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(it) Comunicati FIES, 17 giugno 2000

From "armando esteban quito" <cavallialati@hotmail.com>
Date Wed, 5 Jul 2000 13:04:36 -0400


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17 giugno 2000

 La situazione nel carcere di Teixeiro (Coruna), continua a
peggiorare. In questa ultima settimana ci sono stati vari
pestaggi e torture date, indiscriminatamente e che,
nonostante le continue denuncie, seguono impunemente.
Nonostante si riuscì ad avere un'ordinanza del giudice di
vigilanza, con la quale si riscontrava un "rigore non
necessario" (eufemismo legale per chiamare la tortura) e
considerava altri punti in favore, rispetto al regime e
alle attività, le guardie e l'équipe direttiva hanno omesso
le disposizioni dell'ordinanza e continuano con il loro
regime di sterminio e il diniego assoluto nel rispettare le
loro stesse leggi. Davanti a questa situazione; i detenuti
in isolamento non vedono altra soluzione che quella di
aggiungere allo sciopero dell'aria, già iniziato, uno
sciopero della fame indeterminata, che inizieranno il
prossimo 18 giugno. E' importante che questa notizia arrivi
fuori e che si portino avanti delle proteste alla direzione
del centro, al giudice di sorveglianza della Coruna, la
DGIP (direzione generale delle istituzioni penitenziarie),
esigendo che si eseguano le ordinanze dei giudici di
sorveglianza e che cessino, immediatamente, i pestaggi e le
torture e si indaghi sull'atteggiamento di determinati
carcerieri che sono direttamente implicati nel ripetersi
dei maltrattamenti. 

    Salhaketa 

   

    Giugno 2000 

    Compagni/e, 

    Prima di tutto un saluto e uno stimolo di forza e
resistenza per continuare a lottare per quello che pensate
sia giusto. Da questo recinto di sterminio di Teixeiro
tentiamo di far arrivare a tutti i compagni ed amici, che
sono coinvolti nella lotta contro questi boia, una proposta
che pensiamo e crediamo, fermamente, avrà una ripercussione
socialmente importante e potremo ottenere dei risultati
positivi per noi.

    In questo recinto di Teixeiro iniziamo uno sciopero
dell'aria, una volta ancora, nel mese di giugno. Si è dato
inizio a questo sciopero, in seguito alle circostanze che
sopportiamo da diverso tempo, però, la nostra idea e
obiettivo è, soprattutto, di continuare con la lotta che si
iniziò negli isolamenti per rivendicare che si scarcerino i
detenuti malati, che finiscano le dispersioni, la fine del
FIES... tra le altre rivendicazioni. 

    Cominciamo lo sciopero dell'aria rivendicando che in
questo recinto di isolamento si esegua un'ordinanza voluta
dal giudice di sorveglianza, dove si considerano alcune
delle denuncie formulate, però, ovviamente, i boia non
lavorano per rendere effettivo ciò che il fascista con la
toga decreta mediante l'ordinanza. Ciò che succede sempre!

    Però, il nostro obiettivo, oltre al fatto che si esegua
quanto risulta nell'ordinanza è quello di smascherare i
boia e porre fine alle menzogne e di tanto abuso. Riteniamo
che dobbiamo dire: BASTA! Siamo coscienti che non è facile,
lo sappiamo che ai fascisti bisogna strappare tutto, perché
non danno niente. Fino ad ora ci hanno dato bastonate.

    Da questo recinto proponiamo di fare uno sciopero della
fame. Sì, sappiamo che vi sono compagni che non possono
fare uno sciopero della fame, a causa del loro stato di
salute ma, questi, possono aderire allo sciopero dell'aria;
però, vi sono, anche, persone che possono resistere senza
mangiare per diverse settimane. Sappiamo che è una
decisione un po' "drastica", alcuni diranno che è suicida
ma, pensiamo alla ripercussione ottenuta durante i quattro
giorni di digiuno, organizzati nel mese di marzo... quando,
i boia, si videro obbligati a dare delle spiegazioni e a
diramare tutti i tipi di diffamazione. Immaginatevi, per un
momento, la ripercussione che può avere il fatto che 50
compagni iniziano uno sciopero della fame a tempo
indeterminato?

    Sappiamo che non siamo soli, che per le strade abbiamo
l'appoggio di persone compromesse nella lotta contro tutta
la repressione, e non sono pochi. Non dobbiamo lasciar
passare troppo tempo e, ritornare a prendere l'iniziativa e
attaccare con fermezza i boia che ci stanno rubando la
vita, lentamente. Il boia pensa che con i quattro giorni di
digiuno finirono le proteste. Pensiamo che dobbiamo
lanciare un altro "attacco", senza ritardare troppo. 

    Questa è la nostra proposta. Da questo recinto, vi
salutano quanti desiderano la libertà. Forza e fortuna.


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