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(it) Comunicati FIES

From "armando esteban quito" <cavallialati@hotmail.com>
Date Wed, 5 Jul 2000 12:59:08 -0400


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20 giugno 2000

COMUNICATO


Dal 15 maggio del 2000, i compagni Miguel Gomez Estevez,
Juan Carlos Dopico Garcia, Manuel Torres Torres, Farid
Halifa Belaim e Daniel Cordoba sono in sciopero dell'aria,
a tempo indefinito, per i dieci punti delle rivendicazioni
collettive. L'iniziativa nacque in seguito al fatto che un
gruppo anarchico ha rivendicato il pacchetto bomba contro
l'intossicatore informativo José Maria Zuloaga.
   
    I compagni in sciopero dell'aria stanno distribuendo il
numero di telefono e del fax del carcere di Villanubla
(tel. 0034 983 560287 - fax 983 560290), perché la gente
chiami in solidarietà con la loro lotta e in protesta ai
pestaggi che subì Daniel, lo scorso 18 aprile. 
   
    Da Teixeiro, nove compagni sono in sciopero dell'aria
dal 1 giugno. 
   
    Da Soto del Real ci informano che sono aumentati i
maltrattamenti e le torture. 
   
    La prima settimana di luglio, nelle carceri dello stato
spagnolo, ci sarà uno sciopero dell'aria coordinato. 
   
    Questo è quanto, attualmente, conosciamo. La situazione
nelle carceri dello stato non ha molte possibilità di
migliorare, al contrario, la repressione si è indurita, sia
nelle nuove modalità espresse negli articoli di giornalisti
diffamatori, sia rispetto la sfacciata censura della
corrispondenza e la pressione poliziesca sotterranea, messa
in atto contro i compagni. Così le TORTURE, LA DISPERSIONE
E IL DINIEGO DELLA LIBERTÀ' AI MALATI TERMINALI, che
continuano con la stessa violenza di prima.
   
    Davanti a questa situazione, noi compagni, i familiari
e gli amici di detenuti in lotta individuale e collettiva
vogliamo fare una chiamata alla SOLIDARIETÀ' INTERNAZIONALE
E ALLE AZIONI come forma di pressione di fronte allo stato
spagnolo e di fronte al resto degli stati europei. Pensiamo
che sia il momento in cui tutti i compagni in lotta,
affrontino la repressione come principale campo di
battaglia, PER LA NOSTRA STESSA SOPRAVVIVENZA COME UOMINI E
DONNE, NELLE STRADE O NELLE CARCERI.
   
    Non è una chiamata disperata, ma un grido di guerra che
lanciamo a tutti i compagni perché comprendano la necessità
di raggrupparsi intorno a tutti coloro che soffrono la
repressione e il carcere. Sappiamo che è complicato e
conosciamo le difficoltà nelle quali l'azione e la
mobilitazione solidale si estende.
   
    Nel nostro particolare caso, nello stato spagnolo, è da
poco tempo che, all'interno del movimento è cresciuta la
coscienza di agire contro la repressione. E' stato ancora
ben poco e, constatiamo che agli sbirri sono stati
restituiti pochi colpi, pochi, in confronto a quelli che
loro continuamente ci assestano. Il silenzio e
l'intossicazione informativa ha condannato alla
dimenticanza le espressioni dell'azione e la mobilitazione
radicale contro l'assassino sistema penitenziario spagnolo.
La eco di questa lotta ha trapassato le frontiere e
incoraggiamo affinché si estenda per tutti gli angoli del
pianeta e, ovviamente, non solo per la situazione attuale
di questo stato.
   
    Il sistema penitenziario è il primo nemico d'abbattere
e la mobilitazione e l'azione contro i responsabili delle
torture e degli assassini dovrebbe essere l'impegno
prioritario, così come l'appoggio ai compagni e ai loro
familiari. Non c'è scusa che tenga, non possiamo lasciare
che i nostri amici s'imputridiscano nei sotterranei dello
stato, strappiamo la libertà dei nostri compagni
incarcerati.
   
    Approfittiamo per avvertire i responsabili della
repressione nello stato spagnolo, che solo loro sono i
responsabili della violenza che applicano sistematicamente
da più di una decina d'anni, in questi aberranti bracci
FIES e che loro è e sarà la colpa di tutta la violenza che
tutto questo scatena sia dentro, come fuori.
   
    Ed è certo che questa andrà aumentando,
proporzionalmente, ai pestaggi, ai lenti assassini dei
malati terminali, alla dispersione, ai rapporti, alle
provocazioni, ai compagni indotti al suicidio o assassinati
a bastonate.


ALCUNI RIBELLI




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