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(it) sviluppo sostenibile: no grazie!

From usiaitl@tin.it
Date Thu, 29 Aug 2002 15:02:01 -0400 (EDT)


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      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
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"sviluppo sostenibile": no grazie! 
 
Come Circolo Anarchico Durruti  di Roma pensiamo sia utile un momento di
riflessione di fronte al ?circo? che si sta svolgendo a Johannesburg in
questi giorni. Infatti con questo sistema capitalistico anche uno 'sviluppo
sostenibile' non è possibile Per questo riproponiamo quanto scritto sull'ultimo
numero della nostra rivista 'UTOPIA' ESTATE 2002.
 

Gli accordi specie in difesa dell'ambiente non vengono rispettati o sono
nulli i loro effetti. L'ONU nel 1972 a Stoccolma aveva affrontato la crisi
dello sviluppo e le emergenze ambientali a livello globale impegnandosi
a dar vita a due convenzioni internazionali: una sui cambiamenti climatici
e l'altra sulla biodiversità; inoltre si era impegnato ad adottare una convenzione
'globale' per combattere la desertificazione. Dopo 20 anni, nel 1992, a
Rio fu definita un'agenda organica di impegni ed obiettivi per la sostenibilità:
la cosiddetta AGENDA 21
(pubblicata in italiani sul sito: www.comune.venezia.it/agenda21)
Ecco alcuni dati per confrontare i risultati ottenuti in questi ultimi 10
anni (fonte La Repubblica di agosto):
+ 0% l'aumento di emissioni inquinanti che i paesi industrializzati si erano
impegnati a mantenere tra il '92 e l'02.
+ 10% l'aumento dell'emissioni inquinanti che i paesi industrializzati 'hanno
prodotto' nell'ultimo decennio.
600 miliardi di dollari era la cifra necessaria da stanziare per ottenere
il raggiungimento degli obiettivi fissati dall'agenda 21 nei paesi in via
di sviluppo.
53 miliardi di dollari quelli effettuati nel 2000 contro i 125 miliardi
di dollari previsti
In molti casi gli accordi vengono firmati dopo anni (quello sulla desertificazione
nel '94) o vengono modificati perché le condizioni poste sono troppo rigide
ed onerose; l'ultimo contro l'inquinamento, quello di Kioto, non fu firmato
da Bush nel suo testo integrale (gli USA sono il paese con il più alto indice
di inquinamento; ogni cittadino statunitense produce ogni anno 22 tonnellate
di anidride carbonica contro l'una prodotta da un indiano).
Il nostro governo però non è da meno, ricordiamo che pochi giorni fa ha
approvato il decreto Gasparri che da via libera all'elettrosmog, autorizzando
l'emissione di onde nocive, per permettere l'installazione di altre 40.000
antenne ad uso delle nuove reti per i cellulari UMTS.
Lasciamo da parte il nostro paese e cerchiamo di vedere quanto sta accadendo
nel nostro pianeta a pochi giorni dal Convegno dell?ONU.
Come spiegavamo prima la situazione sta peggiorando di anno in anno. E'
proprio di questi giorni la notizia della 'NUBE GIALLA' sull'ASIA, formata
da ceneri e particelle tossiche.  Secondo  gli scienziati rappre-senta una
vera e propria minaccia al nostro Pianeta. Però noi non dimentichiamo gli
allarmi degli anni passati e le grandi dichiarazioni fatte per 'eliminare
o ridurre' l'effetto serra, il buco dell'ozono, la siccità e la desertificazione
nel sud del Mondo. Purtroppo sempre e solo parole delle Organizzazioni Mondiali
e dei Governi alle quali non hanno mai seguito fatti concreti - delle vere
e proprie terapie di intervento per curare le malattie di cui soffre, da
decenni, il nostro pianeta.
Anche per Johannesburg i giochi sono ormai fatti - da mesi si sta preparando
il documento conclusivo - che ancora una volta non servirà a prendere dei
veri impegni; l'ONU è ormai solo un organismo di facciata, sono altri a
decidere: le grandi multinazionali (che parteciperanno al Forum parallelo
sul 'business'), le 'lobby' economico-finanziarie che controllano i vari
parlamenti, il FMI, la Banca Mondiale, il WTO -  che impongono le leggi
del sistema 'neo-liberista', per il quale conto solo il 'profitto' e non
le conseguenze che possono provocare gli sfruttamenti intensivi di 'uomini
e natura'.
Quello che noi, oggi, possiamo fare seriamente è portare avanti una campagna
di denunce, di controinformazione, perché i cittadini sappiano la verità,
di chi sono le responsabilità!
Così come, con tutti i nostri limiti, dobbiamo batterci per non lasciare
ai nostri figli, ai nostri nipoti un pianeta al collasso.
Oggi il movimento NO GLOBAL ha capito molte di queste verità (che però molti
di noi dicevano da anni!), anche se ha difficoltà nel praticarle nel 'piccolo'
- invece anche le piccole battaglie, la difesa dei singoli territori (non
solo le grandi scadenze) possono servire a salvare l'ecosistema. Per noi
vale ancora il PENSARE GLOBALMENTE ed AGIRE LOCALMENTE, così come crediamo
che bisogna ripartire dalle acquisizioni originarie e fondative del pensiero
ecologico, a partire dalla constatazione della limitatezza delle risorse,
cercando di migliorare il rapporto relazionale tra uomo e natura, di dar
vita ad una 'bioeconomia' in cui siano prese in considerazione non solo
le fonti di energia, possibilmente alternativa, ma anche le città, in cui
l'uomo si addensa, le fabbriche, le coltivazioni, i bacini ideografici ?
(vedi anche il sito: www.ecologiasociale.org)
Occorre incominciare a costruire una alternativa sociale - forme di autogoverno
dal basso che garantiscano l'autonomia e l'autogestione, anche a partire
da piccoli spazi liberati (dalle comuni agricole).
Non è possibile pensare che si possa continuare con questi ritmi di aumento
dei consumi energetici; né che continui l'aumento dell?immissione nell?atmosfera
di anidride carbonica e degli altri 'gas serra' con le conseguenti alterazioni
climatiche che stanno sconvolgendo tutto il mondo. Gli anni novanta e quelli
duemila sono stati i più caldi di questo millennio. 
Non è più giustificabile un addensamento della popolazione (circa 3 miliardi)
nelle grandi città, spesso senza adeguato approvvigionamento idrico e con
un alto inquinamento (il 20% della popolazione mondiale, quella più ricca,
produce il 53% dei gas serra). Non è più giustificabile il depauperamento
delle risorse idriche e la desertificazione dei suoli. Aumentano gli sprechi
ed 1, 4 miliardi di abitanti non hanno acqua potabile, mentre sono tre milioni
le morti che avvengono annualmente per l'inquinamento. Aumenta la crisi
agricola ed alimentare (anche l'uso della carne è una delle cause della
fame nel mondo), che si tenta di risolvere con piante ed animali geneticamente
modificati e dannosi alla salute. Perdita della biodiversità  ed erosione
degli ecosistemi più fragili, con l?estinzione di molte specie animali (già
il 25% di quelle marine!).
ANCHE PER DIFENDERE NOI, GLI ANIMALI, LE PIANTE - IL NOSTRO PIANETA, DOBBIAMO
LOTTARE CONTRO QUESTO SISTEMA DI SFRUTTAMENTO!
OCCORRE RIPRENDERE A FARE CONTROINFORMAZIONE, INTERVENTO - AZIONE DIRETTA
- E MOBILITARSI TUTTI/E INSIEME.

Per contatti o richieste del numero estivo di utopia: ca_durruti@yahoo.it





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