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(it) Contro le nuove carceri, occupiamo i cantieri

From "www.anarcotico.net" <info@anarcotico.net>
Date Mon, 9 Dec 2002 05:13:03 -0500 (EST)


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Contro le nuove carceri, occupiamo i cantieri
Appello per una riunione di preparazione


Dopo la libera circolazione delle merci e la moneta unica, il processo di
costruzione della potenza economica e militare europea è ora giunto alla
tappa dell'unificazione giudiziaria e poliziesca. La manifesta volontà di
giungere a un codice penale europeo è legata al fiorire in ciascuno dei
paesi dell'Unione europea di una moltitudine di nuove leggi e misure ultra
repressive, che sono il frutto del comune lavoro dei ministri dell'interno e
della Giustizia incontratisi durante i vertici dell'Unione europea.: Tempere
(Finlandia), Nizza, Barcellona. Questi vertici hanno prodotto una comune
politica contro i lavoratori precari immigrati, una nuova definizione del
concetto di "terrorismo" inglobante tutti i movimenti sociali radicali, la
costituzione dell'EuroPol (una polizia europea allo stato embrionale) e del
sistema di informazione di Schengen (SIS, un sistema informatico che
raggruppa tutte le schedature effettuate dagli apparati polizieschi dei vari
paesi membri). Ma, nei fatti, l'instaurarsi di un vero spazio giudiziario
europeo si avrà il primo gennaio del 2004 quando entrerà in vigore il
mandato di arresto europeo. A partire da questa data, su richiesta di
giudice o di un procuratore, le leggi in vigore in ciascuno dei paesi dell'
Unione saranno applicate a tutti coloro che vivono in uno dei 24 paesi
membri. Tale volontà si manifesta chiaramente in un atteggiamento ultra
repressivo  verso i movimenti "sovversivi" (uso delle armi a Goteborg e
Genova, messa al bando delle organizzazioni di esiliati turchi, colombiani,
iraniani e kurdi, messa fuori legge di Batasuna in Spagna, incarcerazione di
alcuni sindacalisti in Francia e retate contro gli anarchici piuttosto che
contro i no-global in Italia), e tende ad andare oltre giacché mira ad una
politica di terrore contro tutta la società civile. Tale situazione è
particolarmente evidente in Francia dove lo stato ha lanciato un programma
per la costruzione di 13.200 nuovi posti in carcere a coronamento di una
politica ultra repressiva trasversale (propria della destra come della
sinistra di governo) che ha designato quale nemico da abbattere la gioventù
delle periferie:

- delle vere e proprie retate sono organizzate dalla polizia nei quartieri
popolari dove la polizia si comporta come una forza di occupazione;
- l'età minima di responsabilità penale è stata abbassata a 10 anni e ormai
si può incarcerare a 13 anni;
- è vietato riunirsi negli androni delle case;
- nei quartieri sono stati costituiti dei tribunali locali per applicare una
giustizia più sbrigativa;
- si impone la schedatura penale nella scuola dell'obbligo richiedendo agli
insegnanti di collaborare come assistenti sociali.

Tra le altre categorie prese esplicitamente di mira figurano in particolare
gli zingari, gli squatters, i ravers, i senza fissa dimora, le prostitute,
sebbene ciò che a cui si mira è l'instaurarsi di un terrore generalizzato.

- d'ora in avanti chi non paga i biglietti dei mezzi pubblici può essere
rinchiuso in galera
- le guardie sono dotati di armi da guerra e pistole con pallottole di gomma
- guardie e vigili hanno ormai il diritto di perquisire chi gli aggrada
- il piano Vigipirate ha instaurato la suddivisione a scacchiera dei luoghi
pubblici per scopi polizieschi e l'entrata in vigore di leggi speciali
permanenti.

Non si tratta di misure specifiche atte a "rimediare" ad un problema
specifico, bensì di una politica di gestione sociale di stampo autoritario
applicata dal governo francese nel contesto europeo.

Ognuna di queste misure ha suscitato una reazione non trascurabile, ma
mancando di uno spazio comune non si è ancora giunti alla realizzazione di
un vasto movimento. A tal fine diversi collettivi francesi e svizzeri,
impegnati nella lotta contro carcere e repressione, si sono uniti in un
unico coordinamento. Abbiamo lanciato una campagna tesa a impedire la
costruzione delle nuove prigioni  per  ostacolare concretamente la logica
della sicurezza totale, giacché l'aumento delle strutture penitenziarie è la
misura che contiene tutte le altre. Infatti, 13.200 celle supplementari
rappresentano la possibilità di incarcerare 25.000 persone in più
(attualmente il tasso di sovrappopolazione carceraria è del 200%),  ma ciò
significa che, allo stesso modo, altri 75.000 saranno sottoposti a misure
restrittive della libertà individuale: braccialetti elettronici, libertà
vigilata, libertà condizionale, trattamenti terapeutici o psichiatrici con
la minaccia diretta della carcerazione al minimo passo falso (da 15 anni, in
Francia come in numerosi paesi "moderni" la proporzione è costante: 3
persone sotto indagine per ogni detenuto). La prigione, ultimo anello della
catena repressiva, è la minaccia che permette tutte le altre, è la spada di
Damocle sospesa sulla testa di ciascuno.

Proponiamo di occupare in massa il cantiere di una prigione in costruzione
(ne sono in programma 28) alla fine dell'estate 2003, questa occupazione, le
cui modalità dovranno essere decise collettivamente, durerà almeno una
settimana. Riappropriandoci di uno spazio di lotta e di discussione faremo
avanzare concretamente la realizzazione di una rete di coordinamento delle
lotte in Europa contro l'elaborazione di una macchina repressiva su scala
europea. Le riunioni preparatorie che si svolgeranno per circa due mesi
saranno certamente delle importanti occasioni d'incontro, per condividere le
nostre riflessioni e le nostre esperienze e per costruire insieme questo
progetto. Il primo incontro preparatorio si svolgerà a Parigi nei giorni 18
e 19 gennaio 2003.


Contact : butterfly@resiste.net








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