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(it) Precari nati

From "abc" <ti14264@iperbole.bologna.it>
Date Sat, 26 Feb 2000 06:11:41 -0500


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      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
            http://www.ainfos.ca/
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Presentazione di Precari nati

Siamo troppo sexy per andare a lavorare

Scheda su PRECARI NATI

Il collettivo nasce 4 anni fa, e subisce varie modificazioni. Partito con
una folta componente studentesca e una minoranza di lavoratori, vede il
progressivo abbandono della componente studentesca. Tale abbandono deriv
da svariati motivi, volendo affrontare la questione sotto un aspetto
politico noi crediamo che questo sia imputato al seguente motivo. Gli
studenti non essendo una classe, concepiscono l'aumento delle ricchezze
sociali - a parte la precariet, la disoccupazione, e il palese spreco di
risorse produttive- ottenuto tramite un parallelo aumento
dell'irrazionalit del capitale: militarismo, razzismo, spreco di risorse
in un mondo ancora dominato dalla fame. La negazione del capitalismo,
quindi per loro non sarebbe pi da concepire con Marx come un prodotto del
limite che il capitale costituisce per se stesso, ma come contrapposizione
di razionalit e irrazionalit, di bisogni umani e successi economici, e il
comunismo una scelta etica od un impegno intellettuale. Vi  quindi negli
studenti la solita litania sull'imborghesimento della classe lavoratrice,
critica che  del tutto estranea all'elaborazione marxiana, e che  stata
sempre sbugiardata nel momento che il proletariato  ritornato ad essere
una forza sociale attiva.
Se  vero che non  automatica l'individuazione del movimento proletario a
partire dal movimento del capitale, in quanto la classe operaia sia che
operi come elemento conflittuale, e quindi in una compatibilit
capitalista, sia come elemento antagonistico, e quindi anticapitalistico,
esige una osservazione scentifica assolutamnete indipendente,  altresi
vero che le dinamiche del capitale rappresentano uno degli ostacoli pi
grandi del capitale stesso, e al tempo stesso  elemento vivifico per la
radicalizzazione della lotta.
Il gruppo di lavoratori (precari del settore edile e metalmeccanico,
cooperative sociali) si strutturano maggiormente come punto di collegamento
tra gruppi o individui che intervengono sui posti di lavoro, provando ad
ipotizzare forme di intervento che vanno al di la della forma sindacale
(sia alternativa che ufficiale). Se in un primo momento si era spesa la
carta di uno sportello legale (dentro un centro sociale C.S.O.A. RIVA
RENO), si abbandona tale intervento visto l'inconsistenza di tale progetto,
tale valutazione non scaturiva dal dato quantitativo ma dal livello di
coinvolgimento e di delega che si creava tra gli attivisti e i lavoratori
coinvolti. Mancava la ben che minima consapevolezza sugli spazi dove si
esplica lo sfruttamento e la lotta di classe, dove si poteva ipotizzare la
capacit di esercitare un reale potere collettivo di pressione nei
confronti del padrone. Rispetto a questa tematica il collettivo si 
strutturato per rete territoriale e favorisce l'intervento nelle singole
aziende.
Fortunatamente si formarono, anche indipendentemente dalla vita di Precari
Nati, alcuni gruppi indipendenti di lavoratori in alcune situazioni
aziendali. Precari Nati si struttura come punto di raccordo e
diffusione-confronto tra alcune situazioni lavorative. Si sfrutta la nostra
"mobilit", si cerca insomma di trarre profitto del continuo interscambio
di aziende dove andiamo a lavorare.
Con il tempo abbiamo acquisito un maggiore livello di inchiesta in alcuni
bacini produttivi di Bologna (edile, alimentare, metalmeccanico,
telecomunicazioni) e si sono intensificati gli incontri intercategoriali,
favoriti dal nostro bollettino.
Si da vita ad una serie di Quaderni che approfondiscono maggiormente alcune
tematiche legate nello specifico al precariato e pi in generale alla
questione del conflitto capitale-lavoro.
La nostra et (et media 25 anni) e la nostra condizione (lavoratori
precari) hanno fatto si che fosse possibile una identificazione comune di
campi di intervento, tuttavia siamo sempre pi predisposti a pensarci come
rete autonoma di lavoratori (precari o non).
Riportiamo una breve spiegazione su quello che  il nostro bollettino
comparsa sul n.3 di Precari Nati:
"Presentazione di Precari Nati: controinformazione periodica a Bologna
Invitiamo tutti i lavoratori interessati (indipendentemente dalla tipologia
di contratto: tempo indeterminato, interinali, stagionali, cooperativa, in
nero ecc..) a scrivere e a socializzare la propria esperienza di lavoro, le
difficolt nel difendere o chiedere miglioramenti della propria condizione
di lavoro, le lotte anche se minime che si  riusciti a condurre, e tutti
quei comportamenti che si hanno sul lavoro per contrastare i caporeparti, i
padroni e le regole che ci vengono imposte.
Il bollettino precari-nati vuole riuscire ad essere uno strumento per tutti
quei lavoratori che individualmente o come gruppo sono disposti a fare
emergere i problemi di chi lavora dal silenzio in cui li relegano la
mancanza di strumenti adatti e di una anche minima socializzazione fra
lavoratori. Ripartiamo quindi "dall'esperienza proletaria" svincolata dai
modelli di partito o di sindacato, non abbiamo preclusioni rispetto alla
collocazione individuale di un lavoratore, tuttavia in questo bollettino
vogliamo valorizzare il punto di vista indipendente dei lavoratori anche se
questo riguarda solo "piccoli problemi". Non abbiamo brillanti parole
d'ordine, partiamo dalle attuali condizioni dei lavoratori, cerchiamo di
individuare gli spazi di conflitto sociale che si danno ora e, dove 
possibile, ampliarli.
Pensiamo che partendo dalla socializzazione del proprio sfruttamento e dal
modo di contrastarlo possiamo mettere in luce la autoidentificazione di
classe la sola fonte di forza e idee per noi lavoratori."

Pur impegnandoci in maniera militante nelle situazioni dove lavoriamo (
favoriamo un punto di vista di classe indipendente sulla varie situazioni
che capitano sul lavoro: contratti, flessibilit , infortuni, crisi ecc..),
non crediamo che un iper-attivismo risolva la questione dei rapporti fra le
classi.
Crediamo sia importante analizzare la situazione economica e la relativa
composizione di classe, ed agganciarsi o far emergere quelle manifestazioni
spontanee del conflitto.
Abbiamo seguito ampiamente l'ultima tornata contrattuale dei metalmeccanici
(fondamentale sia rispetto alla modificazione del fondo pensioni, sia
rispetto alla questione della contrattualistica precaria), tuttavia non
abbiamo proposto contropiattaforme, ma valorizzato qui comportamenti che
sfuggono alla visuale dei confederali e cobas ossia l'utilizzo della mutua,
sabotaggio, ecc. Abbiamo partecipato a tutte le ore di sciopero che la
categoria ha organizzato e siamo intervenuti in quasi tutte le
manifestazioni di zona (manifestazioni per distretto produttivo).
Riportiamo il testo di un manifestino che  stato diffuso largamente qui a
Bologna da Precari Nati:

Il contratto dei metalmeccanici  gi passato!
Le recenti manovre e proposte padronali e sindacali rispetto al contratto
dei metalmeccanici sono un ennesimo attacco alla qualit della vita di noi
lavoratori. Lo sciopero indetto dai confederali,  stato interno solamente
ad un gioco di rappresentanza teso a legittimare il sindacato rispetto al
padronato.
Nello specifico le proposte dei confederali sono:
1) il limite massimo dello straordinario non viene ridotto, rimane quello
contrattuale. Non c' nessuna richiesta di riduzione di orario settimanale.
E' solo richiesto di poter usufruire dei premessi retributivi gi ottenuti.
Si propone insomma di rispettare il precedente contratto...
2)Vogliono l'istituzione della banca ore. Servir al padrone a fare
lavorare di pi quando ne avr bisogno e a tenere a casa quando ci sar una
richiesta di rallentamento della produzione e a eliminare la retribuzione
degli straordinari...Si riuscir a lavorare legalmente 9 ore.
3)Chiedono l'eliminazione degli scatti di anzianit. Ora vogliono
sganciarli dal 5% della paga base e trasformarli in cifra fissa. Domani
diventeranno irrilevanti a causa dell'inflazione reale e saranno eliminati.
4) Sul salario chiedono 80 mila lire di aumento al 4livello, non facciamo
commenti....
5) Non viene rispettata la normativa sulla formazione e si procede alla
"rottamazione", si facilitano i prepensionamenti e/o licenziamenti dei
lavoratori con pi anzianit.
Oltre a questo vi  la completa disattenzione rispetto a tutta una  serie
di contratti aziendali che stanno passando riguardo alla normativa del
tempo, alla Ducati hanno introdotto il 6x6 (che non  una macchina con sei
ruote motrici) ma la libidine di lavorare anche il sabato e la domenica.
La stessa mutazione dei contratti nelle aziende, vi sono sempre pi
lavoratori a tempo determinato, interinali, stagionali ecc.., non viene
neanche presa in considerazione, forse ci dimentichiamo che sono stati
proprio i sindacati a favorire il pacchetto Treu rispetto al lavoro
precario.
Siamo sicuri che il contratto - gi passato- e vi sia stata una netta
diminuzione dei salari reali e una flessibilit dei tempi di lavoro,
tuttavia pensiamo che sia utile iniziare a ragionare come lavoratori
metalmeccanici, ed operai e tecnici di altre categorie, per formare una
rete di rapporti extra aziendali e extracategoriali, la nostre continue
tipologie di contratti e settori diversi come precari ci danno una conferma
in questo senso, per socializzare la nostra "esperienza proletaria":
descrivere le forme di resistenza che avvengono sui posti di lavoro e
ipotizzare un possibile allargamento di queste. Non pensiamo che in questa
fase ci siano "lotte", ma una miriade di vertenze, resistenze (assenteismo,
sabotaggi, "malattie" ecc..) che imprigionate nella forma individuale, non
riescono a prendere forma collettiva e implicitamente a darci forza come
lavoratori.
Invitiamo tutti i lavoratori alle nostre riunioni e discussioni, scambio di
materiale e informazioni tra i posti di lavoro, ogni mercoled alle 21.30
in via Cuccoli 1/c Bologna.
Collettivo Precari-Nati

Pi semplicemente crediamo che i proletari non devono adottare
religiosamente le parole d'ordine di un gruppo qualsiasi- e neppure del
nostro- ma devono pensare da soli, decidere e agire loro stessi, e questo
ci permette di riprendere una delle pi feconde interpretazioni di un certo
K.M.: "non ha importanza ci che il proletariato pensa di se stesso ma ci
che il suo essere lo costringe a fare".

Riteniamo che l'attuale forza lavoro sia dispersa tuttavia sar proprio
nella figura del lavoratore precario che si ripotr partire rispetto a
lotte e forme organizzative di base.
Il precariato subisce la fine della mediazione politica-sindacale e
conseguentemente ha come forma di difesa(attacco) la lotta.
-Non ha la mistica del lavoro fisso vista la brevit dei contratti in
fabbrica
-Non subisce il fascino del lavoro, visto che la sua collocazione  per le
mansioni meno qualificate
-Non  marcato dai sindacati, perch non interessa e troppo mobile per
essere organizzato dai pachidermi sindacali
-Non potendo usufruire di forme legali per la difesa, si modella verso
direzioni di scontro difficilmente scavalcabili dal sindacato
Tale processo non  ovviamente lineare, tuttavia questa  la nostra
scommessa (con questo non riprendiamo la delirante ipotesi di lotta tra
garantiti e non, ovviamente favoriremo le forme di unione ma non
nascondiamo le differenti situazioni e modalit di azione tra lavoratori a
tempo determinato e indeterminato).

A livello produttivo Bologna presenta una ripartizione produttiva di questo
tipo (cifre per migliaia):
-Agricoltura: 1339 (7%)
-Industria: 6467 (32%)
di cui nelle Costruzioni 1557
-Terziario: 12391 (61%)
di cui nel Commercio 3350
Il tasso di disoccupazione nella regione Emilia Romagna  sul 5,7, le
percentuali nel bolognese sono di 4,6
Siamo la regione del sistema cooperativo, che ha di fatto anticipato quello
che sono ora le agenzie di lavoro Interinale (quelle pi attive nel
bolognese: Adecco, Menpawer, Interiman. In tale tipologia contrattuale la
categoria pi richiesta  quella dell'operaio generico).
Le caratteristiche del precariato bolognose, se si considera gli strati
meno agiati (immigrati extracomunitari, italiani e la fascia di
proletariato giovanile locale, spesso con una formazione scolastica che
arriva alle medie inferiori)  quella di essere inserita nella produzione
ai livelli pi bassi  (sia come mansioni da eseguire, sia come
retribuzione).
Le comunit di immigrati sono molteplici, tra le pi sviluppate vi sono :
la comunit magrebina e quella cinese.
Vi  una differenziazione salariale spesso per comunit che riguarda alcune
categorie dove  alta la percentuale di lavoro nero. Nell'edilizia vi  un
tariffario per i lavoratori in nero che  suddiviso in questo modo (dalla
paga pi alta alla pi bassa): italiani, magrebini, paesi dell'est,
albanesi (alcuni compagni di Precari Nati, che lavorano come edili, hanno
scritto un inchiesta su tale settore che  comparsa sulla rivista DI BASE,
nel n.8, del gennaio 99).

A livello prettamente quantitativo Precari Nati  composto da una decina di
militanti (con contratti che vanno dall'interinale, allo stagionale, al
CFL) e sommando i vari gruppi aziendali arriva a raggruppare una quarantina
di lavoratori.
Il bollettino viene tirato in 1000 copie(suddiviso in alcuni articoli che
portano la firma del collettivo e il resto del materiale  opera di
lavoratori non facenti parte del collettivo, spesso favoriamo le lettere o
gli interventi di lavoratori indipendenti visto che in tali materiali vi 
una maggiore valorizzazione dell'esperienza proletaria), i quaderni in 6oo
copie.
Il primo quaderno  stato dedicato al lavoro interinale, il secondo un
inchiesta-documento sulla Magneti Marelli di Bologna, mentre sono in
porgramma un quaderno sui "colletti bianchi" a Bologna, le loro forme di
organizzazione e il loro rapporto con le macchine e la relativa
organizzazione produttiva ed un altro sulle UTE, il materiale sar una
traduzione di materiali del Comitato Autonomo Operaio della OPEL di
Saragozza(Spagna) uscit un anno fa, i materiali veranno correlati con
interviste fatte ad operai in Italia che lavorano sotto le UTE.
Vi sono poi una serie di fogli locali di azienda, che speriamo si
affianchino ai prossimi tentativi che faremo di fogli operai di zona
(quartieri, paesi, aree industriali).

Una caratteristica del nostro metodo di lavoro (analitico, di inchiesta e
d'azione)  quella di non essere perfettamente riconducibile a nessuna
"scuola" del vecchio movimento operaio. Ci non tolgie che esista la
possibilit di collegarsi ad un lavoro precedente e contemporaneo di
analisi e difinizione teorica. Sostanzialmente i modelli analitici
utilizzati sono tre:
- uno "anarco-consiliarismo" che si ricollega sia all'esperienza
sindacalista rivoluzionaria e in special modo alla modellistica degli IWW
sia al comunismo dei consigli operai, ed in special modo all'elaborazioni
di P.Mattick e della GICK-olandese, in maniera critica e non apologetica.
- uno operaista italiano Quaderni Rossi che si riconnette all'elaborazione
di alcune categorie analitiche (composizione strutturale di classe,
fabbrica e territorio, ecc..) pi che alle conclusioni, o meglio ai
pregiudizi, "politici" di questa scuola.
- uno all'esperienza proletaria nell'elaborazione dei compagni di
Socialisme ou Barbarie e Information Correspendence Ouvriere per la
Francia, Solidarity per la GB e Corresepondance per gli USA, rispetto alla
definizione di inchiesta operaia e di autoformazione proletaria nella
lotta. In Italia anche se in maniera pi ridotta questa elaborazione verr
portata avanti da D.Montaldi.
Riteniamo di non avere nulla in comune con il leninismo, ossia non
riteniamo che la coscienza di classe sia da portare agli operai, perch
questi nelle loro lotte, nella loro tipologia di inquadramento
nell'organizzazione del lavoro, hanno strumenti energie per definire e
praticare, sopratutto, la lotta di classe. Il ruolo di una minoranza
politica operaia,  quella di fornire strumenti per la lotta: giornali,
volantini, sedi, controinformazione, e vivere e fomentare un allargamento
dello scontro di classe, polarizzando la divisione tra padroni e proletari,
portando nell'acuirsi della crisi del sistema di produzione capitalista la
passione-possibilit del comunismo.
Insomma per noi rimane di vitale importanza il motto della I
Internazionale: L'emancipazione dei lavoratori sar opera dei lavoratori
stessi.

 Rete operaia PRECARI NATI Bologna




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