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(it) SOS ITOIZ: Azione dimostrativa alla cupola di San Pietro

From solidarios@ythis.zzn.com
Date Thu, 24 Feb 2000 05:44:26 -0500


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      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
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Contatto telefonico: 03488027654 / 03394366594

SOS ITOIZ: Azione dimostrativa alla cupola di San Pietro 

Un saluto a tutti gli italiani e a tutte le persone da altri paesi che sono
qui oggi.
Noi siamo "Solidari@s con Itoiz", un gruppo attivo nella difesa della terra
e più specificatamente contro una diga irrazionale e devastante che
vogliono costruire nei Paesi Baschi nel nome del "progresso".

Abbiamo scelto questo posto per attuare la nostra protesta pubblica,
pacifica e non violenta perché è uno dei posti più famosi in Italia e
perché è fra i più visitati da gente di tutte le nazionalità. Da qui,
usando questa piazza come cassa di risonanza, vogliamo diffondere per tutto
il mondo il messaggio che dobbiamo rispettare la terra e che questa è nelle
nostre mani.

Tre di noi si sono arrampicati sulla cupola di San Pietro per affiggere uno
striscione con la scritta:

              "SOS ITOIZ - NO ALLE DIGHE"

e per restarci il più a lungo possibile.
Le dighe di Itoiz, come altri progetti di ingegneria civile intrapresi in
molte altre aree del pianeta, e' un' inutile spreco che porta distruzione e
che e' anti-ambientale. È illegale e criminale.

Distruzione, perché il riempimento della diga comporta la scomparsa di nove
villaggi mentre altri sei sarebbero gravemente danneggiati. Modi di vita e
tradizioni durate per migliaia di anni fino ai nostri giorni, basate sul
rispetto per la terra, svanirebbero insieme ad un patrimonio storico ed
artistico di incommensurabile valore culturale (non economico).

Inutile spreco, poiché fa parte di una politica idrica faraonica che porta
ad uno sperpero esagerato della materia prima acqua, piuttosto che verso
una politica efficiente ed ecologica per l'utilizzo della stessa. Non
possiamo dimenticare che l'acqua è la materia prima più necessaria, ed è
anche quella che inquiniamo di più.

Anti ambientale, perché la diga inonderà tre zone considerate riserve
naturali, due "ZEPAS" (Zonas Especiales de Protecion de Aves, ovvero aree
speciali di protezione avicola) in valli dove ha luogo la transizione da
macchia mediterranea a clima pireneico. Un posto dove il tempo, la terra e
il sole hanno creato un ambiente particolare nel quale vivono molte specie
animali in pericolo di estinzione.

Illegale, perché il progetto tecnico delle dighe è stato annullato dalla
"Audiencia Nacional"  (Provvedimento del 29/9/95) come confermato in
seguito anche dal Tribunale Supremo (14/7/97). Nonostante ciò, nessuno di
questi organismi ha poi fatto niente per fermare i lavori, rendendo di
fatto vane le loro stesse decisioni, a conferma di una giustizia carente e
viziata. 

Criminale, perché per 15 anni il governo Spagnolo ha tenuto nascosti
fondamentali documenti di uno studio commissionato dallo stesso che attesta
l'elevata pericolosità del progetto di costruzione delle dighe, paventando
la concreta possibilità di incidenti catastrofici, come per la diga del
Vajont che nel 1963 uccise più di 2000 persone. Tale studio è stato poi
reso noto dall'opposizione che ne era venuta casualmente in possesso; in
questo modo il governo ha palesemente cercato di occultare il fatto che le
vite di molte persone venivano messe a repentaglio esclusivamente per
interessi economici.

Per tutte queste ragioni, e per la ingiusta condanna a 4 anni e 10 mesi che
è stata inflitta a 8 di noi (mentre impedivamo i lavori della diga in modo
non violento), stiamo girando per l'Europa in segno di protesta; siamo
partiti dal Parlamento Europeo di Strasburgo con una conferenza stampa.

Dal settembre dello scorso anno abbiamo visitato diversi paesi facendo
azioni di protesta e video conferenze. Il nostro scopo è quello di
informare e di coinvolgere tutte le realtà socialmente impegnate affinché
anche loro facciano pressione sul governo di Navarra e sul governo
Spagnolo, unici responsabili di tali barbarie.
L'opposizione nella nostra terra è forte, ma pensiamo che questo non sia
solo un problema di chi vive nella  nostra regione, ma di tutti, poiché
tutti abbiamo in comune l'unione con la  terra.

Dobbiamo renderci conto che la terra non e' proprietà di nessuno, che le
generazioni precedenti ce l'hanno affidata per lasciarla a quelle future. E
di questo si devono rendere conto anche quelli che cercano di governare le
nostre vite.


DIFENDIAMO LA TERRA
FERMIAMO LA DISTRUZIONE DEL NOSTRO PIANETA
A ITOIZ NON PASSERANNO

SOLIDARIOS CON ITOIZ
                Roma 24/ 02/ 2000


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 Solidari@s con Itoiz
 http://www.s-o-s-itoiz.org.uk/
 http://www.tmcrew.org/int/itoiz
 e-mail: solidarios@ythis.zzn.com
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