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(it) Le origine anarchiche del Primo Maggio

From Worker <a-infos-it@ainfos.ca>
Date Tue, 30 Apr 2002 07:23:54 -0400 (EDT)


LE ORIGINI ANARCHICHE DEL PRIMO MAGGIO
Sender: worker-a-infos-it@ainfos.ca
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Oggi e’ semplicemente una festa come le altre. Non molta gente sa
perchè il primo maggio e’ diventato il giorno internazionale dei
lavoratori e perche’ noi dovremmo celebrarlo. Un pezzo in piu’ della
nostra storia che ci e’ stato nascosto. 

Tutto e’ cominciato piu’ di un secolo fa quando la Federazione
Americana del Lavoro ha adottato una risoluzione storica che
asseriva: " otto ore costituiranno la durata legale della giornata di
lavoro dal 1 maggio 1886 ". 

Nei mesi precedenti a questa data migliaia di operai avevano
combattuto per la giornata piu’ corta. Esperti e non qualificato,
neri e bianchi, uomini e donne, nativi ed immigrati, tutti erano
stati coinvolti nella causa. 

CHICAGO

Nella sola Chicago in 400.000 erano in sciopero. Un giornale di
quella città’ riportava che «nessun fumo usciva dagli alti camini
delle fabbriche e dei laminatoi, e le cose avevano assunto
l’apparenza di un giorno di festa». 

Questo era il centro principale delle agitazioni, e qui gli anarchici
erano all’avanguardia del movimento dei lavoratori. E’ anche merito
dei loro attivisti se Chicago e’ diventato un centro sindacale
d’eccezione ed ha dato il piu’ grande contributo al movimento per le
otto ore.

Quando il primo maggio del 1886 gli scioperi per le otto ore
paralizzarono la città’, una meta’ della manodopera della ditta
McCormick usci’dalla fabbrica. 

Due giorni dopo parteciparono ad  una assemblea di massa seimila
lavoratori del legno, anch’essi in sciopero. 

I lavoratori stavano ascoltando un discorso dell’anarchico August
Spies a cui era stato chiesto di organizzare la riunione dal’Unione
Centrale del Lavoro. Mentre Spies stava parlando, invitando i
lavoratori a rimanere uniti e a non cedere ai capi, i crumiri stavano
cominciando a lasciare la McCormick.

Gli operai, aiutati dai lavoratori del legname, marciarono lungo la
strada e spinsero i crumiri nuovamente dentro la fabbrica. 

All’improvviso giunsero 200 poliziotti e senza alcun preavviso
attaccarono la folla con manganelli e revolver. Uccisero uno
scioperante, ne ferirono un numero indeterminato di cui cinque / sei
seriamente. 

Oltraggiato dai brutali assalti di cui era stato testimone, Spies
ando’ agli uffici dell’Arbeiter Zeitung (un quotidiano anarchico per
gli operai immigrati tedeschi) e li’ compose una circolare invitante
i lavoratori di Chicago a partecipare ad un meeting di protesta per
la notte seguente.

Il meeting di protesta ebbe luogo in Haymarket Square e fu tenuto da
Spies e da altri due attivisti anarchici del movimento sindacale,
Albert Parsons e Samuel Fielden.

L'ATTACCO DELLA POLIZIA

Durante i discorsi la folla rimase tranquilla. 

Il sindaco Carter Harrison, che era presente dall’inizio della
riunione, non aveva ravvisato nulla che richiedesse l’intervento
della polizia. 

Avviso’ di questo il capitano della polizia John Bonfield e suggeri’
che il grosso delle forze di polizia che attendevano alla Station
House fossero mandate a casa.

Erano quasi le dieci di sera quando Fielden stava per dichiarare
chiusa la riunione. 

Stava piovendo molto forte e solo duecento persone circa erano
rimaste nella piazza. 

Improvvisamente una colonna di polizia di 180 uomini guidata da
Bonfield entro’ nella piazza ed ordino’ alla gente di disperdersi
immediatamente. Fielden protesto’: «Siamo pacifici».

LA BOMBA

In quel momento una bomba venne gettata fra le file della polizia. 

Una persona fu uccisa, 70 rimasero ferite di cui sei in maniera
grave. 

La polizia apri’ il fuoco sulla folla. 

Quante persone siano state ferite o uccise dalle pallottole della
polizia non e’ mai stato accertato esattamente.

CHICAGO NEL TERRORE

La stampa e i governanti chiedevano vendetta, insistendo che «la
bomba era un lavoro di socialisti e anarchici». 

Furono perquisiti luoghi di riunione, uffici del sindacato, stamperie
e case private. 

Tutti coloro che erano conosciuti come socialisti ed anarchici
vennero portati dentro. 

Anche molte persone ignare del significato di socialismo e anarchismo
vennero arrestate e torturate. 

«Prima le perquisizioni, poi il rispetto dei diritti di legge»:
questa fu l’asserzione pubblica di Julius Grinnell, il procuratore di
Stato.

 

IL PROCESSO

Otto uomini furono processati con l’accusa di essere assassini. 

Questi erano: Spies, Fielden, Parsons e cinque altri anarchici
coinvolti nel movimento dei lavoratori: Adolph Fischer, George Engel,
Michael Schwab, Louis Lingg, Oscar Neebe.

Il processo inizio’ il 21 giugno 1886 nella Corte di Cooke County. 

I candidati della giuria non furono scelti nel modo usuale, cioe’ ad
estrazione. In questo caso il procuratore Grinnell nomino’ un
apposito funzionario per selezionare i candidati. 

Alla difesa non fu consentito di presentare le prove che questo
funzionario speciale aveva pubblicamente dichiarato: «sto gestendo
questo caso e so di cosa parlo. Questi imputati stanno sicuramente
andando alla forca».

 
LA GIURIA

La composizione finale della giuria era chiaramente di parte, essendo
essa costituita da uomini d’affari, loro impiegati ed un parente di
uno dei poliziotti morti. 

Nessuna prova venne presentata dallo Stato che uno qualunque degli
otto uomini davanti alla corte avesse tirato la bomba, e che fosse in
qualche modo connesso col suo lancio o avesse persino approvato tali atti. 

In effetti, solo tre degli otto uomini erano stati in Haymarket
Square quella sera.

Nessuna prova venne offerta che uno qualunque degli oratori avesse
incitato alla violenza. 

Persino il sindaco Harrison nel suo intervento al processo descrisse
i discorsi come «addomesticanti». 

Nessuna prova venne offerta che qualunque violenza fosse prevista. In
effetti, Parsons aveva portato i suoi due figli piccoli al comizio.



SENTENZA

Che gli otto fossero a processo per il loro credo anarchico e per le
loro attivita’ nel sindacato fu chiaro fin dall’inizio. Il processo
si concluse cosi’ com’era cominciato, com’e’ testimoniato dalle
parole finali del discorso alla giuria di Grinnell: 

«La legge e’ sotto processo. L’anarchia e’ sotto processo. Questi
uomini sono stati scelti, selezionati dal Gran Giuri’ e indicati
perche’ essi erano capi. Non sono piu’ colpevoli delle migliaia che
li hanno seguiti. Signori della giuria, condannate questi uomini,
fate di loro degli esempi, impiccateli e salvate le nostre
istituzioni, la nostra societa’.».

Il 19 agosto sette degli imputati furono condannati a morte

e Neebe a 15 anni di prigione. Dopo una massiccia campagna
internazionale per la loro liberazione, lo Stato commuto’ le sentenze
di Schwabb e Fielden nella prigione a vita. Lingg truffo’ il boia
suicidandosi nella sua cella il giorno prima dell’esecuzione. L’11 di
novembre 1887 Parsons, Engel, Spies e Fischer furono impiccati.

 

PERDONO

Seicentomila lavoratori parteciparono al loro funerale. La campagna
per liberare Neebe, Schwabb e Fielden continuo’. Il 26 giugno 1893 il
governatore Altgeld li libero’. Egli chiari’ che non stava concedendo
il perdono perche’ pensava che gli uomini avessero sofferto
abbastanza, ma perche’ essi erano innocenti del crimine per il quale
erano stati processati. Essi e gli uomini impiccati erano stati
vittime di «isteria, giurie impacchettate e un giudice di parte».

Le autorita’ ai tempi del processo credettero che questa persecuzione
interrompesse il movimento per le otto ore, invece in seguito emerse
che la bomba poteva essere stata tirata da un agente di polizia che
lavorava per il capitano Bonfield. Una cospirazione che coinvolgeva
alcuni capi per screditare il movimento dei lavoratori.

Quando Spies parlo’ alla corte dopo essere stato condannato a morte,
egli affermo’ di credere che questa cospirazione non avrebbe avuto
successo. «Se pensate che impiccandoci potete fermare il movimento
dei lavoratori, il movimento da cui milioni e milioni di persone che
lavorano nella miseria vogliono e si attendono salvezza, allora
impiccateci! Qui voi spegnete una scintilla, ma dovunque intorno a
voi le fiamme divampano. E’ un fuoco sotterraneo: non potete
spegnerlo.».

E questo, il primo maggio, rappresentò per molti decenni successivi:
una scadenza annuale comune a tutto il movimento dei lavoratori, in
ogni parte del mondo. 

UNA GIORNATA DI LOTTA E DI MEMORIA STORICA

E molto spesso, fu proprio da questa giornata che la mobilitazione di
massa dei lavoratori segnò momenti storici particolari, durante le
due guerre mondiali, durante la resistenza e l’antifascismo.

Oggi parlarne ha un senso non solo per conservarne la memoria
storica, ma per il contenuto, il significato che essa rappresenta in
termini di coscienza di classe e di lotta degli sfruttati dove, in
tema di orario di lavoro, diritti, salari, emancipazione, cambiamento
della società liberista imperante, c’è molto da fare, non solo per
riconquistare diritti e dignità rubati, ma per gettare sullo scenario
dello scontro di classe in atto, gestito solo dal padronato
attualmente, la forza e l’utopia delle masse lavoratrici.

 

Alan MacSimoin, 
(originariamente pubblicato su "Workers Solidarity" [del Workers
Solidarity Movement, Irlanda], 19, e dal sito web del Centro Studi
Libertari Jesi.)

FAI Rimini
http://www.homestead.com/fairimini/index.html
 



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