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(it) LEGNA(te) E FUMO(geni) PER UN INVERNO FREDDO

From tactical@tmcrew.org
Date Tue, 8 Feb 2000 07:23:51 -0500


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      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
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From: seal <seal@supereva.it>
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HAZET36 autonomen group 
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LEGNA(te) E FUMO(geni) PER UN INVERNO FREDDO 

Il Vaticano implora pulizia morale nelle piazze, i sindacati offrono pace
sociale, il governo garantisce sicurezza, la polizia picchia
come non mai…benvenuti nel nuovo millennio! 

Il 15/1/00 a Ponte Galeria (Roma) un corteo autorizzato per la chiusura dei
lager per gli immigrati, con presenti addirittura
parlamentari e altri signorini simili, alla faccia della sua democraticità,
non viene fatto partire ed anzi viene caricato violentemente
nonostante i manifestanti sono palesemente disarmati. 

IL 18/1/00 a Napoli le forze dell'ordine caricano un corteo di realtà
autorganizzate di disoccupati e L.S.U. 

Il 29/1/00 le/i compagne/i del movimento antagonista, dell'associazionismo
e del sindacalismo di base, dei centri sociali insieme
anche a certe strutture istituzionali come per esempio PRC (quindi
sicuramente non rivoluzionarie) hanno organizzato, in diverse
città dell'Italia, momenti di lotta e manifestazioni ancora una volta
contro una delle più evidenti vergogne della democrazia:
appunto, i lager per migranti. 

Ponte Galeria non e' rimasto un caso isolato…la repressione a colpito
ovunque: 
- a Milano una pioggia di manganellate e lacrimogeni ha cercato di impedire
che il corteo raggiungesse il lager di via Corelli; 
- a Genova le Ferrovie dello Stato (da brava azienda privata che sono
diventate) hanno chiesto l'intervento della celere per
disperdere un folto numero di compagne/i, numerosi feriti; 
- a Trapani idranti e lacrimogeni per impedire l'ingresso dei manifestanti
nel centro di "accoglienza"; 
- a Roma, su un treno di ritorno dalla manifestazione di Firenze, numerosi
celerini impasticcati hanno fatto irruzione sui vagoni
pestando e trascinando fuori chi vi stava dentro, feriti e centinaia di
identificazioni… 

La repressione è sempre stata parte integrante e inscindibile della
democrazia e del capitalismo, ma in quest'anno di particolare
pace sociale e circa i campi lager l'abbiamo sentita e vista violenta e
rabbiosa più di ogni altra volta. L'insistenza del ricorso alla
violenza del manganello, delle cariche, dei lacrimogeni, dei soprusi ci
convince ancora di più che i centri di permanenza assistita
(ovvero i lager) dove vi sono rinchiusi i clandestini (ovvero donne e
uomini con una dignità, una vita, dei sogni e delle speranze)
sono dei "buchi neri" di questo potere: è una vergogna che addirittura loro
mal sopportano e che deve rimanere in ogni caso
nascosta. Inoltre tanta violenza e soprattutto tanto abuso di potere delle
forze dell'ordine, che hanno agito in questi giorni ai
margini della legalità finendo a volte nella completa incostituzionalità,
contro manifestazioni pacifiche, autorizzate nelle quali non
mancavano benpensanti e progressisti democratici (gente quindi legata in un
modo o nell'altro al potere), non fa che farci
intravedere quale sarà l'andazzo di quest'anno e con quali mezzi intendono
mantenere la pace sociale tanto agognata da
Vaticano, padroni e governo e così velocemente regalata dai sindacati. 

Ma se questa è la risposta che hanno dato a chi ha voluto agire
democraticamente e in modo civile, allora si preparino a
rispondere all'illegalità di massa, alle autoconvocazioni, alle azioni
dirette, al sabotaggio e all'autodifesa organizzata. E' su questo
infatti che invitiamo a riflettere chi ha voglia di cambiare lo stato di
cose presenti: sulla possibilità e sulla necessità di costruire
percorsi veramente altri in linea con il radicalismo dei nostri obbiettivi. 
Opporre alla loro violenza legalizzata la nostra alterità nella pratica. 

FQUI, MOHAMED, WALOU, SMAIL, ARFAOUI, MANNAI, PONTE GALERIA, "VULPITTA",
VIA CORELLI,
GENOVA, TRAPANI, MILANO, NAPOLI, ROMA…L'ODIO RIMANE UNA VITA INTERA. 

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