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(it) Cantiere Navale Orlando di Livorno, costituito comitato autonomo di operai

From "Meletta" <meletta@aconet.it>
Date Thu, 29 Aug 2002 15:17:32 -0400 (EDT)


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      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
            http://www.ainfos.ca/
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Cantiere Navale Orlando di Livorno, costituito comitato autonomo di operai 
by mcsilvan Tuesday August 27, 2002 at 03:47 PM 
mcsilvan@tin.it http://www.redleghorn.net  


aggiornamenti sulla difficilissima situazione del Cantiere Orlando di 
Livorno che coinvolge, tra cooperative e ditte, un migliaio di 
lavoratori 

La vicenda del Cantiere Orlando di Livorno, holding di cooperative, 
con annessa rete di ditte in appalto, attualmente in gestione 
controllata dal locale tribunale e di fatto senza lavoro ( e con la 
prospettiva di chiudere per rifondere i creditori tramite le dismissioni 
fallimentari dei beni) ha registrato una differenziazione nelle 
posizioni a difesa e tutela dei lavoratori in cooperativa (ci sono 
anche quelli delle ditte d'appalto che sono in una situazione pure 
piu' difficile). 
E' nato un comitato autonomo di lavoratori per la tutela dei propri 
associati che non fa ne' parte della Cgil ne' e' riconducibile 
direttamente o indirettamente ai Ds o alle istituzioni. Si tratta di un 
comitato si di nicchia, e con tanto di imprimatur notarile, ma sul 
quale gia' nei giorni scorsi la Cgil spargeva velenosamente voci di 
operazioni poco chiare (dall'usura alla truffa, accuse mai specificate 
del resto, come nell'articolo di oggi). 
Localmente parlando e' una novita', il sintomo che la coperture 
istituzioni-ds-sindacati e' incrinata. Del resto solo il Manifesto nei 
giorni scorsi e' stato capace di reinventare la favola del popolo di 
sinistra tutt'uno con le proprie istituzioni locali. 
La realta' di questa importante parte di costa toscana e' un'altra: un 
ceto politico diessino teso alle speculazioni immobiliari e alle 
privatizzazioni come estreme operazioni di valorizzazione elitaria del 
territorio e una serie di comitati di pura resistenza che nascono ad ogni iniziativa di 
questo ceto e su ogni tema (dai giardini, ai cavalcavia, al traffico etc.) 

sotto l'articolo del Tirreno di oggi 

mcs 


martedì 27 agosto 2002 
Cantiere, si spacca il fronte operaio 
Costituito un comitato di difesa in polemica 
con i sindacati, le forze politiche e le istituzioni 
«In questo modo vogliamo tutelare i nostri interessi» Nel mirino i 
bilanci degli anni scorsi 


LIVORNO. Il fronte dei lavoratori del Cantiere si è spaccato. Una 
parte di essi ha aderito ad un Comitato di difesa, che intende 
tutelarsi in proprio sganciato da sindacati, partiti, istituzioni. «Sino ad 
ora nessuno ha veramente difeso i nostri interessi, quindi abbiano 
deciso di difenderci da noi». E' la spiegazione di Massimo Borrelli, 
indicato come presidente dello stesso comitato. Niente a vedere col 
comitato costituito giorni fa da alcuni cittadini, che hanno invitato 
Ciampi ad intervenire sulla Telecom per indurla a ritirare la nave 
Pertinacia. 
L'iniziativa è stata promossa da alcuni soci-lavoratori della fabbrica, 
con l'intento dichiarato di «tutelarsi» nelle diverse sedi, incluso 
quelle legali. Fra le accuse del comitato presieduto da Massimo 
Borrelli (vice presidente è Carmelo Triglia), a sindacati, forze 
politiche e istituzioni, quella, ricorrente anche su altre sponde, di 
«essere stati a conoscenza della gravità della crisi prima che 
esplodesse e di averla taciuta». 
I promotori del comitato («del tutto apolitico» è stata la 
puntualizzazione di Borrelli) hanno asserito di avere già raccolto 
un'ottantina di adesioni fra soci, lavoratori dipendenti e pensionati; il 
supporto tecnico e legale è assicurato da un commercialista e da un 
avvocato. La costituzione è avvenuta da un notaio. Ciò, ha spiegato 
il presidente, «per essere operativi e per avere la titolarità della 
rappresentanza nei consessi nei quali sono presenti i nostri 
interessi». 
Quali consessi? Ad esempio nel consiglio di amministrazione 
quando si contano i voti? Come interlocutori dell'amministratore 
delegato Angelo Rosi? Del commissario giudiziale? In tribunale nel 
caso la vicenda abbia anche un approdo del genere? Per prendere 
visione degli atti relativi alla gestione finanziaria degli anni scorsi, 
ovvero della gestione di Massimo Serafini? Si vedrà più avanti. 
Tanto più, lo ha detto Borrelli, «siamo appena all'inizio e non 
sappiamo sin dove arriveremo». 
Attorno alla costituzione del comitato (presentato in una riunione, 
presenti molti lavoratori) alla sue attività e finalità, ci sono anche 
malumori e qualche inquetudine. 
In particolare, malumori e dissenso hanno trovato spazio nella parte 
di soci, lavoratori e pensionati del Cantiere in cui prevale la 
convinzione di mantenere saldi i legami con sindacati, forze 
politiche, istituzioni. Insomma, in coloro che intendono continuare a 
fare tutt'uno con l'insieme della città come tradizione della fabbrica 
che, è la lezione del passato ricordata, sopravvisse a crisi 
gravissime proprio grazie a questa unione. 
Le inquetudini, invece, continuano a manifestarsi in casa Cgil, dove 
nei giorni scorsi il segretario provinciale Piero Nocchi aveva 
accennato a movimenti poco chiari, ed aveva invitato i lavoratori a 
«diffidare» di personaggi che offrono aiuto - era la sostanza 
dell'avvertimento - che in realtà potrebbe nascondere altre finalità. 
Ieri, ha in sostanza ribadito il concetto il segretario della Fiom, 
Maurizio Strazzullo, che non ha mancato di sottolineare che 
l'adesione avviene sulla base di uno statuto dello stesso Comitato, i 
cui contenuti non sono stati neppure discussi con le rappresentanze 
sindacali aziendali. «Insomma - ha detto - si cercano adesioni con 
modalità a nostro avviso discutibili, su uno statuto precostituito, 
senza un confronto collettivo. Dicendo inoltre che si vuole andare a 
fondo delle cause e delle responsabilità, come se questi non fossero 
gli obiettivi del sindacato». 
Dure le valutazioni ed i commenti di alcuni lavoratori sull'iniziativa: 
«E' facile raccogliere individualmente adesioni fra gente 
giustamente esasperata e provata dalla mancanza del lavoro e delle 
retribuzioni, con una grande voglia di avere giustizia anche nei 
confronti dei responsabili di questo stato di cose. Gente, che 
potrebbe non vedere tranelli disseminati nelle pieghe di certi statuti, 
preparati da professionisti in questa materia. In ogni modo - è la tesi 
sostenuta - la strada scelta non è certo la strada giusta». «Ogni 
azione che ci divide - è un altro lavoratore a parlare - finisce con 
l'indebolirci. Eppoi non mi pare che tutto sia cristallino...». 
Ma rispetto alla trasparenza dell'iniziativa i promotori del comitato 
respingono ogni illazione. «Noi siamo qui a disposizione di tutti», 
hanno detto Massimo Borrelli e altri lavoratori (presente anche il 
vice presidente Carmelo Triglia). Al riparo dalla pioggia, sotto gli 
alberi davanti all'ingresso del Cantiere, ieri pomeriggio i sostenitori 
del Comitato hanno difeso la loro iniziativa, rinnovando le 
espressioni di risentimento verso tutto e tutti, da Serafini ai 
sindacati, alle istituzioni. «Macché iniziativa nascosta. Chi vuole 
saperne di più venga a trovarci, sindacati inclusi. La verità è che di 
davvero nascoste ci sono le cose che tutti sapevano e che non ci 
sono state dette». Poi dito puntato su Angelo Rosi, anche lui nel 
mirino del Comitato. Le accuse al suo indirizzo vanno dal mancato 
pagamento delle retribuzioni, alle «mancate informazioni sulla 
situazione dell'azienda, del lavoro, della cassa integrazione...». 
Come dire, un comportamento che ad avviso del comitato «denota 
l'assenza di considerazione nei confronti dei lavoratori». 
E, oggi, in questo clima di tensione e di veleni, l'incontro fra Rosi e 
sindacati, per parlare di ripresa, cassa integrazione, ovvero del 
futuro - sempre più difficile - della fabbrica. 





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