalle camere di tortura, alle 
schedature, intercettazioni, arresti illegali, dalle squadracce di “tutori 
dell’ordine”, alle minacce per l’impunità, dagli attentati “all’altarino di 
Carlo” alle frequenti perquisizioni – che l’attività di gruppi in divisa 
non è solo il frutto di una formazione e incitamento alla sopraffazione, ma 
ricorda moltissimo l’azione sediziosa esercitata dalla destra dentro le 
forze armate contro la democrazia e lo stato di diritto a supporto di uno 
stato autoritario e presidenzialista.

Tutto ciò è notevolmente accentuato oggi stante la proliferazione di 
tensioni sociali innescate dalle politiche liberiste di Governo e 
Padronato, che con la soluzione dura data alla VERTENZA FIAT – sia sul 
piano occupazionale, sia per il futuro dell’auto – stanno indicando il 
modello di relazioni improntato allo scontro e a cui tutto il Paese è 
chiamato a reagire !

In ogni caso, il movimento - che ha saputo superare la difficile prova di 
Napoli e Genova, guadagnando consensi e partecipazione considerevoli al 
programma di cambiamento radicale del modello di produzione, 
redistribuzione della ricchezza e consumi, culminato nell’enorme evento del 
Forum Europeo di Firenze e nel Milione di partecipi contro la Guerra – è 
consapevole che “le forze del Disordine” sono in agguato e che troveranno 
più di una occasione per provocare.

Come già hanno tentato con il “teorema dei ROS” a Cosenza, prontamente 
respinto e incalzato dall’intera comunità cosentina e di buona parte del 
Sud, che hanno saputo guadagnare la rimessa in libertà degli arrestati.
Come lo si sta facendo a Genova, dove è preminente la volontà istituzionale 
di scaricare la colpa della giornata del Luglio 2001 sul Movimento, 
piuttosto che sul Governo e le forze dell’ordine che furono autori di un 
piano preordinato si Stato di Polizia.

Il proscioglimento del Carabiniere Placanica che ha ucciso Carlo Giuliani, 
gli arresti nel Movimento a distanza di 17 mesi e per reati tutt’altro che 
specifici, soprattutto per la mancata conclusione unitaria e temporale 
dell’inchiesta ( che lascia tutt’ora fuori i mandanti e gli esecutori 
materiali dello stato di polizia), fanno pensare ad una regia atta a 
scatenare ulteriori provocazioni e intimidazioni nei confronti dell’intero 
movimento.

Movimento che è chiamato proprio a GENOVA – SABATO 14 DICEMBRE – 
ORE 15 PIAZZA ALIMONDA – a rispondere in massa alla primaria 
sollecitazione proposta dai Comitati “Carlo Giuliani” e “Verità e Giustizia” di 
Genova, ancor più oggi dopo l’evidente linguaggio delle bombe che si vuol far 
ricadere sul Movimento.

All’impellente necessità di impedire che si riscriva la storia in chiave 
governativa, deve corrispondere la consapevolezza che solo la grande 
mobilitazione popolare e il blocco sociale antagonista che si va 
consolidando, sono in grado di assicurare al paese il rispetto dello Stato 
di Diritto, i diritti fondamentali e il bisogno di cambiamento, minacciati 
da una deste autoritaria.

TUTTI LIBERI E TUTTE LIBERE – TUTTI E TUTTE A GENOVA IL 14 DICEMBRE
Roma 09/12/02 CONFEDERAZIONE COBAS
cobas@cobas.it




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