A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 30 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Català_ Deutsch_ English_ Français_ Italiano_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ All_other_languages
{Info on A-Infos}

(it) Processo Marini (arringa dell'accusa)

From tactical@tmcrew.org
Date Sat, 19 Feb 2000 06:40:58 -0500


 ________________________________________________
      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
            http://www.ainfos.ca/
 ________________________________________________


--- Processo Marini (arringa dell'accusa) ---

Si è aperta stamane (giovedi' 17 febbraio 2000) la fase finale del processo
Marini: queste prime due
giornate sono riservate all'arringa dell'accusa, quindi al pm Antonio
Marini. Durante questa udienza, protrattasi sino alle 14, Marini ha
illustrato in termini generali le fondamenta della sua accusa, basata sui
reati associativi di 'banda armata' e 'associazione sovversiva', prima
dipingendo a tinte fosche vari eventi -tra i quali molti estranei al
procedimento in corso- che hanno visto protagonisti anarchici o presunti
tali, cercando quindi di impressionare una giuria stremata, quindi
dimostrando la validità della formulazione delle accuse, operazione per lui
fondamentale in quanto tecnicamente labili.

Senza mai rinunciare a una spiccata vena istrionica (toni della voce ora
sussurranti, ora ammiccanti, quindi stentorei, indignati, esaltati), ha
cercato di dimostrare il carattere prettamente criminale della fantomatica
organizzazione, benchè fortemente politicizzata; a questo proposito, dopo
aver abbondantemente insistito sull'episodio del sequestro Silocchi
aggiungendovi anche altri due sequestri di persona, ha ripetutamente tirato
in ballo un documento prodotto da Pippo Stasi e Gregorian Garagin durante la
loro detenzione (ricordiamo che Garagin è tuttora in carcere con condanna
definitiva per il sequestro Silocchi) nel quale annunciavano l'esistenza di
un'organizzazione anarchica chiamata ARC, sigla peraltro mai apparsa né
prima né dopo, e le polemiche a riguardo culminate in alcuni articoli
apparsi su 'Cane Nero'. Marini, che ha definito queste delle 'false
scissioni tra linea morbida e linea dura' ha proseguito dicendo che questa
non sarebbe stata altro che una tattica della stessa organizzazione per
eludere l'evidenza, cioè il fatto che esistesse una banda armata organizzata
su due livelli, uno palese e uno clandestino. A questo proposito ha citato
anche alcuni imputati inserendoli di volta in volta nelle due categorie.

Citando le supposte attività criminose dell'organizzazione Marini ha
elencato diversi eventi, tra i quali l'arresto e la condanna di Patrizia
Cadeddu in merito all'attentato del 25 aprile a Palazzo Marino a Milano, la
recente condanna di Silvano Pelissero a Torino (ha anche lamentato come lui
stesso avesse chiesto il rinvio a giudizio di Edoardo Massari, rinvio che
gli fu negato), la rapina in Spagna, l'autobomba al Prenestino, la rapina ad
una gioielleria a Pescara e quelle in Trentino.

Naturalmente ha nuovamente smentito le accuse di aver intentato un processo
contro gli anarchici (a questo proposito ha ricordato la differenza con la
FAI, anarchici da lui definiti pacifisti e non violenti), ribadendo il
naturale corso della Giustizia verso semplici criminali in combutta con
anarchici insurrezionalisti dichiaratamente avversi allo Stato.

Marini ha cercato di superare l'ostacolo (giuridicamente obbligatorio per il
riconoscimento dei capi d'accusa dei reati associativi) della mancanza di
organigramma, sigla e programma della supposta banda armata anarchica in
diversi punti.
Prima ha citato il famoso documento di Alfredo Bonanno estratto
dall'opuscolo "Nuove svolte del capitalismo" nel quale si parla di nuclei
d'affinità informali secondo la sua interpretazione sinonimo di cellule
clandestine (a questo proposito a più volte citato anche la deposizione in
aula di Bonanno nella quale l'imputato dichiarava che un gruppo, un nucleo
d'affinità  può essere costituito anche da una sola persona, dando a questa
affermazione un accezione derisoria in quanto secondo lui si tratterebbe di
en semplice escamotage per evitare di citare direttamente strutture
clandestine).
Quindi ha parlato della divisione degli imputati nei due livelli a seconda
delle accuse  e condanne presenti e passate, infine ha confusamente cercato
di spiegare l'assenza di una sigla vera e propria (lui stesso citando vari
reati attribuitici ha dovuto menzionare varie sigle, ognuna diversa) dicendo
che appunto data la eterogeneità della formazione della struttura
clandestina ogni gruppo avrebbe nel particolare cercato di evidenziare la
propria attività con nomi diversi.

Marini ha infine difeso in termini indignati i suoi collaboratori dell'Arma
e del ROS in merito al documento - da lui definito falso - venuto alla luce
durante il processo e dichiarandolo un'ulteriore prova della persistente
attività criminosa della banda sul livello 'palese'.

Non insisteremo in questo report nell'elencare le infinite -chiaramente
volute al fine di sommergere i giurati con descrizioni altamente emotive di
fatti sanguinosi - inesattezze, invenzioni e scorrettezze di cui è stato
capace.

Per quanto riguarda i tempi, appare chiaro come due giornate per l'accusa
non saranno certo sufficienti a Marini per espletare tutta la sua arte
oratoria (non dimentichiamo che la semplice esposizione delle richieste di
condanna per quasi 60 imputati, uno per uno, porterà via probabilmente una
giornata intera), quindi avrà o chiederà come minimo un'altra giornata, per
cui il calendario previsto potrebbe mutare (inizialmente doveva essere 17 e
18 requisitoria dell'accusa, 21 e 22 la difesa e il 23 la corte si ritira).

L'udienza proseguirà quindi domani alle 9 nell'aula bunker del Foro Italico
di Roma.

da Roma - Pasica -

-------------------------------------------------------------------------

Stamane venerdì 18 febbraio è proseguita la fase finale del processo Marini
con la seconda giornata riservata all'arringa finale del pm Marini.
Marini ha continuato il discorso di ieri riprendendo fondamentalmente la
deposizione in aula di Alfredo Bonanno e la 'confessione' di Mojdeh
Namsetchi, quindi si è concentrato sul ritrovamento del cosiddetto covo di
Roma di Via Colombo e sul 'gruppo romano'.

Intanto, cercando di dimostrare il carattere sovversivo e violento
dell'organizzazione, ha citato Alfredo Bonanno stralciando alcune sue
affermazioni a proposito di giudici e giurie definiti servi delle
istituzioni, quindi l'avversione verso carceri e carcerieri (da abbattere) e
ribadendo quindi l'atteggiamento violento di quello che secondo lui è
l'ispiratore - riferimento della banda, citando altri articoli di Bonanno e
il suo libro "La gioia armata", definito un invito a uccidere poliziotti e
magistrati, libro per il quale l'autore è stato condannato. Ha sottolineato
la necessità ideologica della banda di sviluppare coerentemente teoria e
pratica, motivo per il quale secondo lui tutti sono stati spinti ad atti
criminosi, perfino lo stesso capo arrestato nell'87 dopo una rapina a
Bergamo assieme a uno dei futuri fautori della cosiddetta 'linea dura' (così
ha cercato di dimostrare che sia stata tutta una mossa concordata).

Marini ha poi espresso nuovamente la tesi secondo a quale Bonanno si sarebbe
assunto, anche tramite la sua deposizione in aula, il compito di portare
avanti una tesi imbroglio, quella della linea morbida, rapportandola a
quella del documento letto durante le passate udienze in aula da Stasi e
Garagin. Ha proseguito, sempre leggendo brani della deposizione di Bonanno,
indicando come consequenziale e irridente alla tesi-imbroglio le
dichiarazioni dell'imputato favorevoli all'insurrezione di massa
contrapposta all'accusa di banda armata, citando anche un articolo di
Anarchismo critico su tali pratiche di BR etc.

Secondo l'accusa gli imputati anarchici non si definiscono certo né
sindacalisti, come lo stesso B. scrive, nè preoccupati di trovar lavoro alla
gente (è seguita qui una teatrale digressione sugli imputati di cui non si
conoscono le occupazioni, le fonti di reddito ... "non sappiamo cosa fanno,
come vivono, dove prendono i soldi...") il cui 
scopo è attaccare lo Stato in senso insurrezionale e violento.

Marini con grande capacità teatrale ha cercato di colpire l'attenzione
dicendo cose tipo " certo, il Bonanno, questa gente attacca alle spalle,
attacca la gente inerme, abbatte gli individui nella notte, seppellisce
donne e bambini..." (riferendosi a diversi sequestri di persona a parer suo
operati dall'organizzazione) e ha proseguito evocando gli anni di piombo e
le relazioni della Commissione Stragi lamentandosi di essere rimasto solo
anon indietreggiare dinanzi al terrorismo, si è appellato ai giudici, ha
lamentato la mancanza di tempo sufficiente a illustrare dettagliatamente la
personalità e la pericolosità degli imputati che, per la maggior parte, si
sono rifiutati di rilasciare dichiarazioni o di rispondere alle sue domande
volte a dialogare per sapere, capire, in nome della Giustizia.

Ha detto che è sufficiente dimostrare che il Bonanno è l'ispiratore, non il
capo della banda o delle bande o dei gruppi sparsi per tutta l'Italia per
dimostrare la fondatezza dei capi d'accusa, e ne sottolinea la disponibilità
ad accettare il contraddittorio in aula col quale l'imputato avrebbe dato
mostra della pericolosità delle sue tesi.

Quindi è passato alle deposizioni rese dalla 'pentita' Mojdeh Namsetchi,
sulle quali non si basa, a suo modo di vedere, l'attuale processo, ma
evocando la sua credibilità stabilita dalla Corte che l'ha giudicata
(Trento, le rapine). Questa tecnica di far parlare le varie corti che hanno
giudicato in passato gli attuali imputati o degli anarchici ricorrerà in
tutta questa udienza. Marini dirà: non lo dico io, non li accuso io ma le
sentenze indiscutibili di tale e talaltra Corte.
Comunque ribadisce la credibilità accertata dalla C. di Trento sulle
dichiarazioni della Namsetchi: riscontri precisi, dichiarazioni confutate,
confessione e pentimento spontaneo sincero e disinteressato. Dice che la
credibilità confermata da quella Corte è stata la base dell'attuale
processo, "il battesimo dell'attuale dibattimento"

Ha ripetuto che il suo non è un processo contro le idee anarchiche, che
rispetta le leggi che garantiscono anche ai nemici dello Stato di
esprimersi, che gli anarchici hanno piena libertà di parola e espressione
alla quale si dovrebbero però limitare come fanno gli anarchici della FAI e
che quelli di cui s'è macchiata la banda sono crimini sanguinosi e
perciolosi operati assieme a criminali comuni. Questa banda parla sì di
insurrezione, ma ne parla pericolosamente. Si lamenta perciò di essere stato
chiamato ipocrita e di essere accusato di aver costruito un teorema
giudiziario.

Ha illustrato la difficoltà di illustrare le attività della banda non
riuscendo ad individuare tutti i gruppi e gruppetti sparsi (tuttora) su
tutto il territorio nazionale, caratteristica che ne acuisce la
pericolosità. Tira in ballo come parallelo la mafia e Falcone mettendone in
parallelo la diffusione capillare e quindi la difficoltà d'individuazione.

Ha poi letto brani della sua richiesta di rinvio a giudizio per legare le
sue tesi ai fatti riferiti dalla Namsetchi: che le rapine servivano a vivere
ma che una parte del bottino veniva messa da parte per l'organizzazione, che
le armi erano indispensabili per la banda e che le aveva comperate al
mercato calndestino estero essendo quelle ritrovate in Via C.Colombo a Roma
armi da guerra, che l'attività di proselitismo e arruolamento, la cui fucina
sono i Centri Sociali doveva necessariamente proiettarsi in azioni pratiche
anche se non c'erano bisogni materiali (cita il fatto che secondo gli atti
ad es. la pistola con cui Bonanno avrebbe rapinato la gioielleria di Bg
sarebbe stata pagata 1milione  emezzo, fatto questo che indica secondo lui
la presenza di motivi più ideologici che pratici nell'atto), e quindi la
strutturazione dell'organizzazione in due livelli, quello palese e quello
clandestino. Ha ricordato come anche le BR si servissero di persone definite
'insospettabili' per conservare e custodire le armi, fatto questo che ha
permesso la scoperta di un solo arsenale di armi ("certamente ve ne sono
altri").

Si è poi concentrato sugli imputati accusati di far parte del 'gruppo
romano' che avrebbe avuto la disponibilità della cantina, che avrebbero
compiuto svariati sequestri di persona (Berardinelli, Perrini, Megni,
Silocchi, Ricca), e che in seguito al fallimento di uno di questi (sequestro
Berardinelli), risoltosi  con l'uccisione di due dei rapitori, avrebbe
deciso di compiere un attentato con autobomba a Roma contro la polizia,
episodio nel quale morì De Blasi. Parla di legami con la criminalità
organizzata sarda e con criminali comuni (la famiglia Sforza, collaboratori
di giustizia). Parla anche a lungo dell'arsenale trovato a Roma nella
suddetta cantina e di come gli esplosivi trovati siano risultati compatibili
con quelli usati per un fallito attentato alla Questura di Milano.

Ha definito gli imputati anche subdoli, e imbroglioni, accennando alla
falsificazione dei biglietti del treno e alle dichiarazioni di Garagin che
durante il primo grado del processo di Bologna per il sequestro Silocchi
aveva enunciato il proprio dissenso verso azioni come i sequestri di persona
e definendosi pacifista.

L'udienza si è conclusa attorno alle 13.30. Come si prevedeva, per la
prolissità del pm, i tempi slitteranno: Marini parlerà anche lunedì 21
febbraio, la difesa il 22 e il 23, quindi ci sarà un'udienza straordinaria
sabato prossimo 25 febbraio.

Ricordiamo come ogni informazione rispetto a vari eventi sopracitati possono
essere trovati nella sez. CDA del nostro sito.

pasica - http://www.ecn.org/elpaso

-----------------------------------------------------------------

Ulteriori info e precedenti corrispondenze si possono trovare anche alla
pagina:
http://www.tmcrew.org/movime/@@@/@nhome.htm



 ----------------------------------------------------------------

                T a c t i c a l   M e d i a   C r e w
                      http://www.tmcrew.org
                   e-mail: tactical@tmcrew.org

 -------------------- keep.free.media.free -----------------------

   PGP key & e-privacy info: http://www.tmcrew.org/privacy
   Key fngrprnt: F0DD  F218  A698  267A   37D1  F3C9  3969 
 -----------------------------------------------------------------

                       ********
               The A-Infos News Service
      News about and of interest to anarchists
                       ********
               COMMANDS: lists@tao.ca
               REPLIES: a-infos-d@lists.tao.ca
               HELP: a-infos-org@lists.tao.ca
               WWW: http://www.ainfos.ca
               INFO: http://www.ainfos.ca/org

 To receive a-infos in one language only mail lists@tao.ca the message
                unsubscribe a-infos
                subscribe a-infos-X
 where X = en, ca, de, fr, etc. (i.e. the language code)


A-Infos
News